20 anni di cyber security con il Clusit: competenze cercasi

Capitalismo di Sorveglianza e Ransomware fra le minacce più pericolose del prossimo decennio

Nel 2020 il Clusit compie 20 anni. L’Associazione Italiana per la Sicurezza Informatica festeggia la sua costituzione, avvenuta in ambito universitario, e lancia un appello per richiamare nuove professionalità.

Il presidente del Clusit, Gabriele Faggioli, sottolinea: «La consapevolezza dei pericoli a cui è esposta la nostra società digitale è ormai a buoni livelli, grazie al lavoro di ricerca e comunicazione che ha visto i nostri esperti impegnati con professionisti, imprese, istituzioni e centri di ricerca, in maniera particolare negli ultimi cinque anni».

Tuttavia, aggiunge Faggioli, non è il caso di abbassare la guardia, visto il ritmo con cui si diffondo nuove minacce, come il Capitalismo di Sorveglianza e i Ransomware. Occorre, anzi, che tute le imprese collaborino per diffondere la cultura della sicurezza informatica in tutti i suoi aspetti.

Gabriele Faggioli, presidente del Clusit

Gabriele Faggioli, presidente del Clusit

In particolare, rimarca il presidente del Clusit:« «È fondamentale che, all’inizio del nuovo decennio, si mettano concretamente in campo tutte le competenze diversificate di cui la cyber security ha bisogno per mitigare i rischi», aggiungendo:» Solitamente gli anniversari sono il momento dei bilanci: noi abbiamo imparato che da ora in poi potremo solo alzare la guardia. Celebriamo quindi i 20 anni di Clusit consapevoli di trovarci di fronte a un nuovo punto di partenza, in cui è necessario mettere insieme le forze di chi crede nella società digitale e nella responsabilità che la stessa deve necessariamente assumersi per la propria sopravvivenza».

 

Capitalismo di Sorveglianza e diffusione del Ransomware

Anno dopo anno gli esperti del Clusit analizzano i dati a livello globale per cogliere le tendenze sulle minacce presenti e future. In particolare, Capitalismo di Sorveglianza e la diffusione del Ransomware sono indicati come le minacce più allarmarti in questo inizio 2020. In attesa dei primi dati forniti usualmente in anticipo rispetto al rilascio del Rapporto Clusit, vogliamo segnalare al preoccupazione per la crescita degli attacchi che hanno un impatto diretto sulla democrazia. Oltre ad allagarsi il divario tra chi ha accesso alle informazioni ed è in grado di comprenderne il significato e di chi è privo di strumenti per discernere la realtà in un contesto spesso inquinato da fake news.

Il punto è che le imprese sono alla ricerca dei dati e noi saremo sempre più invogliati a fornirli in cambio di “benefit”, cedendo un po’ della propria privacy. L’importante è poterlo fare supportati da una legge che ci tutela, permettendoci di fare marcia indietro e di riprenderci i nostri dati, ma non ovunque è così.

Il capitalismo di sorveglianza uso dei dati che consente a chi “li possiede o acquisisce” di e ne ricavarne ulteriore vantaggio, magari con unauna posizione privilegiati. Si pensi ai dati di un supermrrcato che conosce i nodtri gusti. Oppure pensiamo a una casa automobilistica, che può incrociare i dati della vettura acquistata per “vendere” le informazioni a un partner. Così come per il capitalismo in generale, si possono prevedere risvolti positivi per chi fornisce i dat. La logica degli Open Data può essere vista in questa direzione, purché sussistano strumenti di garanzie.

La protezione dei dati diventa un baluardo per il cittadino, ma il pericolo è rappresentato dai molti (troppi) paesi dove non esiste un regolamento per la protezione della privacy o, peggio, dove sono promosse regole che consentono ingerenze illiberali. Un dato di fatto aggravato dall’importanza del dato nell’età dei social media, come recentemente ha spiegato Antonello Soro, Presidente del Garante della Privacy, intervenuto in Parlamento sul tema della protezione dei dati e sulle Smart City.

Un ulteriore appello viene riservato a iscriversi all’associazione Italiana per la Sicurezza Informatica, che apre concretamente le porte a professionisti ed aziende, con l’obiettivo di mettere a fattor comune competenze e risorse, invitandoli ad associarsi e a partecipare al programma di Clusit, che oggi rappresenta oltre 500 organizzazioni appartenenti a tutti i settori del Sistema-Paese e può contare su un importante network di relazioni professionali. Il Clusit, in particolare, mette a disposizione dei soci ogni anno decine di ore di formazione (sono previsti oltre 30 i webinar in agenda nel 2020) e l’accesso a risorse di supporto, quali lo sportello legale. Sono poi previsti gruppi di lavoro tematici, come la Clusit Community for Security, un punto di incontro pre-competitivo e aperto alla condivisione per professionisti multidisciplinari attenti ai temi della sicurezza e della compliance.

I soci possono anche contribuire al Rapporto Clusit, lo studio indipendente italiano che presenta ogni anno lo scenario completo degli eventi di cyber-crime più significativi degli ultimi 12 mesi e ne fornisce l’interpretazione.

A ciò si aggiungono gli appuntamenti del Security Summit, il convegno che ogni anno si svolge sul territorio italiano con l’obiettivo di analizzare lo stato dell’arte della cybersecurity e proporre nuovi temi di discussione su evoluzione tecnologica del mercato e nuove sfide della sicurezza.Tali incontri sono anche un’importante occasione per accedere a formazione e momenti di networking e crescita professionale. Il 2020 vede già a calendario le tappe di Security Summit di Milano (17-19 marzo); Treviso (21 maggio); Verona (7 ottobre) e Roma (5 novembre).

Clusit è inoltre promotore in Italia del mese per la sicurezza informatica – European CyberSecurity Month, una campagna dell’Unione Europea che si svolge ogni anno in ottobre con l’obiettivo di sensibilizzare, informare e formare cittadini e organizzazioni attraverso eventi sul territorio sui temi della cyber security come responsabilità condivisa. Corona virus permettendo ci vedremo al Security Summit di Milano 2020, con l’edizione aggiornata del nostro libro sulla cyber security.

Gaetano Di Blasio ha lavorato presso alcune delle principali riviste specializzate nell’ICT. Giornalista professionista, è iscritto all’ordine dei giornalisti della Lombardia ed è coautore di rapporti, studi e Survey nel settore dell’ICT. Laureato in Ingegneria.