Data strategy sempre più un imperativo per gli AD italiani

Tutti pazzi per il potere del dato, che va maneggiato con cura

Secondo un sondaggio di IDC le aree strategiche per le imprese le imprese nei prossimi cinque anni saranno concentrate sui dati, considerati strategici dalll’80%dei rispondenti.

Più precisamente, l’attenzione è tutta per l’uso dei dati nei modelli decisionali al fine di ottenere un vantaggio competitivo. Peraltro si tratta di una percezione in quanto, i responsabili delle aziende non sanno quanto valore stiano effettivamente ottenendo dai dati.

Giuseppe Sindoni, CDO del omune di Milano

Giuseppe Sindoni, CDO del omune di Milano

Buona parte del problema dipende da una scarsa conoscenza delle reali possibilità e dalle scarse competenze. In molte aziende manca l’accesso a nuove tecnologie che possono aiutare a raggiungere una maggiore consapevolezza delle reali potenzialità del dato. Se n’è parlato a lungo alla recente IDC Data Strategy Conference 2020.

Gli obiettivi da raggiungere sono: reagire più rapidamente alle situazioni, supportare un insieme più ampio di decisioni o automatizzarne alcune.

La potenza dei dati, una volta trasformati in informazioni e input sulla catena decisionale permette di automatizzare i processi.Data strategy managemen

Secondo gli analisti di IDC, entro il 2024, le imprese che attiveranno soluzioni di gestione, integrazione e analisi dei dati basate sul machine learning raddoppieranno la produttività dei dipendenti.

È già partita la corsa all’oro contenuto nei dati e i Ceo stanno investendo, ma, avvertono gli esperti di

DC e i loro ospiti, virtualmente presenti alla conferenza, il dato in sé non è sufficiente, occorre una strategia, una ferrea governance dei dati stessi e, come accennato, soluzioni adeguate.

Tra le indicazioni conclusive di Giancarlo Vercellino: l’importanza del promuovere un’alfabetizzazione del dato in azienda; sviluppare “capacità di giocoliere” andando oltre il campo di gioco.

 

La data governance basilare per il successo di una data Strategy

 

Il punto di partenza è una corretta data governance. Sembra banale, ma molte aziende hanno ancora molto da imparare e non è semplice trovare l’approccio più adatto alle esigenze aziendali o quello più personale, in funzione del business e dei dati che si devono processare. Anche mantenere e usare all’occorrenza i dati grezzi, può far parte del gioco, anzi, i dati non strutturati sono sempre più importanti.

Ad aiutare le aziende stanno sorgendo una serie di nuovi servizi che potranno semplificare il lavoro dell’ICT aziendale e aiutare i Ceo, convinti di essere seduti sul tesoro dei dati, ma senza consapevolezze, a sviluppare una data strategy. Eppure, la ricetta potrebbe essere semplice come ha esortato Giuseppe sindoni, CDO del comune di Milano sollecitando a:«farsi guidare dai dati».

Infine, Sabina Leonelli, Professore Ordinario di Filosofia e Storia della Scienza presso l’Università di Exeter, in Inghilterra, ha affrontato il tema etico sull’uso dei dati, sottolineando che, aldilà dell’utilizzare i dati seguendo le leggi in vigore, occorre attenzione a “maneggiare” i dati senza creare distopie: anche solo cambiando formato, per esempio di una foto, si potrebbe alterare il risultato. Le infrastrutture, evidenzia Leonelli hanno un ruolo fondamentale, che, evidentemente impatta sul risultato, il che non è banale se pensiamo all’artificial intelligence.

Gaetano Di Blasio ha lavorato presso alcune delle principali riviste specializzate nell’ICT. Giornalista professionista, è iscritto all’ordine dei giornalisti della Lombardia ed è coautore di rapporti, studi e Survey nel settore dell’ICT. Laureato in Ingegneria.