Digital reach, i dati vanno serviti caldi per l’innovazione

Secondo gli analisti di IDC la competitività delle imprese dipenderà sempre più dalla capacità dell’infrastruttura di gestire i dati laddove vengono generati

In un contesto digitale dominato dai dati, le aziende devono fornire soluzioni e servizi sempre più personalizzati, oseremmo dire “su misura”. Le infrastrutture IT tradizionali non possono soddisfare queste esigenze, a meno di essere attrezzate per gestire i dati là dove vengono generati. Solo così, avvertono gli analisti di IDC, le imprese possono aumentare l’efficienza e abilitare migliori esperienze in generale.

Come accennato, tale potenziale dipende però dalla capacità dell’infrastruttura nell’estendersi estendersi al di fuori dei data center. Fino ad arrivare, spiegano gli analisti, all’interno, o vicino, ai punti periferici in cui prende vita il dato, generando l’innovazione.

Se ne parlerà in dettaglio all’IDC Digital Forum: Future of Infrastructure 2020″, in diretta streaming il 23 giugno 2020.

In particolare, l’argomento centrale sarà il “digital reach”, che, presso la società d’analisi, definisce la capacità di gestire servizi digitali ovunque il business lo richieda.

Nell’attuale contesto segnato dall’emergenza sanitaria dovuta al coronavirus, con tutta l’incertezza che rallenta il ritorno alla normalità, le imprese devono riuscire ad accelerare i processi e a sfruttare la tecnologia digitale per arricchire le esperienze degli utenti. Oggi più che mai.

Questo, secondo gli analisti, significa estendere l’infrastruttura dal core all’edge.

Gli esperti di IDC prevedono che, entro il 2023, più del 50% delle nuove infrastrutture IT che le imprese a installeranno, riguarderà i siti edge piuttosto che i data center, rispetto alla situazione attuale, in cui l’edge è meno del 10%.

Si presenta, pertanto, un’opportunità, che dipende, in primo luogo, dalla capacità di ridurre la latenza, garantire la resilienza locale e puntare sulla la sovranità dei dati.

Gli analisti sottolineano, come le ragioni per implementare servizi IT all’edge stiano rapidamente spostando dal soddisfare le aspettative e la convenienza dei clienti al supportare risorse critiche. Un esempio è Netflix e il rilascio dei contenuti all’edge e si pensi alla chirurgia assistita dalla realtà aumentata o ai veicoli autonomi.

L’infusione dell’IT in tutti gli aspetti della nostra vita, in cui la latenza e la capacità di elaborare i dati influiscono persino sulle situazioni di vita o di morte, aumenterà la necessità di siti edge resilienti e sicuri. Affermano gli analisti di IDC, aggiungendo che il successo nell’era della trasformazione digitale richiede nuove riflessioni sul consumo di risorse IT in siti sempre più “intelligenti”. Tali siti, altro non sono che sono i nuclei urbani, gli ospedali, le fabbriche, i centri di trasporto e una vasta gamma di spazi in cui potrebbero transitare persone connesse o cose “intelligenti”.

Per molti Cio l’Internet of things non è una novità e in tanti hanno visto avvicendarsi “ere” alternando modelli centralizzati e decentralizzati per l’infrastruttura.

Secondo gli analisti IDC, oggi la differenza è concentrata sull’’attenzione, che è passata dalla gestione dei device alla gestione dei servizi e dei risultati.

In buona sostanza, le scelte del modo in cui le infrastrutture sono acquisite e distribuite, nonché gestite e mantenute, stanno trasformando il ruolo delle organizzazioni IT. Gestire i’IT all’edge sarà la chiave per aumentare la velocità aziendale, consentire un ridimensionamento dinamico del business e garantire una maggiore flessibilità operativa anche in situazioni di grave emergenza concludono gli esperti di IDC.

Segnaliamo che l’evoluzione dei data center e soprattutto delle infrastrutture aziendali sarà al centro dell’IDC Digital Forum: Future of Infrastructure 2020, il nuovo evento digitale che sarà trasmesso in diretta streaming il 23 giugno dalle 9:30 alle 13:15.

Con la partecipazione degli analisti IDC, dei maggiori esperti del settore e dei leader di aziende italiane che porteranno la loro esperienza, l’evento costituirà l’occasione per i CIO e i dipartimenti IT aziendali per comprendere la portata dei cambiamenti in atto, i possibili impatti sulle scelte IT infrastrutturali attuali e le direzioni da prendere per affrontare il futuro.

Gaetano Di Blasio ha lavorato presso alcune delle principali riviste specializzate nell’ICT. Giornalista professionista, è iscritto all’ordine dei giornalisti della Lombardia ed è coautore di rapporti, studi e Survey nel settore dell’ICT. Laureato in Ingegneria.