Lo Smart Working nell’epoca del Cloud e della Mobility

Lo smart working su reti fisse e mobili, di proprietà e di provider, richiede dispositivi sicuri e una efficace gestione centralizzata. I suggerimenti di Praim.

 

Nell’IT l’evoluzione è di sovente causata da fattori diversi dalla mera necessità di sostituire apparati obsoleti giunti al termine del loro ciclo di vita o ampiamente ammortizzati. Con il cloud l’esigenza è stata quella di sostituire un modello di investimento centrato sul CapEx con uno basato sull’OpEx e atto a esternalizzare la complessità dell’IT. L’esigenza di sicurezza è un altro dei fattori che hanno spinto per la sostituzione di dispositivi, ad esempio con apparati dotati di una sicurezza a più livelli come il lettore di impronte digitali, di caratteri biometrici, eccetera…

Con lo Smart Working, di cui il cloud è un forte abilitatore, il fattore accelerante è dovuto invece a fattori esterni alla tecnologia e alle esigenze di business, ma il risultato è lo stesso: impone un forte impulso al cambiamento.

Il risultato che riscontriamo però è che, dopo essere stati totalmente subissati di notizie, nozioni, consigli, soluzioni, dopo due mesi che se ne parla quotidianamente oggi si ha l’impressione di essere tutti esperti di lavoro agile.

È assodato che Smart Working non vuol dire solo lavorare da casa, ma che questo richiede strumenti adeguati per poterlo fare al meglio e una attenta regolamentazione da seguire nel farlo.

Volendo riassumere il concetto “accademico” del lavoro agile nell’epoca del cloud si può dire in sostanza che si tratta di una modalità di lavoro alternativa, che prevede un accordo tra le parti (datore di lavoro e lavoratore) riguardante il suo svolgimento; che può avvenire in luoghi e orari diversi da quelli consueti, ma sempre con strumenti appositi e ottimali.

La domanda che però ci si pone è se la soluzione adottata sia davvero efficace al fine di coordinare lo sviluppo del proprio business anche da remoto, evitando il verificarsi di problemi di sicurezza in primis e di amministrazione di tutti gli endpoint geograficamente “sparsi” in secundis.

Come Praim, in qualità di leader nella fornitura di sistemi per la creazione e gestione di postazioni di lavoro software e hardware Thin & Zero Client, offriamo varie soluzioni, non solo l’hardware e il software, ma anche e soprattutto una console di gestione centralizzata e sicura che permette di amministrare a 360 gradi tutti gli endpoint anche fuori dalle quattro mura della sede. Ecco perché ritengo essenziale considerare i possibili scenari nei quali l’importanza di una gestione centralizzata risulta essere fondamentale”, osserva Jacopo Bruni, Marketing Manager di Praim.

Tre, in particolare, sono gli scenari che Bruni suggerisce di considerare. Esaminiamoli in sintesi.

  • L’azienda dispone già di nuovi PC, notebook, Thin Client, ecc.: solitamente questi strumenti sono Windows-based per cercare di mantenere know-how e familiarità per il lavoratore. Per semplificarne la gestione, Praim ha sviluppato una soluzione integrata con la sua console di gestione centralizzata ThinMan, e un agent in grado di gestire tramite la console i diversi endpoint Windows.
  • L’azienda non ha ancora scelto nuovi dispositivi: è possibile che, a causa della “fase 1”, qualche realtà aziendale non si sia ancora attrezzata per lo smart working; in questo caso per evitare ingenti investimenti si può ricorrere alle soluzioni di nuova concezione sicure, affidabili, gestibili, economiche e con un bassissimo consumo energetico. Un esempio, osserva Praim, sono i propri dispositivi Thin Client, che possono essere gestiti centralmente tramite ThinMan.
  • I lavoratori hanno un dispositivo proprio e necessitano solo del software: è una situazione che richiede di poter gestire da remoto dispositivi Windows e un sistema operativo alternativo separato per lavorare in sicurezza. Un modo per farlo, suggerisce Praim, è ad esempio associare a ThinMan le soluzioni Agile4PC e ThinOX4PC, a breve disponibili anche su chiavetta USB.

Dobbiamo imparare che avere libertà e flessibilità di poter gestire l’intero parco endpoint di un’azienda, indipendentemente da dove ci troviamo, utilizzando ogni dispositivo nella massima sicurezza, diventa essenziale, perché questo non può essere il futuro ma, rappresenterà sempre più il nostro presente”, osserva Bruni.

