HPE Aruba: nuove regole nella rete che integra gli analytics

Un portfolio end to end “switch services-rich”, con i nuovi switch CX Series dotati di sistema operativo cloud-native

Indirizzati a campus, reti aziendali e sedi distaccate, i nuovi sistemi di rete HPE Aruba introducono soluzioni all’avanguardia che sfruttano l’intelligenza artificiale ed elaborano i dati all’edge, ridisegnando le architetture di rete.

Più precisamente, Keerti Melkote, presidente e fondatore di Aruba Networks, oggi società indipendente di Hewlett Packard Enterprise, spiega: «L’automazione basata su AI (Artificial Intelligence) deve essere al centro di una moderna architettura edge-to-cloud; perché possa essere veramente utile. Siamo convinti che la AI sia la chiave per analizzare i dati, ottenere insight pratici e implementare l’automazione su vasta scala per ottimizzare la capacità degli operatori di identificare, neutralizzare e risolvere proattivamente alcune delle sfide IT più urgenti. La nostra visione per il futuro è un’architettura cloud-native che offra una reale agilità di business e nuove esperienze digitali».

Keerti Melkote, predidente di HPE Aruba

La nuova serie di switch CX Series con sistema operativo cloud-native è appunto «un passo importante in questa direzione », spiega sempre Melkote, evidenziando che i nuovi dispositivi di rete hanno la capacità di elaborare in maniera integrata gli analytics.

Switching e software sono dunque gli ingredienti della nuova gamma gamma Aruba CX, con i modelli a configurazione fissa Aruba CX 6300 Series e i sistemi modulari per accesso, aggregazione e core switching CX 6400 Series.

Oltre a questi, sono state presentate le significative innovazioni relative al sistema operativo AOS-CX, che, spiegano in HPE Aruba, mettono a disposizione una piattaforma di switching end-to-end semplificata per migliorare i risultati di business.

È il sistema operativo a essere protagonista della piattaforma AOS-CX – dall’edge di un’azienda fino all’ambiente core e al data center, con le capacità integrate di analytics e automazione per semplificare la gestione, accelerare la risoluzione degli inconvenienti nelle performance delle applicazioni e neutralizzare i problemi di rete più comuni.

Non basta aumentare le prestazioni e la banda, occorre un salto di qualità, spiegano gli esperti di HPE Aruba: «Serve un’architettura avanzata in grado di convalidarsi e ottimizzarsi da sé per mezzo di automazione a circuito chiuso in modo da supportare in modo intelligente le applicazioni mission-critical, aggirare i nuovi vettori di attacco alla sicurezza e fornire l’agilità di cui un’azienda oggi non può fare a meno.

la famiglia 6300F di HPE Aruba

Del resto, gli analisti di Gartner affermano che “con l’aumento della velocità degli aggiornamenti, non è più possibile pianificare e implementare manualmente decine, centinaia o migliaia di modifiche alla rete ogni volta che si verifica un cambiamento a un’applicazione”.

In effetti, realizzare le modifiche manualmente non è possibile ed è probabile fonte di errori.

Affermano inoltre gli analisti che i processi manuali possono ostacolare in modo significativo la capacità di un’azienda di muoversi rapidamente, innovare e avere successo in un mercato competitivo.

La soluzione è un’architettura cloud-native, che presso Gartner viene definita in base a queste caratteristiche:

  • Modularità – Mette a disposizione le astrazioni necessarie per il packaging indipendente di servizi (come container o funzioni serverless).
  • Programmabilità – Supporta il provisioning e la gestione per mezzo di policy e API dichiarative.
  • Elasticità – Le risorse possono essere scalate dinamicamente verso l’alto e verso il basso in maniera automatica e policy-driven per mezzo di orchestratori
  • Resilienza – I servizi sono unità loosely coupled indipendenti e fault-tolerant.

 

In HPE Aruba si ritiene cheLe aziende moderne abbiano bisogno di una rete edge-to-cloud basata su una piattaforma comune per poter trarre vantaggio dall’automazione e dall’incremento dell’efficienza operativa lasciando liberi gli operatori di rete di concentrarsi sulle attività business-critical.

Un sistema operativo, un’architettura ASIC e un modello operativo.

L’approccio di HPE Aruba è dunque quello un unico modello operativo dal layer di accesso alle sedi distaccate, agli ambienti campus enterprise fino al data center con l’obiettivo di semplificare le operazioni di rete.

Le nuove piattaforme consistono negli Gli switch Aruba CX 6300 e CX 6400 Series con architettura ASIC Aruba di 7′ generazione: Aruba CX 6300 Series è una famiglia di switch stackable che può crescere flessibilmente per mezzo di un VSF (Virtual Switching Framework) da 10 elementi e che fornisce uplink integrati da 10/25/50 gigabit per soddisfare le esigenze di larghezza di banda

Gli switch modulari Aruba CX 6400 Series mettono a disposizione uno chassis da 5 slot e uno da 10 slot completo di fabric non-blocking capace di scalare dall’accesso Gigabit POE fino a un core 100G permettendo ai clienti di standardizzarsi su un’unica piattaforma nell’intero ambiente enterprise, brido compreso.

AOS-CX 10.4: è la nuova versione di AOS-CX che introduce nel sistema operativo funzionalità di rich access, estendendo al layer di accesso della rete i differenziatori CX come Aruba Dynamic Segmentation per implementare policy sicure e unificate su ogni utente e dispositivo IoT di reti cablate e wireless, Ethernet VPN (EVPN) over VxLAN per una connettività semplificata e protetta dalle aziende ai data center e Virtual Switching Extension (VSX) per gli aggiornamenti live che evitano il downtime durante i cicli di manutenzione, come spiegato dai tecnici di HPE Aruba.

La dashboard

Aruba NetEdit 2.0

Infine, Aruba NetEdit 2.0 con Network Analytics Engine consiste nella a versione potenziata del software Aruba NetEdit dedicato alla configurazione degli switch ed ‘è ora integrata con Aruba Network Analytics Engine.

Quest’ultima novità, evidenziano i tecnici, consente di distribuire automazione e visibilità su ogni switch centralizzandone il controllo da parte dell’operatore di rete e facilitando le attività comunemente eseguite come l’implementazione di modifiche alla configurazione o il setup iniziale di sistema che possono così essere completati attraverso la app CX Mobile che permette di monitorare i problemi e ridurre i cicli di risoluzione degli inconvenienti da interi giorni a pochi minuti.

Gaetano Di Blasio ha lavorato presso alcune delle principali riviste specializzate nell’ICT. Giornalista professionista, è iscritto all’ordine dei giornalisti della Lombardia ed è coautore di rapporti, studi e Survey nel settore dell’ICT. Laureato in Ingegneria.