Il BEUC chiede regole europee per l’intelligenza artificiale

L’associazione dei consumatori appartenenti alla Unione Europea ha espresso, in un sondaggio preoccupazione sull’uso della automazione senza limiti

L’intelligenza artificiale è un tema basilare che nasce insieme all’uomo stesso o, almeno, sin dai tempi della Magna Grecia. Non vogliamo “disturbare Platone e ci limitiamo a partire d ai primi calcolatori che hanno suscitato grandi entusiasmi per l’impulso innovativo e portato a questioni fondamentali sul piano tecnologico e su quello filosofico. Dall’umile punto di osservazione di un sito quale Reportec .it, l’artificial Intelligence AII è fondamentale per lo sviluppo dell’innovazione e il miglioramento del modo di lavorare di accrescere la produttività. Ciò non toglie che il tema etico sia fondamentale, sia quando si pensa ai replicanti di “Blade runner” sia quando si progetta un auto a guida autonoma, oppure quando si devono sintetizzare molecole per creare vaccini. In goni applicazione la creazione dell’algoritmo è il punto critico dove possono insorgere errori.

Gli ambiti di utilizzo sono molteplici in fervente crescita, nonché già utilizzati in numerosi prodotti e servizi : per esempio ‘intelligenza artificiale viene impiegata nelle assicurazioni, per calcolare una polizza e decidere se concederla e a quali condizioni, è utilizzata per erogare servizi di assistenza dai call center con una “chat bot” e sta sviluppando il promettente mercato degli assistenti domestici intelligenti, come quelli progettati dall’Istituto Italiano di Tecnologia a Genova.

In buona sostanza è corretto dire che trasformerà la società e la vita dei consumatori.

A tal riguardo, Ursula Pachl, vicedirettore generale del BEUC, l’Organizzazione europea dei consumatori, afferma: «A causa dell’impatto a volte drastico e onnicomprensivo che l’intelligenza artificiale avrà probabilmente sui nostri mercati e sulla nostra società, i responsabili politici hanno iniziato a valutare le opzioni su se e e e come regolamentarla. Per noi, il punto di partenza del dibattito normativo è duplice: esaminare se i diritti dei consumatori possono essere applicati in modo efficace all’IA e comprendere meglio la consapevolezza, le preoccupazioni e le aspettative dei consumatori nei suoi confronti».

Il BEUC, Insieme ad altre organizzazioni aderenti, ha condotto un’indagine tra novembre e dicembre 2019 in Belgio, Danimarca, Francia, Germania, Italia, Polonia, Portogallo, Spagna e Svezia. La sintesi dei risultatati, in estrema sostanza :«I consumatori vedono il potenziale dell’intelligenza artificiale, ma sollevano serie preoccupazioni. In effetti, il potenziale esiste sicuramente: il 91% degli intervistati ritiene che l’IA sia utile, per esempio per nel prevenire gli incidenti stradali (91%) o per prevedere la loro salute (87%) problemi finanziari (81%). Il peraltro nell’assegnare un voto ai servizi di intelligenza artificiale che le persone hanno risposto non hanno dati voti elevati. Il 45% ad esempio afferma che l’intelligenza artificiale negli assistenti virtuali a domicilio non offre alcun valore aggiunto».

Qanto automatica può essere l’automazione

Nel Libro bianco pubblicato nel febbraio 2020 la Commissione europea ha individuato due elementi indispensabili per aiutare l’IA a progredire: l’eccellenza e la fiducia. Continua, quindi Ursola» considerando il lato fiducia i risultati del nostro sondaggio non sono rassicuranti. In Belgio, Italia, Portogallo e Spagna la maggior parte delle persone (64%) concordano o concordano fortemente sul fatto che le aziende utilizzano l’IA per manipolare le decisioni dei consumatori. In Francia, Danimarca, Germania, Polonia e Svezia il 52% degli intervistati (fortemente) è d’accordo. [L’IA sta trasformando il rapporto tra consumatori e aziende, un rapporto in cui il trader ha il sopravvento».

