Collaborare da remoto in modo sicuro e garantito

Lo smart working è uno dei temi salienti della digital revolution, ma servono gli strumenti adatti e la garanzia di realizzarlo in modo sicuro

 

Nello scenario che si prospetta per i prossimi mesi, a essere conservativi, saliente appare il tema del come lavorare in team quando  i partecipanti sono distribuiti  su più sedi o in mobilità o presso la propria abitazione, e quali strumenti lo rendono possibile.

Ma risolvere il problema dei dispositivi, dopo gli entusiasmi iniziali, può  non essere sufficiente. Quella degli strumenti adatti , contribuisce al tema Lugi Meregalli, general manager della società di ingegneria CIE Telematica (cietelematica.it), è di certo una condizione sine qua non, ma puntare solo su quello non basta. Assieme a un buon dispositivo serve anche quanto permette ai sistemi di collaborazione distribuiti di essere sempre operativi, ed esserlo in modo garantito, ed esenti da attacchi da parte di cybercriminali.

Se enunciare un principio è facile, i problemi con cui si scontrano i responsabili IT nel passare alla pratica nella identificazione e nella gestione di una soluzione di collaborazione tra team distribuiti, e con infrastrutture di comunicazione non sempre omogenee come capacità trasmissiva, sono tuttavia consistenti.

In primis c’è il fatto che sovente si dispone di personale di supporto limitato o non ancora formato sugli strumenti utilizzati, e poi la gamma di aspetti che devono essere considerati a corollario quali il come garantir la sicurezza remota, l’aggiornamento dei software, la manutenzione, la gestione, la garanzia del funzionamento, eccetera.

Apparati che smettono di funzionare nel mezzo di una conferenza, o una qualità della connessione insufficiente, oppure il mancato aggiornamento della sicurezza, sono aspetti che possono rapidamente far perdere i benefici di una evoluzione che ha permesso di affrontare l’attuale momento di criticità e lasciato intravvedere un nuovo modo di lavorare e cooperare, e più rispettoso dell’ambiente..

In sostanza, si rischia di far seguire a una fase di entusiasmo una fase di disillusione. Inevitabile o quasi, data la natura umana e delle aziende, che a quel punto scatti la ricerca del colpevole, che inevitabilmente tende sempre ad essere considerato il responsabile IT, al quale sino a poco prima si negavano le risorse necessarie.

Per superare questi problemi e il fatto che si è spesso restii ad affidarsi ai suggerimenti di un produttore per il timore di incorrere in un lock-in tecnologico, CIE Telematica ha sviluppato una proposta risultante da una analisi terza del mercato che si è concretizzata in un portfolio di prodotti e servizi che ritiene adeguati a rispondere alle sfide che si prospettano.

Cooperare in modo flessibile e nel cloud

Cominciando dallo smart working e dalla collaborazione, da una accordo con Lenovo che a sua volta ha in corso una partnership con Microsoft, ha identificato uno strumento adatto per l’ambito aziendale in Microsoft Teams, una piattaforma che permette di cooperare tramite chat, video meeting, file storage, abilita l’integrazione di applicazioni e che è disponibile in 26 lingue.

Aspetto saliente , osserva Meregalli, è che oltre a connettere in modo efficace gli utilizzatori in diverse modalità è una soluzione integrata anche con Microsoft Office 365 ed è integrato con app e servizi usati quotidianamente quali Word, Excel, PowerPoint, OneNote, SharePoint, Stream e PowerBI. In pratica si ha accesso a file e strumenti che abilitano ovunque l‘usuale flusso di lavoro.

Semplificato, ha aggiunto Meregalli, e motivo della sua scelta, è anche l’editing simultaneo e in tempo reale con altri utenti di documenti, cosa che permette di evitare invii e reinvii di successive versioni via mail per la loro messa a punto.

L’importanza dei servizi di sicurezza

Il secondo aspetto a cui porre attenzione è, come osservato, quello della garanzia di funzionamento e di sicurezza della soluzione adottata. Le criticità derivano da diversi aspetti quali il dispositivo usato dagli utenti finali (aziendale o personale), i rischi connessi ai sistemi operativi dei dispositivi mobili, il malware e il phishing che hanno come obiettivo i social media e il rischio intrinseco all’utilizzo di software di terze parti.

La soluzione che CIE Telematica ha identificato e suggerisce nell’ambito delle proprie attività di società di ingegneria e in qualità di silver partner di Lenovo, è. il ricorso a ThinkShield,  uno strumento sviluppato da quest’ultima e che  è utilizzabile per proteggere dati, i dispositivi, la identità e le attività on-line.

I servizi di protezione  estesa assicurati da ThinkShield derivano dalla considerazione che un’azienda non può permettersi di subire violazioni della protezione. ThinkShield rappresenta sotto questo punto di vista una piattaforma di protezione personalizzata e personalizzabile che ha l’obiettivo di protegge un’azienda nel suo complesso, dai dispositivi ai dati alle connessioni di rete, e dai criminali informatici sempre più agguerriti, anticipandone le mosse e  bloccandone in modo preventivo e dinamico gli attacchi.

“Abbiamo verificato sul campo che Thinkshield è  uno strumento estremamente efficace per la data security e la protezione dei dati, sia per quanto concerne l’utilizzo che viene fatto di un pc  che nelle modalità di  accesso ad Internet, con in aggiunta la possibilità di riconoscere reti wifi affidabili a cui connettersi., e dotata di funzioni di autenticazione a più fattori ed  encryption”, ha evidenziato Meregalli.

Ideato per il supporto e la gestione del personale che lavora da remoto  è anche il servizio Premier Support, sottoscrivibile anche per un solo anno, che prevede  l’accesso all’help-desk per i prodotti  della famiglia Think di Lenovo. Unico requisito è che il dispositivo deve essere coperto dalla garanzia Onsite. Tra quello che prevede vi e anche  il supporto hardware e software , un singolo punto di contatto e  la reportistica standard sui livelli di servizio.