La ripresa passa dalla collaborazione e dal futuro del lavoro

Le tecnologie collaborative cui ci hanno abituato le direttive anti Covid saranno d’aiuto nel lavoro futuro

A partire dall’inizio di gennaio e, massivamente  dal 7 marzo 2020, il modo di lavorare è radicalmente cambiato e non tornerà indietro.

La pandemia COVID-19 ha costretto molte aziende a entrare in una nuova realtà in cui lavorare in team non prevede obbligatoriamente di essere nello stesso luogo fisico.

L’assaggio di smart working, le cui potenzialità sono ancora da esplorare è stato l’avviamento di un cambiamento potente di cui beneficerà la ripresa.

Le potenzialità della la collaborazione si è rivelata essenziale per tutte le aziende che hanno finalmente il adottato remote working e sarà un fattore della ripresa.

Il settore delle videoconferenze, evidenzia in particolare Massimo Arioli, Business Unit Director Italy, Dynabook Europe GmbH,: «ha visto una notevole trazione durante l’epidemia diventando “la tecnologia del lock down”, grazie alla sua capacità di collegare i dipendenti e i clienti in qualsiasi situazione. Basti pensare che, solo a marzo di quest’anno, le applicazioni di videoconferenza hanno registrato un record di 62 milioni di download».

In risposta a questa crescente richiesta di video conferenze, webinar e incontri online,, nonché di altritri servizi basati sul cloud per la collaborazione, si è notato un aumento della domanda di dispositivi portatili e notebook, poiché le aziende avevano necessità di dotare i dipendenti degli strumenti giusti per consentire loro di lavorare efficacemente anche da casa. Una recente ricerca della società di analisi IDC ha rilevato un’impennata di quasi un terzo della domanda di computer portatili e laptop in tutta Europa nel primo trimestre 2020.

Secondo gli esperti di Dynabook, però, le imprese che stanno investendo in nuove tecnologie devono approfondire la conoscenza delle potenzialità permesse dalla collaborazione a distanza, affinché sia una comunicazione di successo .

Questa, infatti, richiede valutare alcuni fattori fattori, quali, evidenzia Arioli, la capacità di memorizzazione interna, la velocità e la potenza del processore principale, la memoria RAM, gli aggiornamenti del sistema operativo e altro ancora.

La connettività, ovviamente merita un’attenzione speciale: quanti webinar avete abbandonato per una connessione “a singhiozzo?

Evitare costosi tempi di inattività significa fornire ai dipendenti un dispositivo adatto allo scopo, dotato del più recente supporto di rete WiFi, capacità Bluetooth e connessioni periferiche come le porte HDMI e USB. Oltre a questo, gli esperti di Dynabook, evidenziano l’importanza di una fotocamera affidabile, di un audio di qualità e di una riduzione del rumore delle ventole. Questa non è mai stata non è mai stata così importante in un momento in cui i dipendenti si affidano così tanto alle videochiamate per la collaborazione in team, afferma Arioli.

Il lavoro del futuro richiede, nuove tecnologie

Insieme ai dispositivi portatili sono importantissimi anche le tecnologie wearable, che lentamente è arrivata a una fase mainstream, senza dimenticare l’IoT, sul quale Dynabook sta investendo per favorire la ripresa.

Le nuove modalità di lavoro spinte dalla pandemia hanno consentito a tecnologie come la realtà assistita (AR) di superare l’approccio teorico, aprendo nuovi casi d’uso e dimostrando il potenziale dei wearable nel guidare la collaborazione tra team remoti, sottolineano in Dynabook. Tecnologie che faranno anch’esse parte della ripresa

La realtà assistita (AR) si riferisce alla proiezione di informazioni nel campo visivo immediato dell’utente e, aspetto importante, mantiene le mani libere, a differenza della realtà aumentata e della realtà virtuale.

Evidenzia Arioli: « Con gli smart glass abilitati alla realtà assistita è possibile proiettare diagrammi, testi, immagini e video, senza interferire con la visione periferica dell’utente,Questa tecnologia può quindi aiutare a sostenere la collaborazione sia in questo momento che in futuro, quando entreremo in una “nuova normalità».

In particolare, compiti critici come la manutenzione delle apparecchiature delle centrali elettriche devono continuare, anche se i tecnici non fossero in grado di raggiungerle fisicamente. Con gli smart glass il tecnico locale può utilizzare la funzione Remote Expert per contattare un professionista in qualsiasi parte del mondo, mostrare il problema tramite display e telecamera e trovare così una soluzione rapidamente. Nella situazione attuale questo si traduce in un aumento delle precauzioni per evitare il diffondersi del contagio, ma in futuro potrebbe significare più in generale una minore necessità di lunghe trasferte o spostamenti. Per chi lavora a distanza gli smart glass consentono il recupero di documenti, di istruzioni in grado di non interrompere il flusso di lavoro e l’acquisizione di dati in tempo reale.

Arioli conclude:« Se possiamo permetterci di guardare il lato positivo, la pandemia di Coronavirus ha fornito un’opportunità unica per i leader aziendali di rivalutare e re-immaginare le proprie attività e l’employee experience. Non è un caso se, stando a un un recente sondaggio di Gartner, sembra che il 48% dei dipendenti lavorerà da remoto almeno part-time d’ora in avanti, rispetto al 30% di prima. Per molti, il passaggio al lavoro a distanza è stato sia una sfida che un successo, non solo per scoprire nuovi modi di collaborare, ma anche nel dimostrare che la collaborazione deve essere sempre più al centro della strategia di ogni organizzazione».

Gaetano Di Blasio ha lavorato presso alcune delle principali riviste specializzate nell’ICT. Giornalista professionista, è iscritto all’ordine dei giornalisti della Lombardia ed è coautore di rapporti, studi e Survey nel settore dell’ICT. Laureato in Ingegneria.