Cloud Index Nutanix 2019, futuro ibrido per Vanson Bourne

Con una maggioranza dell’85%, gli intervistati  per il Cloud Index Nutanix 2019 eleggono il cloud ibrido quale modello operativo IT ideale

L’Enterprise Cloud Index 2019, realizzato per Nutanix dalla società di analisi Vanson Bourne ha portato ad alcuni risultati interessanti, da confrontare con l’indagine dello scorso anno. Emerge soprattutto l’apprezzamento per il cloud ibrido, che è stato dichiarato il modello operativo ideale dall’85% delle figure intervistate, su un campione di 2.650 responsabili delle decisioni in ambito IT in 24 paesi.

Più precisamente è stato chiesto quale tipologia di cloud utilizzano per le loro applicazioni aziendali e quale prevedono di utilizzare in futuro, nonché “come i loro progetti cloud si sovrappongono rispetto ad altri progetti e priorità IT”.

Christian Turcati, Sr. System Engineer Manager, Nutanix Italia

Christian Turcati, Sr. System Engineer Manager, Nutanix Italia

L’analisi, ci ha illustrato Christian Turcati, Senior. System Engineer Manager di Nutanix in Italia, ha inoltre, rilevato come il 73% delle aziende che aveva spostato le applicazioni nel cloud pubblico, sta ora tornando on-premise, a dimostrazione che non tutti i modelli cloud vanno bene per qualsivoglia azienda o applicazioni, rischiando di portare all’incapacità di gestire i costi del cloud.

L’indagine di quest’anno ha mostrato che la creazione e l’esecuzione di una strategia cloud è diventata una sfida multidimensionale. Tempo addietro, il valore era in buona parte economico, andandosi a cercare un risparmio sui capex , passando agli opeex del pubblico.

Oggi è chiaro che le scelte devono basarsi su aspetti più articolati e che è necessario considerare le differenze. Gli esperti di Nutanix, in per esempio, evidenziano come applicazioni con un utilizzo non prevedibile sono più adatte ai cloud pubblici che forniscono risorse con elevata flessibilità. Mentre i carichi di lavoro con caratteristiche più prevedibili opportunamente possono essere eseguiti on-premise ad un costo inferiore rispetto al cloud pubblico. I risparmi dipendono anche dalla capacità delle aziende di abbinare ogni applicazione al servizio cloud e al livello di prezzo appropriato rivedendo regolarmente i piani e le tariffe dei servizi, che sono in continuo cambiamento.

Turcati ci illustra altri risultati del Cloud Index Nutanix 2019, ripartendo «dall’l’82% in degli italiani, che ha dichiarato di voler spostare alcune applicazioni dal cloud pubblico e tornare all’on-premise e, di questi, il 22% intende spostare cinque o più applicazioni».

Questo dimostra, almeno in parte, quanto sia importante la flessibilità del cloud ibrido per le aziende, le quali possono adattare le loro infrastrutture in base a necessità variabili nel tempo.

Sempre Turcati sottolinea che : «La sicurezza continua ad essere il fattore che maggiormente influisce sulle strategie future delle imprese in materia di cloud computing. Il 60% degli intervistati per il Cloud Index Nutanix 2019  (il 75% in Italia)  ha dichiarato che il livello di sicurezza del cloud è ciò che maggiormente influenza i loro piani futuri di adozione».

Inoltre, si evidenzia nel Cloud Index Nutanix 2019, la sicurezza dei dati e la conformità rappresentano la principale variabile (26%) nel decidere dove eseguire un determinato carico di lavoro.

Sempre in tema sicurezza, si osserva che i professionisti dell’IT considerano il cloud ibrido il modello operativo IT più sicuro.

Infatti, il Il 28% degli intervistati (41% in Italia) ha indicato l’ibrido come modello più sicuro – superando nettamente il 21% (19% in Italia) di chi ha scelto un modello di cloud privato/on-premise e più del doppio rispetto a coloro (13% a livello globale, 10% in Italia) che hanno scelto data center privati (non cloud) tradizionali.

Si tratta di variazioni che rispondono ancora una volta al bisogno di flessibilità, necessaria per soddisfare situazioni differenti.

Continua Tercati a evidenziare che il 23,5% degli intervistati, per ora non usa alcuna tecnologia cloud.

Un ritardo che stupisce, ma va considerato che i piani, stando agli intervistati, indicano che entro un anno il numero di imprese “senza nuvole” cloud è destinato a scendere al 6,5% e tra due anni al 3%.

Gli analisti di Vanson Bourne, infine, sottolineano che il 72% dei risponditori, quindi circa tre quarti, affermano che la trasformazione digitale sta favorendo l’adozione del cloud, mentre il 64% ha affermato che la trasformazione digitale è la principale priorità di business in azienda.

 Alberto Filisetti, country manager di Nutanix in Italia

Alberto Filisetti, country manager di Nutanix in Italia

A tal proposito, Alberto Filisetti, country manager di Nutanix in Italia,contento per il doppio riconoscimento di Gartner, che ha inserito Nutanix nel Gartner Peer Insights Customers‘ Choice per l’infrastruttura iperconvergente e l’ha riconfermata nel quadrante per l’iperconvergenza, sottolinea che la digital transformation impone alle aziende che l’ICT deve essere trainante e non trainata in azienda”. Ci vuole un cambio di prospettiva, rispetto al passato e molte aziende lo stanno L’esigenza di flessibilità e sicurezza mostrata dalla ricerca deve essere accompagnata.

Anche per questo, si riscontrano anche presso i system integrator e, più in generale, il canale di Nutanix.

La semplicità che è alla base di Nutanix potrebbe “spaventare” le imprese ICT, che in passato cercavano fatturato nelle ore d’integrazione. Oggi i modelli di business sono però cambiati e il valore va ricercato nei progetti a valore e nei servizi. Il modello di canale impostato da Nutanix punta a far crescere il rapporto con il cliente, affiancandolo per consentirgli di cogliere le potenzialità dell’iperconvergenza e nello spirito che, da quasi due anni, promuoviamo sulle nostre testate.

Sviluppando competenze, ciascuno può fornire valore ai propri clienti diventandone un partner per l’innovazione digitale. La semplicità delle soluzioni Nutanix aiutano in questo senso.

Matteo Uva, Sales Manager Commercial Business, Nutanix Italia

Matteo Uva, Sales Manager Commercial Business, Nutanix Italia

«Il programma di canale – sottolinea Matteo Uva, Sales Manager Commercial Business, Nutanix Italia – è stato recentemente modificato proprio su questa logica, puntando a massimizzare l’impegno piuttosto che il fatturato, promuovendo il numero di deal a prescindere dai ricavi».

Gaetano Di Blasio ha lavorato presso alcune delle principali riviste specializzate nell’ICT. Giornalista professionista, è iscritto all’ordine dei giornalisti della Lombardia ed è coautore di rapporti, studi e Survey nel settore dell’ICT. Laureato in Ingegneria.