La difesa della privacy è un valore sempre più fondamentale

Il futuro della cyber security presenta aspetti critici a cui normative e produttori cercano di dare risposte. I punti critici illustrati da Lisa Dolcini di Trend Micro

 

Il 28 gennaio si celebra il Data Privacy Day, in Europa noto come Giornata Internazionale della Protezione Dati (Data Protection Day).

Una ricorrenza che commemora la firma della Convenzione 108 del 28 gennaio 1981, il primo trattato internazionale giuridicamente vincolante relativo alla privacy e alla protezione dei dati, nato con lo scopo di garantire a ogni persona il rispetto dei suoi diritti e delle sue libertà fondamentali e in particolare del suo diritto alla vita privata.

E’ una tematica di forte attualità che ci vede sempre più coinvolti con l’avanzare del progresso tecnologico. Tutti noi, in qualità di cittadini digitali adulti e responsabili, dobbiamo garantire ai minori di essere informati sulla privacy, sui potenziali rischi di un’eccessiva condivisione online e su come i loro dati possono essere raccolti. Anche per questo, a novembre, abbiamo lanciato “Conta fino a 3!”, la campagna di security awareness che mette al centro i più piccoli. Le responsabilità riguardano però anche le aziende che raccolgono, utilizzano e a volte vendono questi dati ad altri, spesso a nostra insaputa”, ha commentato la ricorrenza Lisa Dolcini, Marketing e Communication Manager di Trend Micro Italia

Una privacy sempre più mainstream

Va però osservato che la privacy è oggi una tematica molto più discussa di quanto non lo fosse in passato. In pratica, si vive immersi oramai, gradito o meno che sia, in una società digitale in cui la maggior parte della popolazione ha almeno un account sui social media e utilizza i servizi online dagli acquisti ai prelievi bancari all’assistenza sanitaria e all’intrattenimento.

È pur vero, osserva la manager, che il motivo per cui molti consumatori sono oggi più attenti alla privacy è dovuto ai molti incidenti che hanno intaccato  la sua fiducia nelle organizzazioni che raccolgono e utilizzano i dati personali.

Tuttavia, ed è il lato positivo della medaglia, è proprio grazie a questi eventi negativi che è cresciuta la consapevolezza pubblica sui rischi per la privacy legati alla sempre maggiore dipendenza da Internet, così come sono più chiari i passi concreti da compiere che potrebbero aiutare a proteggere singoli e famiglie  dai pericoli dell’online.

I legislatori si sono anche impegnati per proteggere le informazioni personali delle persone, con il GDPR in Europa, che si applica a tutte le organizzazioni globali che hanno clienti dell’UE e il CCPA in California. Questi requisiti legali promettono di introdurre una maggiore responsabilità e trasparenza nel modo in cui i dati personali vengono raccolti e gestiti, fornendo allo stesso tempo ai consumatori maggiori poteri sull’uso delle loro informazioni. A seguito di altre pressioni pubbliche e legali, le aziende hanno anche progettato politiche sulla privacy più facili da comprendere in modo da aiutare le persone a fornire un consenso informato sull’utilizzo dei dati”, ha evidenziato Dolcini.

Un futuro preoccupante ma da cui è possibile difendersi

Nonostante l’impegno di enti pubblici e privati la realtà oggettiva è che oggi vengono raccolti più dati che mai sui consumatori, soprattutto attraverso dispositivi wearable e IoT.

In sostanza, i consumatori hanno sempre accettato un compromesso tra la quantità di dati personali a cui sono disposti a rinunciare e la qualità dei servizi che ricevono in cambio.

Per servizi gratuiti basati sulla pubblicità e un elevato grado di personalizzazione, vi è di certo una maggiore predisposizione ad essere d’accordo con un livello relativamente elevato di condivisione dei dati.

Se però ci si sposta nel mondo dell’IoT le cose diventano più complesse perché viene da chiedersi come fare a sapere, ad esempio, se un assistente virtuale stia o meno oltrepassando il limite su ciò che raccoglie sull’utente che gli si rivolge?

Quelle esposte sono che ci spingono a cercare risposte che possano tutelarci dai rischi cui siamo oggi esposti. Non solo a livello personale. Di questo abbiamo parlato anche mercoledì 22 gennaio presentando alla stampa il report Trend Micro sulle minacce informatiche che caratterizzeranno lanno in corso. Minacce che saranno sempre più complicate – combinando i rischi tradizionali con le nuove tecnologie – e che determineranno un futuro che oggi ci appare complesso, esposto e mal configurato. Ma anche difendibile”, ha evidenziato Dolcini.