La cyber security si rafforza con F-Secure

F-Secure rafforza le soluzioni di cyber security e end-point protection e dà il via a un progetto di cyber security distribuita basata sull’intelligenza artificiale

 

La mission di F-Secure è quella di dare sicurezza alle aziende di ogni dimensione e settore  e permettere alle persone di comunicare  e utilizzare dati e applicazioni in  completa fiducia”, è stato l’incipit di Carmen Palumbo, marketing manager di F-Secure per l’Italia, in un incontro con la stampa specializzata  che ha analizzato lo stato dell’arte della Cyber Security e il contributo che vi dà F-Secure, quali sono i punti critici e cosa è possibile fare per difendersi da attacchi sempre più sofisticati, a partire da quello che è ritenuto il vulnus principale, le email.

Nel corso dell’anno la società, specializzata nella cyber securtity e nella protezione degli end-point, un elemento quest’ultimo considerato altamente critico a causa della crescente mobilità e del ricorso al cloud, ha continuato a rafforzare il suo portfolio per la sicurezza aziendale e personale nonché la sua presenza commerciale.

Parallelamente, ha incrementato il novero dei suoi clienti e rafforzato la presenza sulle aziende a loro supporto tramite una rete che annovera centinaia di consulenti e partner con cui supporta nel definire piani di sicurezza, realizzare l’analisi della situazione e apportare  le modifiche per migliore la postura  della sicurezza aziendale su base end-to-end.

Le banche più importanti, compagnie aeree e aziende si fidano del nostro impegno per sconfiggere le minacce più potenti e gran parte delle five hundred mondiali sono nostre clienti. E’ una posizione di rilievo confermata  da test indipendenti che ci posizionano al primo posto tra le aziende per la cyber security  nel fornire la protezione  più consistente”, ha commentato Palumbo.

Carmen Palumbo - F-Secure

Carmen Palumbo – F-Secure

Tre sono gli elementi chiave dell’approccio F-Secure alla Cyber security:

  • La predizione di potenziali rischi, che si esplicita in soluzioni di Vulnerability Management  e per la Securitty Awareness.
  • La prevenzione , che si traduce nel portfolio F-Secure in soluzioni per la protezione  nel cloud  e la protezione degli end-point
  • Rivelazione e risposta, che si declina in soluzioni per  la end-point detection&response e nel managed detection&response.

A questo, come accennato, si aggiungono  i servizi di consulenza realizzati tramite propri esperti o  congiuntamente a partner di canale.

Il crescente impegno  di F-Secure per  la sicurezza aziendale è testimoniato anche dalla crescita delle revenue dovute  a soluzioni che indirizzano la cyber security, che ora contribuiscono ai risultati aziendali per poco meno del 60%”, ha spiegato Palumbo.

F-Secure - evoluzione del portfolio per la cyber security

F-Secure – evoluzione del portfolio per la cyber security

 Prepararsi per le sfide del futuro e l’AI

 Se quello attuale è un momento che vede F-Secure impegnata nella cyber security, l’azienda sta già impostando la strategia per il futuro prossimo in cui  si assisterà alla forte crescita del  ricorso a soluzioni di intelligenza artificiale e alla patimenti sostenuta diffusione di dispositivi intelligenti, IoT e Industrial IoT.

Quando un dispositivo è intelligente significa  che è vulnerabile”, è l’assioma di Mikko Hypponen , Chief Research Officer di F-Secure,  esperto di sicurezza informatica  e speaker in conferenze  internazionali dedicate alla sicurezza, oltre che docente  di lezioni tenute a Stanford, Oxford e Cambridge.

Mikko Hypponen - F-Secure

Mikko Hypponen – F-Secure

Per fronteggiare una situazione che per quanto concerne la sicurezza potrebbe sfuggire di mano,  F-Secure ha avviato un progetto di ricerca per sviluppare meccanismi di intelligenza artificiale (IA) decentralizzati già usati attualmente nelle sue tecnologie di rilevazione e risposta.

In pratica, ha adottato il principio di un  indovinato idioma inglese in base al quale  “It takes a thief to catch a thief “.

L’iniziativa, denominata “Project Blackfin, mira a sfruttare le tecniche di intelligenza collettiva, come la swarm intelligence (o intelligenza dello sciame), per creare agenti di intelligenza artificiale autonomi e adattivi che collaborano tra loro per raggiungere obiettivi comuni. Il progetto mira anche a sviluppare agenti intelligenti che andrebbero a operare sui singoli host.

In questo scenario, invece di ricevere istruzioni da un unico modello di IA centralizzato, gli agenti sarebbero però sufficientemente intelligenti e autonomi da comunicare e lavorare congiuntamente per perseguire  obiettivi comuni.

Agenti per la sicurezza distribuiti e cooperanti

In sostanza, l’idea di fondo è che  gli agenti imparino a proteggere i sistemi in base a ciò che osservano ma facendo leva sulla visibilità e le analisi in profondità rese disponibili da una vasta rete di informazioni senza che venga richiesto loro di condividere set di dati completi. Dividi et impera, viene da considerare pensando che la prudenza non è mai troppa e ricordando il suscettibile HAL 9000 di Odissea nello spazio.

Questo non solo aiuterebbe ad aumentare le prestazioni degli asset IT di un’organizzazione risparmiando risorse, ma aiuterebbe anche le organizzazioni a evitare la condivisione di informazioni riservate e potenzialmente sensibili tramite il cloud o la telemetria del prodotto.

Blackfin - verso una AI distribuita e cooperante

Blackfin – verso una AI distribuita e cooperante

E’ un progetto che richiederà diversi anni prima di realizzare appieno il suo potenziale, ma i meccanismi di intelligenza su dispositivo (ODI, On-device intelligence, ndr) sviluppati da Project Blackfin sono già stati integrati nelle soluzioni di rilevamento delle violazioni di F-Secure”, ha evidenziato Hypponen.

Le potenziali applicazioni della ricerca Project Blackfin vanno però oltre le soluzioni di sicurezza aziendale e persino oltre il settore della sicurezza informatica e potrebbero portare a ripensare il ruolo che l’IA può svolgere nella vita quotidiana.

“Guardando oltre il rilevamento di violazioni e attacchi, possiamo immaginare queste flotte di agenti di intelligenza artificiale che monitorano lo stato generale, l’efficienza e l’utilità delle reti di computer, o persino di sistemi come reti elettriche o auto a guida autonoma. Soprattutto, penso che questa ricerca possa aiutarci a vedere l’IA come qualcosa di più di una semplice minaccia per il nostro lavoro e la nostra sussistenza”, ha commentato Hypponen.