Edge computing mal sfruttato o ignorato rallenta la crescita

Una ricerca di HPE Aruba mostra le potenzialità perse dalle aziende che non processano i propri dati a direttamente alla periferia della rete

Buona parte delle aziende ha compreso l’importanza dei dati e ha cominciato a utilizzarli, secondo una ricerca commissionata da Aruba (già Aruba Networks, società di HPHE Enterprice (per comodità:HPE Aruba) che ha coinvolto olrte 2mila quattrocento manager, di cui cento italiani.

I risultati mostrano che il Il 72% dei responsabili IT utilizza in modo attivo tecnologie Edge per ottenere nuovi risultati; coloro i quali dispongono di una struttura Edge più matura hanno maggiori probabilità di ricavare valore di business dai dati sfruttandoli per definire decisioni e processi.

tra quanto tempo i manager potranno agire sulla bzse dei dati che processano?

Inoltre, l”82% definisce “molto” o “abbastanza” urgente la necessità di un sistema integrato per gestire i dati sull’Edge un altro 16% pianifica di farlo il prossimo anno. Per contro il 92% degli ICT manager ammette di non possedere le competenze chiave per ottenere valore dai dati, mentre il 57% è convinto che collegare i dispositivi all’Edge renda la propria rete più vulnerabile.

I manager, sempre stando ai dati di HPE Aruba, si trovano a confrontarsi con reti sempre più sovraccariche per gli enormi volumi di dati generati da utenti e dispositivi IoT. I responsabili IT ne sono consapevoli così come sanno che l’analisi dei dati, quanto più è effettuata in maggior prossimità dell’Edge, produce livelli superiori di efficienza e insight che, a loro volta, portano a migliori risultati di business.

Una maggiore capacità di mettere in esercizio l’analisi all’edge genera un’efficacia superiore nel ricavare valore dai dati raccolti dai dispositivi.

Il 78% It manager, che è arrivato allafase di produzione con sistemi edge afferma di saper utilizzare tali dati con l’obiettivo di migliorare le decisioni o i processi di business.

Questo dato, deve essere comparato con il 42% di chi risulta ancora in fase pilota e con il 31% di chi prevede di avviare progetti pilota nel corso del prossimo anno.

Partha Narasimhan, CTO e HPE Senior Fellow di HPE Aruba afferma: «La ricerca indica come la maggior parte dei responsabili IT stia adottando l’Edge o si stia preparando a farlo».

Di fatto, lo sviluppo di una strategia Edge, considerando implementazioni cloud già esistenti, diventa necessaria con la crescita dei dispositivi connessi e la difficoltà di trasferire giganteschi volumi di dati verso un cloud o un ambiente data center, in particolare quando le aziende sono impegnate nella trasformazione digitale per raggiungere i propri obiettivi di business e soddisfare le esigenze dei clienti”.

La ricerca rientra nel report “At the Edge of Change: Navigating the New Data Era” ,che valuta le implicazioni dello spostamento dell’elaborazione dei dati dal cloud all’Edge, la risposta degli ITDM, le opportunità che l’Edge offre in vari settori economici e il ruolo essenziale che riveste il networking in questa trasformazione. I risultati del report rivelano aspetti interessanti.

 

I vantaggi dell’edge

 

I vantaggi delle tecnologie Edge diventano sempre più importanti in funzione della crescita dei dati, come accennato, perciò gli ICT manager devono tenere in considerazione costi e latenza che si ottengono archiviando i datili ed elaborandoli direttamente sull’Edge.

Il 33% dei suddetti manager sostiene che ci sono troppi dati da gestire per i sistemi delle loro strutture, mentre e il 28% asserisce di “non riuscire a elaborare i dati in modo sufficientemente veloce da agire di conseguenza”

Circa un quarto (23%) evidenzia problemi in termini di budget e carenza di competenze, mentre un 21% lamenta

incapacità a raccogliere i dati da così tante fonti differenti.

Il 55%, più della metà dei manager, a livello globale, ritiene che l’elaborazione dei dati è oggi più rapida, grazie a un’ottimizzazione dovuta al machine learning e all’Intelligenza Artificiale.

 

Aumento dell’efficienza e creazione di nuove esperienze

 

Gli IT manager evidenziano una serie di vantaggi che derivano dall’acquisire e analizzare i dati sull’Edge, dalle efficienze operative dall’opportunità di creare nuovi prodotti, servizi e flussi di ricavi.

Il 53% degli ICT manager, identifica il “miglioramento dell’efficienza e dei costi operativi” come uno dei maggiori vantaggi derivanti dall’acquisire e utilizzare i dati provenienti dai dispositivi utente, mentre il 47% cita un “aumento della produttività della forza lavoro”

Il 44% degli intervistati è convinto che i dati forniscano insight più approfonditi sulla clientela, il 40% sottolinea l’opportunità di creare “nuovi prodotti, servizi, flussi di ricavi e modelli di business differenziati” e il 40% indica la possibilità di fornire servizi personalizzati.

