Gruppo E Make IT happen, la nuova realtà si presenta

In occasione dell’evento “MAKE IT HAPPEN” si sono evidenziate le dinamiche a supporto dell’evoluzione digitale. L’evento è stato l’occasione per la presentazione del Gruppo E alla stampa

Gli ospiti del Gruppo E  hanno affrontato le tematiche principali che consentono di affiancare le imprese nella loro evoluzione IT. La crescita aziendale a supporto della ripresa non può che basarsi sulle tecnologie ICT, quali: sicurezza, cloud, multicloud, IoT e industry 4.0.

Ambiti fondamentali che richiedono specifiche competenze. Per questo è stato creato il Gruppo E, una realtà composta da un’alleanza di aziende, ciascuna specializzata in uno specifico ambito dell’information technology for business”.

Il tema è stato approfondito anche grazie al supporto di alcuni vendor partner del nuovo gruppo, quali Check Point Software Tecnologies, Cisco, NetApp, VMWare, AWS e Veeam.

Un parterre di evidente eccezione, con il quale, si è affrontato il tema dell’evoluzione, la quale può definirsi una vera e propria rivoluzione, che l’information technology ha attraversato nel corso degli anni con una forteaccelerazione negli ultimi tempi.

Il lavoro a distanza, che solo per alcuni è un vero “smart working” ha consentito, nel bene o nel male di accelerare processi di rinnovamento digitale, portando a realizzare alcuni investimenti in tempi rapidi.

L’anno in corso è stato senza dubbio sfidante per tutti, ma ha anche offerto una grande opportunità alle aziende, ovvero quella di rinnovarsi dal punto di vista digitale, affermano  gli intervenuti all’evento Make IT Happen dal titolo propositivo.

 

 

Stefano Zingoni, Co-Founder e Marketing Manager del Gruppo E afferma:

“Le nostre aziende non sono più quelle di prima: sono cambiate per sempre. Da marzo 2020, improvvisamente, per continuare la propria attività hanno dovuto cambiare il loro modo di lavorare. Sono state messe alle strette, ma se oggi esistono ancora, significa che hanno reagito e si sono adattate alle nuove regole del gioco” “

Questo ha significato necessariamente rinnovarsi, un fattore, da considerare senza dubbio positivamente, a detta dei soci di Gruppo E, perché pone le basi per il loro futuro e per la loro sopravvivenza nel lungo periodo.

In sostanza i CIO delle aziende non possono pensare che, poiché hanno investito grandi risorse durante il lockdown, siano adeguatamente equipaggiati per il futuro. L’information technology fornisce alle organizzazioni un immenso spettro di possibilità. Tra altre queste, tre grandi tematiche dominano il panorama IT attuale e proprio su questi il Gruppo E si concentra: multicloud, Internet of Things e intelligenza artificiale. L’unione e l’integrazione di questi temi permetterà alle aziende di fare un passo verso il domani, sostengono in azienda. In particolare, sottolineano nella nuova realtà., oggi l’IT è sempre più coinvolto nei processi di business, che sono influenzati dalla salvaguardia della salute delle persone, dalla sostenibilità e dal consumo.

Riprende quindi Zingoni:”Anche quando il virus smetterà di farci paura, questi tre driver continueranno a guidare il business delle aziende ed è importante ricordarci che l’IT è l’infrastruttura che le sorregge e la linfa che le mette in moto. La crisi che abbiamo avuto nel 2008 è stata indicata come una delle peggiori crisi economiche della storia, fino alla crisi di oggi. Ma tra le due c’è una profonda differenza e questa differenza è proprio l’IT e la sua maturità”.

Affiancare le aziende affinché siano parte attiva nella loro evoluzione IT è la missione del Gruppo E. Per compierla, occorre partire dal dato e dove esso è contenuto, ovvero i data center. L’obiettivo è estenderne il campo di utilizzo e la loro applicazione fino ad abbracciare l’hybrid multicloud e consentire a tutte le tipologie di aziende, di qualsiasi dimensione, di essere allo stesso livello.

 

Cloud e sicurezza

Il cloud ormai domina il mondo IT. Nel 2020 il mercato cloud italiano supererà i 3 miliardi di Euro, in crescita del + 21% rispetto al 2019 ed è l’area di investimento principale per le aziende. In questo contesto l’hybrid cloud si conferma assoluto protagonista, valendo da solo 2 miliardi di euro.

Secondo il Politecnico di Milano, riportano dal gruppo E, in Italia le aziende possiedono in media 4 cloud provider attivi, in linea con la situazione nel resto del mondo. Quello che sembra mancare è però l’adozione di una vera strategia multi cloud, ovvero l’utilizzo congiunto di più provider cloud senza l’utilizzo di un server on-premise.

Il freno principale al multi cloud è la sua complessità ed è pertanto necessario sviluppare competenze verticali su tecnologie diverse, soprattutto a livello di infrastruttura.