La gestione ottimale dei dispositivi

Se la gestione di dispositivi distribuiti territorialmente risulta già piuttosto complessa, poiché sulle reti private o pubbliche come il cloud dispongono di caratteristiche dei servizi di connettività molto diverse sul piano prestazionale, oggi si aggiunge anche la criticità derivante dal dover gestire anche un parco mobile.

Inoltre, in questo periodo, la gestione di PC e dei dispositivi mobili può rivelarsi per molte aziende  una grande  preoccupazione. I responsabili dei servizi IT si trovano infatti a dover soddisfare le sfide giornaliere della loro professione e, in aggiunta, quelle che possono risultare nuove esigenze create dallo Smart Working.

Serve allora, osserva Bruni, ed è difficile non essere d’accordo con il manager, semplificare la gestione dei vari strumenti IT in modo da trasformare il team IT in un’unica risorsa aziendale strategica.

Quali le sfide dei professionisti IT

Ogni azienda dispone di un parco endpoint composto da dispositivi di varia natura, da quelli “fissi” che rimangono sempre nella struttura, a quelli che, soprattutto in questo periodo di Smart Working, sono gestibili dall’esterno. Inoltre, richiedono declinazioni ed applicazioni specifiche e spesso diversificate sulla base di mansioni ed uso.

Ciò che invece resta invariato per ogni azienda, è la necessità da parte degli IT Manager di dover aggiornare le infrastrutture IT, con particolare attenzione a quelle ibride o multicloud, con i relativi endpoint connessi.

Le minacce alla protezione, inoltre, rappresentano un problema costante che deve essere monitorato e bloccato tempestivamente.

È importante anche avere costantemente ben chiaro il numero di risorse hardware e software utilizzate in azienda. Questo richiede necessariamente che il team IT sappia sempre quali sono i dispositivi disponibili, dove sono posizionati e in che modo possono essere eventualmente riassegnati per assicurare la migliore produttività.

Organizzare il management degli strumenti IT

Automatizzare i servizi di gestione di tutti gli endpoint è una sfida con cui le aziende devono confrontarsi puntualmente, per ottenere maggiore efficienza nelle proprie attività e per eliminare gli sprechi.

La questione, osserva Bruni, non è tanto tecnologica, quanto strategica: la gestione, se diventa centralizzata e attuata in maniera proattiva, può rappresentare uno dei tasselli essenziali per infrastrutture IT efficienti al servizio del business.

Inoltre, le attività giornaliere legate alla distribuzione delle nuove applicazioni o l’assistenza stessa su un computer o dispositivo mobile, si stanno complicando sempre di più e devono essere eseguite sia in ambienti fisici tradizionali sia in quelli virtuali.

La produttività dei collaboratori, il migliore supporto ai clienti, il controllo dei sistemi di produzione dipendono da dispositivi digitali sempre più eterogenei che, da una parte, facilitano la digitalizzazione dei processi, dall’altra complicano la vita dei reparti IT che devono garantire operatività e sicurezza.

La soluzione Praim

Per rispondere all’esigenza di una gestione correlata al lavoro agile tramite dispositivi distribuiti, fissi e mobili, su reti proprietarie o di service provider, Praim ha incluso in portfolio molteplici soluzioni sviluppate al fine di abilitare la creazione e la gestione di postazioni di lavoro software e hardware Thin & Zero Client.

Con il loro sviluppo, e in particolare tramite la console centralizzata ThinMan, l’azienda si è posta l’obiettivo di consentire alle imprese clienti un’elevata agilità e scalabilità nell’amministrazione delle postazioni di lavoro. La console, una volta installata, abilita una gestione che organizza e traccia tutti i dispositivi da un’unica postazione, centralizza le informazioni e permette di eseguire da remoto le operazioni di gestione e manutenzione su tutti i dispositivi. La console consente in sostanza di gestire in maniera centralizzata sia Thin Client che PC, in versione locale, remota e da web.

“Attraverso un’interfaccia grafica semplice e intuitiva il reparto IT può creare e configurare postazioni di lavoro per qualsiasi utente, in base a ciascuna esigenza e al tipo di endpoint, il tutto da un’unica postazione di lavoro e tramite una soluzione che, grazie ai tre Feature Pack addizionali, si disegna sempre di più sulle specifiche richieste di qualsiasi cliente, risparmiando così tempo da poter dedicare ad attività strategiche per la crescita del business aziendale”, ha evidenziato Bruni di Praim.