Le tendenze del 2021 per l’Everywhere Enterprise

Riccardo Canetta, Regional Sales Director, Mediterranean Area di MobileIron, spiega quali trend del 2020 proseguiranno e cambieranno il lavoro da remoto

Il 2020 è stato un anno che difficilmente ci dimenticheremo a causa dei cambiamenti drastici che la pandemia di Covid-19 ha messo in atto a livello mondiale. Un terzo della popolazione mondiale è dovuta restare chiusa nella propria casa e rivoluzionare il modo di vivere e lavorare.

Riccardo Canetta - MobileIron

Riccardo Canetta – MobileIron

«Con l’avvicinarsi del 2021 sembra che i cambiamenti alla nostra vita lavorativa che si sono verificati nel 2020, siano destinati a diventare permanenti. Le aziende, infatti, si stanno rinnovando e adottano sempre più spesso sistemi di lavoro da remoto per rispettare le linee guida dei governi. Cosa riserverà il prossimo anno alle organizzazioni che continuano a evolvere verso l’Everywhere Enterprise?» si chiede Riccardo Canetta, Regional Sales Director, Mediterranean Area di MobileIron. Il manager ci spiega di seguito le tendenze previste da MobileIron per il nuovo anno.

Inarrestabile corsa al cloud

La pandemia ha visto sempre più aziende passare al cloud mentre cercavano strumenti di collaborazione e produttività per i dipendenti che lavoravano da casa. Ovviamente questa tendenza proseguirà e un numero sempre maggiore di organizzazioni si renderà conto della rilevanza del cloud nel 2021. Il personale di tutto il mondo dovrà ricorrere ancora a soluzioni alternative agli incontri fisici e potrà contare sugli strumenti di collaborazione da remoto. Gli strumenti basati sul cloud, infatti, sono perfetti per questo tipo di funzionalità, motivo per cui, in parte, le imprese che ancora non si sono affidate al cloud, affermano di voler effettuare a breve il passaggio.

Le persone sono il nuovo perimetro aziendale

Le persone torneranno in ufficio, ma non tutte insieme e non a tempo pieno. A tal proposito, secondo il sondaggio ‘Everywhere Enterprise’ di MobileIron più dell’80% delle persone preferirebbe non rientrare più in ufficio. Questo cambiamento completerà il cerchio di un trend di lungo corso che è nato a metà degli anni 2000: la dissoluzione del perimetro della rete.
Il nuovo perimetro sarà, invece, costituto dalle persone. La loro identità definirà ciò a cui possono accedere, sia all’interno che all’esterno della rete aziendale. Anche dopo aver effettuato l’accesso alla rete, potranno accedere solo a parte delle risorse finché la loro identità e il dispositivo che stanno usando non saranno stati autenticati e autorizzati. Questo approccio, noto come zero trust networking, sarà usato per tutto e interesserà quindi non solo i dipendenti, ma anche i clienti, i consulenti e gli altri partner commerciali.

L’esperienza utente fondamentale

Avere collaboratori felici e produttivi è altrettanto importante durante una pandemia, anche perché è emerso che dall’inizio della pandemia in media, i dipendenti lavorano 3 ore di più, mettendo in pericolo l’equilibrio lavoro-vita privata. I datori di lavoro dovranno quindi concentrarsi sull’esperienza utente e rendere la vita dei dipendenti il più semplice possibile.
Parte dell’esperienza è legata all’indipendenza dalla propria postazione. I lavoratori devono poter lavorare in mobilità, non solo da casa. Molti uffici domestici improvvisati dimostreranno di non essere adeguati nel lungo periodo ed è probabile che i dipendenti finiranno per trascorrere del tempo nei bar della zona, recandosi di tanto in tanto in ufficio.

Evoluzione dei tradizionali accessi da remoto

L’attenzione verso l’esperienza dell’utente cambierà il modo in cui le persone accedono alle risorse informatiche. Nel vecchio approccio, le aziende usavano una rete VPN per indirizzare tutto il traffico tramite la rete aziendale. Ciò dava luogo a problemi di latenza, soprattutto quando si accedeva alle applicazioni in cloud perché era necessario indirizzare nuovamente tutto il traffico attraverso il data center aziendale.
Invece di indirizzare le sessioni cloud attraverso la rete aziendale, le aziende devono permettere ai lavoratori da remoto di accedervi direttamente. Questo comporta “sanificare” il traffico sul dispositivo o nello stesso cloud. Per esempio, la tecnologia di MobileIron consente a un dispositivo di rilevare su quale tipo di rete si trova e di creare una sessione con crittografia SSL direttamente con l’applicazione eseguita in modalità  cloud. Permette inoltre di configurare policy di accesso agli endpoint basate in cloud.

Migliore autenticazione dell’utente

Parte di questo approccio all’autenticazione comporta una verifica più efficace degli utenti. Tale verifica è suddivisa in due parti. La prima consiste nell’eliminazione della password. La tendenza del lavoro da casa non ha fatto che accelerare ciò che gli esperti di sicurezza informatica sostengono da tempo. I dipendenti che effettuano l’accesso da dispositivi mobili usano sempre di più l’autenticazione biometrica.
La seconda miglioria alla verifica dell’utente porterà a una riduzione degli accessi alle applicazioni. Le sessioni, dunque, avranno una durata maggiore, sulla base di un’approfondita conoscenza dei dispositivi basata su agent che costituiranno una parte importante dell’esperienza di accesso remoto.

Una sicurezza mobile più efficace

Non sono solo i dipendenti che avranno bisogno di una sicurezza mobile più efficace. Anche le aziende cambieranno il modo in cui interagiscono con i clienti. Con il prolungarsi delle misure di distanziamento sociale possiamo aspettarci una riduzione delle interazioni tra le persone nei punti vendita. I rivenditori devono concentrarsi maggiormente sui dispositivi mobili per ogni aspetto del processo di acquisto, dalla visualizzazione dei prodotti all’ordine e al pagamento.

I QR code possono diventare una minaccia

I rivenditori e le aziende hanno già iniziato e continueranno a usare i codici QR per agevolare il contatto con oggetti come menu e sistemi di pagamento, nonché per conformarsi alle regole del distanziamento sociale. Il problema è che QR code non sono stati progettati per queste applicazioni o per l’autenticazione digitale e, pertanto, possono essere facilmente sostituiti con codici dannosi che manipolano gli smartphone in modi imprevisti e dannosi.
MobileIron ha esplorato questi rischi nel recente report sulla sicurezza dei codici QR. Secondo il report, il 70% dei partecipanti aveva scansionato un codice QR nell’ultimo mese, ma la maggior parte, e questo è piuttosto allarmante, non era a conoscenza di come i codici QR possono influire sulla sicurezza mobile. Quasi la metà dei partecipanti ha dichiarato di non avere, o di non essere a conoscenza di un software di sicurezza installato sui dispositivi mobili personali. Prevediamo un significativo aumento dei problemi legati a codici QR dannosi nel 2021.

Autore:

Paola Saccardi lavora da più di dieci anni nel settore dell'editoria con taglio tecnologico e business in qualità di giornalista professionista.