Gruppo E

 

Inoltre, il filo conduttore che segue ogni tematica cloud, nonché ogni innovazione in campo tecnologico è la sicurezza del dato e delle informazioni. La sicurezza informatica è sempre più messa a dura prova e deve affrontare pericoli crescenti. Ricerche recenti mostrano che, all’aumentare del remote working, il volume degli attacchi informatici è decisamente incrementato. La security è fondamentale e la trasformazione ed evoluzione digitale che il Gruppo E si prefigge di facilitare devono necessariamente avvenire in piena sicurezza. Sono troppi e troppo grandi i valori in gioco: il patrimonio immateriale delle aziende, la loro storia, i loro segreti, i dati confidenziali dei loro clienti, i dati sensibili delle loro persone devono essere adeguatamente protetti. Sottolineano tutti i partecipanti al dibattito.

Evidenziano, peraltro gli esperti di Gruppo E che la sicurezza può essere anticipata e agire per tempo è l’arma vincente per sconfiggere le minacce, e quindi neutralizzarle ancora prima che si manifestino.

Il Gruppo E, continuano gli esperti,utilizzando tecniche innovative di sicurezza ha realizzato un SOC denominato Cyber Defence che sfrutta le migliori tecnologie presenti sul mercato per affrontare la maggior parte degli attacchi informatici. Il SOC si adegua alla struttura del cliente perché l’obiettivo è valorizzare gli investimenti che il cliente ha fatto, non sostituendo quelli realizzati nel passato ma aiutando a migliorarli sempre di più.

“Il mondo IT è diventato complesso, sempre più integrato al resto dell’azienda, con un ruolo strategico, centrale, in molti casi apicale e sempre più connesso con il mondo industriale”, dichiara Stefano Davitti, Amministratore Delegato del Gruppo E. “I dati sono sempre di più, sempre più importanti ed è sempre più fondamentale gestirli in maniera corretta e, soprattutto, proteggerli”.

Qui entra in gioco la compliance che è l’adeguamento dell’azienda a norme di legge, come il GDPR, o standard internazionali per garantire, nel caso di aziende IT, la qualità della sicurezza dei dati e che sia presente un processo adeguato che la gestisce.

Privacy, GDPR

La finalità ultima è garantire all’azienda le necessarie capacità di reazione agli incidenti e la sua resilienza.

I dati possono essere di differenti tipologie (personali, bancari, medici) ed è il legislatore a definirli in base alla loro sensibilità.

“Ogni progetto IT, che sia infrastrutturale o applicativo, riguarda i dati e quindi ha implicazioni a livello di compliance che vanno gestite. E ciò nel tempo! Anche la compliance è un qualcosa che va sempre tenuta sotto controllo. È un processo costoso ma necessario e che porta frutti”, aggiunge Davitti.

Un progetto GDPR o di compliance di successo possiede diversi ingredienti. Il primo è vedere la compliance come un modo di portare un beneficio in azienda, non solo come l’ennesimo adempimento, evidenziano ancora presso il gruppo E, aggiungendo che Un altro elemento fondamentale è il coinvolgimento dell’amministratore delegato in quanto la compliance tocca praticamente tutte le aree dell’azienda.

Un’ultima arma vincente è l’approccio multidisciplinare alla materia: è bene che i progetti di compliance non coinvolgano solo l’ufficio legale e il dipartimento IT ma anche risorse umane, comunicazione interna, marketing. Un approccio trasversale velocizza i progetti ed evita cambi di rotta costosi.

“Non avere un programma di conformità è costoso e si rischia di incorrere in sanzioni. Inoltre, non essere compliant trasmette un messaggio negativo. Oggi più che mai i clienti sono al centro di una frenetica vita digitale, hanno bisogno di sapere che possono riporre la propria fiducia nelle aziende dalle quali acquistano e con le quali entrano in contatto”, conclude Davitti.

Stefano Davitti, amministratore Gruppo E

Da sottolineare anche un obbiettivo del Gruppo E : innescare un cambiamento, non solo dal punto di vista tecnologico, ma con una visione più ampia e nobile che da quest’anno è diventata una tematica prioritaria per il gruppo: la sostenibilità. A livello commerciale, infatti, sono selezionati unicamente i vendor più attenti ai temi della sostenibilità e dell’inclusione sociale. Inoltre, il Gruppo E sostiene imprese virtuose che ogni giorno sono in prima linea nella salvaguardia dell’ambiente, nella promozione dello sport e nell’aiuto

Gaetano Di Blasio ha lavorato presso alcune delle principali riviste specializzate nell’ICT. Giornalista professionista, è iscritto all’ordine dei giornalisti della Lombardia ed è coautore di rapporti, studi e Survey nel settore dell’ICT. Laureato in Ingegneria.