Smart city in Lombardia per sperimentare algoritmi di AI

Il progetto porterà a realizzare, entro giugno 2022 un Innovation Hub e una rete di Living Lab sul territorio lombardo per sviluppare e raccogliere dati per l’elaborazione di algoritmi di Artificial Intelligencence e altro

Partito un progetto supportato da Regione Lombardia che vede coinvolte diverse aziende, fra cui Italtel e Reply, al fine di creare un organismo capace di prevedere quelle che saranno le evoluzioni nelle città del futuro, con l’obiettivo di aiutare a sviluppare politiche di innovazione a vantaggio dei cittadini.

Il progetto SCC Innovation Hub & Living Lab Network, finanziato dall’Unione Europea, si inserisce tra i risultati dei primi due chapter dell’innovation hub (health & wellbeing) che ha effetti anche sul sistema sanitario Lombardo con l’obiettivo di offrire soluzioni per una migliore qualità di cura, prolungare la vita e di conseguenza diminuire, nel lungo termine, i costi del sistema.

Più in dettaglio il progetto mira a creare un ecosistema fisico favorevole alla raccolta di ingenti quantità di dati e allo sviluppo di algoritmi volti ad implementare soluzioni e servizi per migliorare la qualità della vita dei cittadini.

Il progetto, tra i vincitori del bando Call Hub realizzato con il sostegno di Regione Lombardia e finanziato con Fondi Europei POR FESR 2014-2020, porterà a realizzare, entro giugno 2022 un Innovation Hub e una rete di Living Lab sul territorio lombardo con l’obiettivo non solo di progettare, sviluppare, raccogliere dati per l’elaborazione di algoritmi di Artificial Intelligence, ma anche di validare in larga scala prodotti IoT (Internet of Things), connettività 5G e applicazioni in grado di assistere il cittadino a mantenere uno stile di vita attivo in una società e in ambienti urbani in continuo cambiamento.Smartcity in Lombardia

L’Innovation Hub è una struttura di coordinamento e di indirizzo della rete dei Living Lab. Tra i suoi compiti rientrano: lo sviluppo e la condivisione della metodologia di raccolta dati; il supporto al setup e la formazione dei nuovi Living Lab; l’erogazione di servizi innovativi a start-up, PMI innovative, organismi di ricerca e grandi aziende. In particolare l’Innovation Hub e la rete di Living Lab, dislocati in diversi contesti, da campus universitari a sedi di grandi aziende e a strutture sanitarie, potranno giovare di una piattaforma tecnologica in grado di raccogliere dati da sensori individuali, dispositivi medici indossabili, sensori ambientali, dati provenienti da applicazioni e software, open data (E015), immagini satellitari e dati generati da analisi statistiche e modelli predittivi complessi per offrire reali servizi ai cittadini, ai service provider urbani, come per esempio le strutture sanitarie, e alle pubbliche amministrazioni locali.

SCC Innovation Hub & Living Lab Network, con capofila Mediaclinics S.r.l., ha come partners: l’Università degli Studi di Bergamo, Italtel S.p.A., Reply S.p.A., Comftech S.r.l., Marlegno S.r.l. Tecnologie del legno, Orobix S.r.l., Aries More S.r.l – a cui si aggiungono due soggetti subcontraenti, quali il Cluster Smart Cities & Communities Lombardia e Talent4Rise.

SCC Innovation Hub & Living Lab Network è dunque un progetto che ha un enorme valore sia territoriale che nazionale, con lo scopo di essere un punto di riferimento per le aziende e i centri di ricerca con ricadute sulle startup e sul cittadino lombardo: nel primo caso le PMI e i technology provider lombardi avranno dei luoghi fisici di acquisizione dei dataset adeguati all’addestramento dei propri algoritmi, oltre a degli ecosistemi di sperimentazione di tecnologie innovative in grado di velocizzazione l’immissione sul mercato di prototipi sviluppati dalle stesse aziende, ma anche da università e centri di ricerca. Nel caso dei cittadini, invece, la realizzazione di nuovi servizi rivolti specificamente agli abitanti delle aree urbane lombarde rappresenta una delle principali ricadute sull’intero sistema. Inoltre, il fatto che il progetto venga concepito come una serie di Pilot di Larga Scala, vuole dimostrare come la concezione di nuovi servizi e prodotti rappresenti un’innovazione solo quando questi vengono realmente utilizzati da una fascia ampia della popolazione.

Secondo quanto riportato in un comunicato, SCC Innovation Hub avrà conseguenze anche sul sistema industriale lombardo: l’obiettivo, in tal senso, riguarda l’innalzamento della competitività del sistema industriale lombardo e la capacità di aumentare l’occupazione di personale altamente qualificato. In questo contesto si vuole favorire il passaggio di ricercatori o persone in possesso di dottorato verso le PMI. L’indicatore di riferimento sarà la presenza di oltre 20 persone dotate di PhD impegnate nel progetto. Ci saranno ulteriori ricadute anche sul sistema Smart Cities: la migrazione della popolazione dei centri rurali verso i grandi centri urbani è un fenomeno in continua crescita che negli ultimi vent’anni ha condizionato i piani di sviluppo del sistema urbanistico lombardo.

“Avere in Lombardia un organismo capace di prevedere i fenomeni di innovazione delle città del domani e aiutare a sviluppare politiche di innovazione a vantaggio del cittadino porrà la Lombardia ai massimi livelli europei per la capacità di supportare le proprie città e le loro amministrazioni a migliorare la qualità della vita dei propri cittadini”, spiega Sauro Vicini, Cluster Operating Officer del Cluster Smart Cities & Communities Lombardia. “Ci saranno ricadute anche per il sistema della ricerca e per il sistema sanitario lombardo: nel primo caso la creazione di un network di Living Lab pone le basi per una ricerca capace di generare risultati effettivamente trasferibili al mercato, in grado quindi di far stabilire ai centri di ricerca collaborazioni in ambito industriale di sempre maggior rilevanza. Riguardo invece il sistema sanitario lombardo, attuare politiche di prevenzione sanitaria è l’unica strada per avere effettivamente dei costi assorbibili da un sistema sanitario regionale. I risultati dei primi due Chapter dell’Innovation Hub (Health & Wellbeing) hanno l’obiettivo di: offrire soluzioni per una migliore qualità di cura, prolungare la vita e di conseguenza diminuire, nel lungo termine, i costi del sistema sanitario che sfrutterà gli Open Data generati dal progetto anche per valutazioni di impatto sulle nuove possibili politiche in ambito sanitario”, conclude Vicini.

Ci auguriamo che lo sviluppo Smart delle città cresca rapidamente.  Fortunatamente non solo in Lomardia ci si sta muovendo.

Gaetano Di Blasio ha lavorato presso alcune delle principali riviste specializzate nell’ICT. Giornalista professionista, è iscritto all’ordine dei giornalisti della Lombardia ed è coautore di rapporti, studi e Survey nel settore dell’ICT. Laureato in Ingegneria.