L’AI di Watson sostiene le sfide del ritorno al lavoro

Un set di prodotti IBM che fa leva sull’AI aiuta le aziende nella fase di rientro al lavoro dei propri dipendenti e ne tutela la salute

 

 IBM ha annunciato la disponibilità di Watson Works, un set di prodotti che integrano i modelli e le funzionalità di intelligenza artificiale di Watson per aiutare le aziende a pianificare il rientro al lavoro dopo il lockdown causato dalla diffusione della pandemia.

La fase post-emergenza richiede nuovi approcci per promuovere la salute, la sicurezza e la produttività dei lavoratori. E’ in questo contesto, osserva IBM, che si inserisce Watson Works, che fornisce alle imprese informazioni basate sui dati volte ad aiutare in una fase decisionale che deve considerare in modo accurato la sicurezza delle persone, la gestione degli spazi e delle strutture e altre priorità legate al contenimento della Covid-19.

“Abbiamo progettato Watson Works per aiutare le aziende a programmare il rientro sul posto di lavoro nel modo più sicuro ed efficace”, dichiara Bob Lord, Senior Vice President, Cognitive Applications, Blockchain and Ecosystems di IBM. “L’applicazione di modelli e funzionalità di intelligenza artificiale si rivela particolarmente utile in un contesto come quello attuale, caratterizzato da una moltitudine di informazioni in costante evoluzione, di cui le organizzazioni devono necessariamente tenere conto per poter effettuare valutazioni accurate.”

In sintesi, IBM Watson Works fornisce un supporto concreto alle organizzazioni tenendo conto di quattro priorità.

La prima consiste nel preservare la salute dei dipendenti. L’obiettivo, qui, è facilitare la raccolta e l’analisi dei dati in tempo reale provenienti da diverse fonti, inclusi quelli relativi alla diffusione del virus a livello locale, alla valutazione di eventuali sintomi dei dipendenti e dei risultati dei test effettuati nel rispetto delle norme vigenti. In questo modo, le imprese possono disporre di aggiornamenti puntuali sull’evoluzione del contesto in cui operano.

In particolare, tramite assistenti virtuali e app, che fanno leva sulla funzionalità di Natural Language Processing di Watson, i dipendenti possono dialogare con i propri datori di lavoro, porre quesiti e ottenere risposte rapide e accurate sulla COVID-19. In questo modo diventa possibile avere un quadro aggiornato della situazione, monitorando la presenza dei collaboratori ed evitando il sovraffollamento negli uffici.

A questo si aggiungono sistemi di contact tracing che possono effettuare apposite interviste e usare informazioni provenienti da molteplici fonti per individuare chi dev’essere informato, alimentare le informazioni relative ai casi in un sistema sicuro e attivare i flussi di lavoro di gestione dei casi per supportare i dipendenti durante la fase di recupero.

Un terzo punto è attinente la gestione delle strutture e  l’allocazione degli spazi per garantire la conformità alle disposizioni in materia di sicurezza. Sotto questo aspetto chiave, la raccolta dei dati in tempo reale da diversi dispositivi (WiFi, telecamere, beacon Bluetooth e telefoni cellulari), consente di effettuare analisi e valutazioni puntuali sull’organizzazione degli spazi, designare le zone vietate, effettuare sanificazioni, monitorare il livello delle presenze e controllare l’utilizzo corretto delle mascherine e il rispetto delle distanze.

Non ultimo, osserva IBM, l’approccio di Watson Works è in linea con i Principi di Fiducia e Trasparenza oltre che essere volto a garantire lo sviluppo delle tecnologie tenendo conto dello scenario e delle necessità causate dall’emergenza COVID-19.