Gli intervistati, si ritengono concentrati sull’utilizzo dell’Edge per migliorare sicurezza, visibilità e customer experience.

A livello di settori, le casistiche di utilizzo dell’Edge più diffuse concernono il tracciamento e il monitoraggio di singoli oggetti lungo la supply chain nel retail (51%), il ricorso al riconoscimento del volto nel settore alberghiero e dell’ospitalità (49%) e il miglioramento dell’esperienza delle strutture sanitarie per mezzo di tool e applicazioni always-on (49%).

 

Preoccupano costi, competenze e sicurezza

 

Per quanto i manager manifestino un crescente interesse verso l’elaborazione e l’analisi dei dati sull’Edge, non mancano preoccupazioni per diversi fattori che ne ostacolano l’adozione.

Il 32% degli ICT manager indica come principale preoccupazione la carenza di competenze, capacità o comprensione delle tecnologie Edge. La maggioranza (92%) è convinta di non disporre di parte delle competenze necessarie per aiutare l’azienda a sbloccare il valore dei dati.

Il dato sale a 98% e 99% degli ICT manager rispettivamente nel pubblico e nell’alberghiero e ospitalità

Competenze su AI e Machine Learning (43%), capacità analitiche (41%) e competenze tecniche (37%) sono le principali aree di competenza in cui le aziende registrano carenza.

Gli ostacoli da superare per sffruttare l’edge computing

Nel complesso vi sono giudizi contrastanti sulle implicazioni dell’Edge in termini di sicurezza. Se il 57% degli IT manager asserisce che il collegamento di dispositivi utente o IoT all’Edge ha reso o renderebbe la propria azienda più vulnerabile, il 47% indica il rafforzamento della sicurezza come uno dei principali vantaggi derivanti dall’acquisizione di dati dai dispositivi utente.

 

Edge fa rima con cloud

 

Le aziende continuano ad aumentare la propria dipendenza dai dati, pertanto è essenziale che questi siano analizzati ed elaborati in maniera affidabile e sicura in prossimità del punto in cui vengono generati. Le architetture di rete e i processi operativi tradizionali creati per supportare l’era del cloud e della mobilità devono adattarsi a queste necessità.

Secondo gli esperti di HPE Aruba, le aziende che stanno valutando di sfruttare la potenza dei dati e creare un’infrastruttura Edge devono considerare alcuni punti per un’implementazione di successo:

  • Unificare – L’Edge incorpora tutti i domini di rete inclusi quelli cablati, wireless e SD-WAN e tutti gli ambienti come Campus, Branch, Data Center e Remote Worker. I team incaricati delle
  • network operation dovrebbero considerare solo le soluzioni in grado di gestire tutti i domini e gli ambienti da un’unica risorsa cloud-native capace di centralizzare e correlare tutti gli eventi e le operazioni inerenti i differenti domini
  • Automatizzare – La disponibilità e le performance della rete sono elementi critici a livello dell’Edge. I team responsabili delle network operation dovrebbero prendere in esame solo le soluzioni che possono fornire sia insight specifici, affidabili, altamente precisi e basati su AI sia un’automazione in grado di risolvere gli inconvenienti con più rapidità prima che possano impattare sull’attività o sugli utenti
  • Proteggere – La proliferazione di dispositivi IoT che generano i dati da cui nascono nuovi risultati di business presenta sfide alla sicurezza. I team di network operation dovrebbero esaminare soluzioni che utilizzino AI per rilevare, classificare e monitorare costantemente tali dispositivi e lavorare con trasparenza al fianco di soluzioni per il controllo degli accessi, così da posizionare in automatico i dispositivi nel contesto di policy centralizzate che ne garantiscano la sicurezza e la comunicazione solo con risorse predeterminate.

«Sfruttare gli insight a livello dell’Edge è un’opportunità per le aziende al fine di rivoluzionare il proprio approccio ai dati e sbloccarne il valore come asset di business. Le organizzazioni che sanno elaborare, archiviare e analizzare i dati sull’Edge potranno utilizzare questi stessi dati per ottimizzare, innanzitutto, i propri modelli di business e, con il tempo, sviluppare prodotti, servizi ed esperienze innovative che non solo amplieranno ma trasformeranno ciò che viene proposto a clienti e dipendenti», conclude Narasimhan.

 

Gaetano Di Blasio ha lavorato presso alcune delle principali riviste specializzate nell’ICT. Giornalista professionista, è iscritto all’ordine dei giornalisti della Lombardia ed è coautore di rapporti, studi e Survey nel settore dell’ICT. Laureato in Ingegneria.