Ci saranno ancora le banche nel futuro?

Il Finance per sopravvivere deve intraprendere la strada del cambiamento e rispondere alle esigenze dei clienti. Le considerazioni di Christian Ball di GFT

 

Considerando quello che sta accadendo  da gennaio a questa parte una cosa si evince, non si deve mai dare niente per scontato o di immutabile. Quando il fulmine decide di colpire colpisce. Può essere a causa di un fenomeno immediato e dirompente o diluito ma quando un processo si mette in moto potrebbe essere impossibile fermarlo.

Una ipotesi da fare è quindi che anche qualcosa come quello dei servizi finanziari possa  di colpo o quasi terminare e valutare le conseguenze e come prepararvisi.

Le conseguenze della fine di un sistema globale di servizi finanziari che supporta i bisogni di tutti gli abitanti del pianeta sarebbero naturalmente di portata enorme. Ma è possibile che questo sistema scompaia del tutto? E, se succedesse, che cosa prenderebbe il suo posto? Considerazioni in proposito le  ha fatte  Christian Ball, responsabile del Retail Banking di GFT, e con numerosi punti a favore.

Economia e consumo

L’impatto del mondo guidato dalla tecnologia e la sua influenza sulle aspettative del XXI secolo non hanno precedenti.

Tuttavia, non va dimenticato, osserva Ball, che  non si deve dimenticare che se offre molti vantaggi, la tecnologia ha anche un lato oscuro, in termini di aumento del crimine informatico, del cyberbullismo attraverso i social media e degli effetti dannosi delle fake news, ecc.

Nonostante questo, grazie ai progressi tecnologici, il consumatore di oggi esercita un potere mai visto prima che ha trasformato praticamente ogni aspetto della società moderna e oggi comanda la “customer experience”. In termini di servizi bancari la cosa non cambia e   anche come conseguenza della trasformazione digitale i clienti esprimono crescenti esigenze.

L’impatto della digitalizzazione e del cloud

Le comunicazioni globali, le tecnologie in rapida evoluzione, l’intelligenza artificiale, l’abbondanza di dati, l’Internet of Things, l’ascesa delle criptovalute, l’aumento della regolamentazione, le massicce pressioni di bilancio e di spesa e un cliente abilitato e altamente mobile, considera Ball, si sono tutti uniti per cambiare del tutto i giochi  in modo permanente.

A causa dell’emergere di inaspettati concorrenti molte società finanziarie stanno lottando per sopravvivere. La tecnologia è in questa evoluzione e lotta per affermarsi o sopravvivere  è un fattore abilitante perché è un dato di fatto che tutto è digitale, tutto va su cloud e si ha a che fare con l’open banking, tutto si trasforma in on-demand con supporto online h24. Se è scontato, per ottenere tutto ciò è necessario un cambiamento di approccio e atteggiamento a 360 gradi.

Per qualsiasi azienda, non solo le banche, intraprendere un programma di cambiamento in blocco è una sfida da Ercole, soprattutto di fronte a una miriade di tecnologie legacy, sistemi obsoleti e pratiche di lavoro onerose e ad alta intensità.

La domanda che però Ball pone, e che si può di certo condividere e se i leader di oggi abbiano la visione e le competenze appropriate per riuscire nella sfida. Per farsene una idea si deve esaminare lo scenario.

In tutto il mondo le PMI sono viste come i motori della crescita. In Italia impiegano oltre l’80% dei lavoratori (oltre la media UE) e rappresentano il 92% delle imprese attive. Nonostante questo significativo contributo, molte di queste aziende faticano ad accedere ai finanziamenti per lo sviluppo del business dai loro fornitori tradizionali. Non sorprende quindi, evidenzia Ball, che le nuove piattaforme di prestito altamente automatizzate come BorsadelCredito e i nuovi fornitori di pagamenti, come Revolut o Hello bank!, siano diventate alternative così interessanti e stiano rivoluzionando l’ordine stabilito e presupposto immutabile.

Il futuro del supporto al cliente

E’ per questo che la sopravvivenza di un certo modo di fare Banca è un argomento fortemente dibattuto. In proposito le opinioni variano notevolmente ma senza i disporre di una sfera di cristallo difficile prevedere cosa avverrà e se “la banca di oggi” per come la si conosce sopravvivrà.

Quello che è serto, osserva Ball, è che il cambiamento deve avvenire e deve avvenire molto rapidamente. A meno che non si diano una mossa sin da ora, gli attuali fornitori di servizi finanziari hanno pochissime possibilità di creare un’entità appropriata, etica e conforme, in grado di supportare le diverse esigenze e i nuovi bisogni del “cliente del futuro”.

In proposito, nell’ultimo Banking Summit 2019 di The Innovation Group, si è molto dibattuto sul tema ed è emerso da parte delle banche presenti e dalla community IT che le banche saranno chiamate a ridefinire il modello di business cercando nuove opportunità di crescita.

Il mercato si dividerà tra chi avrà la forza di rimanere grande e chi si sposterà sempre più sulle nicchie offrendo diversi livelli di personalizzazione, cavalcando la digitalizzazione o meglio la trasformazione digitale, magari in partnership con le neobank o i fintech.

Come spendere per l’IT

Un altro recente rapporto “Future of Finance” della Bank of England pubblicato nel novembre 2019 ha scoperto, tra le altre cose, che la maggior parte degli istituti finanziari sta spendendo fino al doppio di quanto non sia necessario per l’IT.

La cosa colpisce. Se questo fosse vero, viene da chiedersi cosa stiano facendo e perché in così tanti non sono ancora in grado di fornire prodotti, servizi e finanziamenti di cui le PMI e le altre aziende hanno fortemente bisogno. Quello che la Bank of England  dà come indicazione sul cosa fare è:

  • Aggiornare i modelli operativi IT per prepararsi al “nuovo normale”
  • Ridurre i costi semplificando i sistemi legacy, portando il SaaS oltre il cloud e adottando l’AI
  • Sviluppare le competenze tecnologiche per diventare più reattivi sulle esigenze dei propri clienti

In Italia, secondo l’ultima rilevazione Abi Lab, le priorità ICT del mondo bancario prevedono una forte focalizzazione sulle iniziative di Open Banking, l’ambito più spesso segnalato tra le necessità di investimento.

Tra le altre iniziative segnalate, l’adeguamento delle Infrastrutture, con l’obiettivo di assicurare l’efficienza e di cogliere le opportunità di innovazione e il potenziamento dei canali digitali. A questi aspetti, si affiancano le iniziative di Mobile Banking, di Data Governance, l’adeguamento delle infrastrutture e la gestione e mitigazione del rischio cyber.

Per arrivare si deve partire

Dove saremmo oggi se,  conclude Ball, i primi esploratori non fossero salpati alla ricerca di nuovi orizzonti o i medici non avessero corso enormi rischi per migliorare salute e benessere dei loro pazienti?

Albert Einstein, ha colpito nel segno quando ha detto: “follia è fare sempre la stessa cosa aspettandosi risultati diversi”. Di certo è una affermazione che vale per qualsiasi campo dello scibile umano, IT e organizzazione aziendale compresa.

Di certo i primi pionieri nel cambiamento hanno commesso degli errori e altrettanto certamente ne faranno di ulteriori  nel corso  della trasformazione del business del banking, ma non fare nulla non sembra essere una valida opzione.