Tradizionalmente, il diritto dei consumatori è stato stabilito per correggere questo squilibrio. Ciò ha comportato, per esempio, obblighi di informazione o l’elaborazione di un elenco di pratiche commerciali sleali vietate. Il punto cruciale dell’IA, tuttavia, è che i consumatori di prodotti o servizi si trovano di fronte a cambiamenti man mano che l’algoritmo si adatta. Allo stesso modo, un trader potrebbe non essere in grado di prevedere ciò che il suo chat bot potrebbe raccomandare a un consumatore in una determinata situazione.

È pertanto essenziale effettuare un’approfondita valutazione del rischio prima di immettere sul mercato un prodotto AI prodotto sul mercato IA e a mettere in atto procedure di monitoraggio e gestione del rischio per tutta la vita. La supervisione umana è essenziale, così come la capacità delle autorità di effettuare controlli di conformità.

A tal riguardo si sono espressi vari personaggi, come James Killian, professore di Economia del MITe altre “autorità del campo sul forum “L’automazione non dovrebbe mai essere automatica”.

La sintesi della questione sta nell’esigenza di aggiornare l’attuale quadro giuridico

Pachl sostiene: «Riteniamo che tutto il nostro quadro giuridico per proteggere i consumatori debba adattarsi a questo ambiente in evoluzione. Sono necessari obblighi giuridici per regolamentare lo sviluppo e l’uso dell’IA per garantire che rispetti i diritti e i valori fondamentali dei consumatori dell’UE. Uno di questi obblighi giuridici sarebbe quello di dare ai consumatori la possibilità di rifiutare le decisioni prese in merito sulla base della intelligenza artificiale»

i consumatori sono d’accordo, spiega la rappresentante dei consumatori interpellati, che. con una netta maggioranza ritengono di avere il diritto di dire “no” al processo decisionale automatizzato.  In dettaglio lo affermano il  78% in Italia e Portogallo e l’80% in Spagna.».

La Commissione europea proporrà norme sull’IA nel 2021. Nondimeno, è in corso un acceso dibattito sul tipo di IA da modificare e sugli obblighi che tali norme dovrebbero introdurre o se sono necessarie norme. Quest’ultima è l’opzione preferita per coloro che sostengono che altrimenti le imprese dell’UE potrebbero essere in ritardo rispetto agli Stati Uniti e alla Cina. In questo contesto, è bene sapere cosa ne pensano i consumatori. La nostra indagine ha messo in luce che in Belgio, Italia, Portogallo e Spagna più della metà degli intervistati (51%) non sono d’accordo o sono fortemente in disaccordo sul fatto che l’attuale regolamentazione non sia adeguata a regolamentare in modo efficiente l’IA. In tutti e nove i paesi, meno del 20% sente che le norme attuali possono proteggerli adeguatamente dai potenziali danni posti dall’IA.

Conclude la vicedirettore generale del BEUC: «Presto i responsabili politici dell’UE dovranno decidere come regolamentare e guidare la diffusione e l’uso dell’IA in Europa. La posta in gioco è alta: per le imprese, i consumatori e la società in generale. Questo è il momento giusto per la Commissione europea, i deputati al Parlamento europeo e gli Stati membri di ascoltare le aspettative dei consumatori. Ma in un mondo sempre più globalizzato e digitalizzato, il benessere dei consumatori europei dipende non solo dalle politiche e dai regolamenti dell’UE, ma anche dalle norme e dalla cooperazione internazionali. È quindi molto positivo che l’OCSE abbia già pubblicato nel 2019 le sue raccomandazioni e i suoi principi per una gestione responsabile dell’IA affidabile, che richiedono, tra l’altro, che tutti gli attori dell’IA rispettino lo Stato di diritto, i diritti umani e i valori democratici, come la libertà, la dignità e l’autonomia, la privacy e la protezione dei dati, la non discriminazione e l’uguaglianza, la diversità, l’equità e la giustizia sociale.

Gaetano Di Blasio ha lavorato presso alcune delle principali riviste specializzate nell’ICT. Giornalista professionista, è iscritto all’ordine dei giornalisti della Lombardia ed è coautore di rapporti, studi e Survey nel settore dell’ICT. Laureato in Ingegneria.