La tecnologia e le criticità che ci aspettano nel 2020

A un passo dal 2020 è il momento di analizzare quelli che saranno gli aspetti salienti della tecnologie a cu porre attenzione per il prossimo anno

 

Con il 2020 oramai all’orizzonte è il momento di considerare cosa sarà la tecnologia IT, le sue evoluzioni e i suoi aspetti strategici che le aziende si troveranno a dover considerare.

Un flash su alcuni dei punti principali è stato scattato da F5, che ha messo a fuoco quanto inerente la sicurezza, il cloud e il mobile. Vediamo cosa ne è emerso, a partire dalla sicurezza, un elemento chiave e punto dolens per qualsiasi azienda avviata o che sta intraprendendo la strada della trasformazione digitale e della esternalizzazione dell’IT.

Trafugamento dei dati, BOT e DNS critici

 Per quanto concerne le criticità in cui incorrono i dati aziendali, ha osservato la società, va considerato che le violazioni dei dati e i ransomware dall’inizio al mese di aprile del corrente anno hanno comportato l’esposizione di circa 5,9 miliardi di record. Praticamente circa 1,46 miliardi di record al mese.

Un fenomeno che ha interessato l’assistenza sanitaria, i social media, l’automotive, le amministrazioni comunali, i negozi al dettaglio, le aziende tech, i ristoranti, i governi e praticamente qualsiasi settore che abbia una connessione Internet.

Critico si rivela il fatto che il tempo medio per scoprire una violazione è alla data di oltre 100 giorni, con tutto quello che ne consegue.

Un altro elemento che ha a che fare con la sicurezza (o la sua mancanza) è relativo al DNS. Il DNS, osserva F5, rappresenta uno dei componenti più importanti e fragili di un Internet funzionante. In proposito, nell’ultimo anno gli attacchi DNS siano aumentati del 34% e l’82% delle organizzazioni intervistate in un apposito sondaggio è stata colpita da un attacco DNS, con una media di nove attacchi DNS per organizzazione.

Ma anche i costi implicati stanno aumentando in modo significativo, con un 49% in più. Tra i metodi principali adottati il phishing (47%), il malware (39%) e il vecchio standby DDoS (30%). Per il prossimo anno si prevede che la necessità e la fragilità del DNS continueranno a renderlo un obiettivo atraente, visto il numero crescente di oggetti collegati.

Un terzo aspetto va considerato, quello relativo ai Bot, che sono sempre più intelligenti e con circa la metà di tutto il traffico Internet legata ai bot. Naturalmente, fa notare F5, ci sono bot buoni, come i motori di ricerca, i crawler, le chat e altri che rispettano le regole. Poi ci sono i bot cattivi che lanciano i DDoS, sottraggono l’account, effettuano scraping, sorveglianza, frodi, attacchi brute force e altre tipologie di attacco senza scrupoli.

Questi possono avere una ripercussione sulla business intelligence, comportare perdite nei guadagni, portare al caos in azienda, generare traffico indesiderato e interrompere in molti modi diversi l’attività di business.

L’aspetto critico è che botnet e malware si evolvono in modo continuo. Ad esempio, i dati del Clusit mostrano come in Italia nel corso dell’ultimo anno siano state rilevate 212 famiglie di software malevoli, con un +10% sull’anno precedente e, soprattutto, vi sia una diffusione massiva di nuovi malware, non ancora classificati e riconducibili a una famiglia nota.

Il multi-cloud è un dato di fatto

In relazione al Cloud, F5 evidenzia come RightScale, nella ricerca ”2019 State of the Cloud”, confermi che il multi-cloud è oggi la scelta preferita dalle aziende. L’84% di esse ha già adottato una strategia multi-cloud, nel 58% dei casi hanno scelto un cloud ibrido (pubblico e privato).

Se negli anni passati si è visto le aziende utilizzare in media circa tre cloud, oggi i dati indicano l’adozione di almeno cinque cloud diversi. Il che dimostra che la sfida non è più “andare sul cloud” ma saper gestire e ottimizzare i costi di questa scelta.

Anche l’Italia è in linea con questo trend e recenti ricerche evidenziano la crescente domanda di ambienti ibridi e Multi Cloud come la scelta principale fatta nel 2019, all’interno di un mercato che a fine anno si stima risulti pari a 2,3 miliardi di euro, con una crescita del +19% rispetto all’anno precedente.

Il mobile protagonista e 5G in arrivo

Siamo nell’era del mobile, osserva F5, ed è sin troppo facile essere d’accordo con l’assunto. I nostri dispositivi sono mobili e le applicazioni a cui accediamo sono mobili.

Tuttavia la mobilità, se rappresenta un fattore abilitante, è contemporaneamente una preoccupazione enorme per le aziende.

Il BYOD è ormai un termine vecchio, secondo gli standard odierni, ma è ancora in gioco e rappresenta un mercato che si prevede raggiunga i 367 miliardi di dollari entro il 2022. Una cifra da PIL di nazione di medie dimensioni.

E’ poi un settore in cui gli strumenti tecnologici e le applicazioni continuano ad espandersi. 5G, pagamenti mobile, API, l’ascesa delle app istantanee on-demand, e, perlomeno si dovrebbe, una maggiore attenzione alla sicurezza sono tutti aspetti oggi in gioco. Il mobile è in sostanza uno degli attori principali del mondo tech, e lo sarà anche nei prossimi mesi.

In particolare, il 2019 ha visto un’attenzione crescente verso il 5G, con conflitti economici e giudiziari a livello mondiale che stanno avendo una ripercussione importante anche a livello nazionale.

Un esempio concreto è costituito da uno dei provvedimenti presi durante la riunione del primo Consiglio dei Ministri del nuovo governo, che è stato relativo al “golden power per indirizzare gli operatori telefonici che lavorano in Italia verso una normativa più stretta in termini di sicurezza del 5G. La battaglia per la supremazia nel 5G appare però solo agli inizi e non è facile prevedere come potrà evolvere nel corso del prossimo anno.