IBM punta ai trilioni del cloud ibrido

Nel 2021 lo scorporo dei Managed Infrastructure Services eu una strategia aggressiva

IBM punta a diventare il maggior player del cloud ibrido ed è pronto a a liberarsi di qualche zavorra per accelerare il raggiungimento dei suoi obiettivi, secondo le indiscrezioni di Michael Cooney su Network World, che considera lo scorporo dell’unità Managed Infrastructure Services (da 19 miliardi di dollari), parte della divisione Global Technology Services, preparandosi a creare una newco nel 2021, destinata diventare rapidamente un grande fornitore di manageg infrastructure service da, probabilmente 90mila dipendenti e puntando alle Fortune 200.

È presto per valutare le ripercussioni nel resto del mondo, anche se nel mirino di IBM ci sono, con ogni probabilità Accenture, Fujitsu e Huawei a livello mondiale.

L’operazione dimostra le tendenze del prossimo futuro anche per i mercati più piccoli come il nostro e, del resto, la newco dovrebbe espandersi in 115 paesi, compresa l’Italia.

.Arvind Krishna, CEO di IBM, ha affermato recentemente, riporta Cooney: «

Le esigenze di acquisto dei clienti per i servizi applicativi e infrastrutturali sono divergenti, mentre l’adozione della nostra piattaforma cloud ibrida sta accelerando. Ora è il momento giusto per creare due aziende leader di mercato focalizzate su ciò che sanno fare meglio».

L’l’opportunità sta nel mercato del l cloud ibrido da un miliardo di miliardi di dollari

Krishna è succeduto a Virginia Rometty lo scorso aprile e, come Ceo ha

Arvin, che ha assunto il ruolo di CEO da in aprile, ha comparato il suddetto trasferimento alle precedenti grandi dismissioni di Big Blue, come la decisione di sbarazzarsi della sua attività di networking negli anni ’90 e dei PC negli anni 2000 per concentrarsi su cose più grandi, appunto il cloud ibrido con annessi e connessi. Il Ceo di IBM in un blog ha detto: «Il cloud ibrido e l’intelligenza artificiale stanno rapidamente diventando il luogo del commercio, delle transazioni e, nel tempo, dell’informatica stessa. La nostra decisione è anche il logico passo successivo nella nostra ricerca dell’opportunità di cloud ibrido».

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Inoltre ha affermato:« Oggi i servizi rappresentano oltre il 60% delle nostre entrate. Quando NewCo diventerà una società indipendente, il nostro portafoglio di software e soluzioni rappresenterà la maggior parte delle nostre entrate. Questo rappresenta un cambiamento significativo nel nostro modello di business».

L’acquisizione di Red Hat nel 2019, per 34 miliardi di dollari ha permesso a IBM di costruire la sua piattaforma cloud ibrida e questo annuncio è il primo effetto di tale cambiamento.

IBM ha effettuato una serie di scambi chiave con la sua tecnologia Red Hat. Lo sforzo è iniziato con IBM che raggruppa la OpenShift Container Platform basata su Kubernetes di Red Hat con oltre 100 prodotti IBM in quelli che chiama Cloud Paks per supportare sicurezza, automazione e altre tecnologie chiave. OpenShift consente ai clienti aziendali di distribuire e gestire i contenitori sulla loro infrastruttura scelta, tra cui AWS, Microsoft Azure, Google Cloud Platform, Alibaba e IBM Cloud.

Un’altra mossa chiave è stata l’unione dell’enorme capacità transazionale, sicurezza e affidabilità di Big Iron con Red Hat Open Shift e Red Hat Enterprise Linux.

I 34 miliardi di dollari investiti in Red Hat si sono dimostrati molto un ottimo investimento in quanto hanno generato una crescita a due cifre e reso l’azienda immediatamente più credibile come concorrente e player del spazio del cloud ibrido.

Gaetano Di Blasio ha lavorato presso alcune delle principali riviste specializzate nell’ICT. Giornalista professionista, è iscritto all’ordine dei giornalisti della Lombardia ed è coautore di rapporti, studi e Survey nel settore dell’ICT. Laureato in Ingegneria.