I consumatori chiedono punti di vendita più coinvolgenti

Il futuro del retail è nel rinnovamento tecnologico. Gli acquirenti tornerebbero  a fare acquisti in negozi che offrono esperienze più coinvolgenti

Secondo i dati Istat dello scorso novembre, la vendita al dettaglio registra in Italia un andamento positivo principalmente per il commercio elettronico e la grande distribuzione. Rispetto all’anno precedente il commercio elettronico è cresciuto del 4,1% e le vendite al dettaglio per la grande distribuzione del 3,3%, mentre le imprese operanti su piccole superfici hanno registrato una diminuzione dell’1,4%.

In quest’ottica si rivela sempre più necessario attrarre i consumatori verso il negozio fisico attraverso nuove forme di coinvolgimento.

In proposito, una recente ricerca ha evidenziato che rendere partecipi gli acquirenti in esperienze dirette sul punto vendita è cruciale per cambiare il comportamento dei consumatori, e potrebbe anche favorire un maggior numero di acquisti in negozio a spese dei giganti online e degli acquisti sul web.

La cosa, in un momento in cui  i piccoli negozi sono costretti a chiudere perché non reggono alla concorrenza non può che far piacere.

L’indagine ha rilevato che oltre i tre quarti degli intervistati (84%) cambierebbero il loro comportamento d’acquisto se un maggior numero di negozi proponesse attività con elementi esperienziali, una percentuale che si colloca fra il 90% dei Millennial (nati fra il 1980 e il 1993) e l’83% della Generazione Z (nati fra il 1994 e il 2003).

I benefici delle esperienze immersive

La ricerca europea, commissionata da Epson e intitolata “The Experiential Future”, evidenzia in particolare quanto gli elementi immersivi ed esperienziali siano il futuro dei punti vendita, soprattutto quando si tratta di giovani acquirenti.

Quasi otto Millennial su dieci (77%) sarebbero più propensi a fare acquisti in negozio se ci fossero attività di tipo esperienziale, seguito dal 70% di coloro che appartengono alla Generazione Z, dal 69% delle persone che fanno parte della Generazione X (nati fra il 1965 e il 1979) e dal 58% dei Baby Boomer (nati fra il 1946 e il 1964).

I risultati, osserva Epson,  mostrano che per le aziende del commercio al dettaglio è il momento di iniziare a sfruttare le potenzialità offerte da attività con contenuti esperienziali: dalla mappatura delle proiezioni agli ologrammi, dal controllo dei gesti e del movimento fino al tracciamento del viso, le tecnologie immersive possono e devono essere utilizzate dai marchi per fornire esperienze uniche capaci di stupire il cliente e approfondirne il rapporto con il brand.

Le nuove tecnologie stanno cambiando drasticamente il modo in cui i retailer comunicano con il loro pubblico – ma la tecnologia esperienziale non è più un “nice to have”, bensì una opportunità utile ed efficace per i retailer in difficoltà. I marchi devono utilizzare nuovi strumenti che potrebbero aiutarli a creare e mantenere un vantaggio competitivo. Soprattutto, devono sfruttare le potenzialità offerte dalle esperienze di shopping immersivo ed esperienziale per far rivivere i loro negozi“, ha commentato in proposito Neil Colquhoun, Vice Presidente CISMEA e Professional Displays di Epson Europe: