Forcepoint espande i servizi per un Cloud sicuro

Il portfolio di servizi Forcepoint Web Security è disponibile su 160 PoP in 128 paesi e garantisce bassa latenza, sovranità dei dati, localizzazione dei contenuti

 

 Forcepoint, società di livello mondiale nella cybersecurity, ha ampliato il portfolio di soluzioni di sicurezza per il cloud. Obiettivo dichiarato è quello di consentire alle aziende e alle agenzie governative di accedere in modo sicuro ai contenuti basati sul Web, dall’ufficio, in remoto o in movimento.

L’allargamento del portfolio con la disponibilità di Forcepoint Web Security su 160 punti di presenza pubblici (public points of presence, PoP) in 128 paesi ha portato in pratica, ha osservato la società, i servizi Forcepoint in qualsiasi parte del mondo, e mette a disposizione funzionalità ideate per garantire la sicurezza e la produttività, tra cui bassa latenza, sovranità dei dati e localizzazione dei contenuti.

In particolare, Forcepoint Web Security fornisce certificazioni compatibili con il GDPR che hanno l’obiettivo di garantire la riservatezza dei dati durante l’intero ciclo di vita delle operazioni.

L’erogazione, peraltro, avviene con un alto livello di standard di sicurezza cloud tramite data center fisici dell’azienda, inclusi SOC2, ISO 27001 e Privacy Shield,

Forcepoint Web Security ha ottenuto anche significative certificazioni, tra cui ISO 27018, che regola le informazioni di identificazione personale, e Cloud Security Alliance (CSA) Star Gold, basato sul codice di condotta GDPR, che regola la sicurezza del software e le operazioni interfunzionali in un ambiente cloud.

La copertura in PoP di Forcepoint

La copertura in PoP di Forcepoint

  Le esigenze di cloud sicuro dei responsabili IT 

La capillare presenza di Forcepoint su base territoriale va incontro ad esigenze ben precise. Una recente ricerca del Ponemon Institute che ha sponsorizzato ha raccolto l’opinione di oltre 600 decisori IT di agenzie federali negli USA su come affrontare la sicurezza nel cloud. Significati i dati emersi.

  • Il 55% del campione afferma che la propria agenzia ha scelto con decisione il cloud, ma molti sono ancora alle prese con le questioni legate alla sicurezza.
  • Il 71% ha affermato che la visibilità e la governance sono sfide per garantire l’uso del cloud.
  • In molti casi, il responsabile della sicurezza IT delle agenzie federali che hanno partecipato alla ricerca è l’ultimo a sapere quando si accede a una nuova applicazione dal cloud..

In tutto questo si cala poi il mondo dei CASB. I CASB (cloud access security broker, i broker di sicurezza di accesso al cloud) rappresentano una terza opzione.

La visibilità e la capacità di gestire in modo olistico un intero ambiente applicativo sono componenti chiave di un CASB.

I responsabili IT possono identificare e monitorare tutte le applicazioni utilizzate dai colleghi e applicare contemporaneamente le politiche di sicurezza a tutte le applicazioni. Inoltre, i CASB possono essere utilizzati per ottenere un’enorme quantità di informazioni sull’intelligenza delle diverse applicazioni. Possono quindi confrontare automaticamente i livelli di rischio di diverse applicazioni in modo che gli amministratori possano filtrare le applicazioni cloud che possono essere percepite come ad alto rischio.

In Forcepoint, ci impegniamo a fornire ai clienti esperienze cloud ottimali per la prima volta in tutto il mondo. Attraverso un’esperienza per l’utente finale iper-localizzata, possiamo aumentare la produttività consegnando il contenuto direttamente al luogo in cui si trova l’utente anziché a quello in cui si trova il data center. Questa espansione consente a Forcepoint Web Security di continuare a fornire ampio supporto alle esigenze di localizzazione storicamente sottoservite in America Latina, Europa orientale e Medio Oriente“, ha commentato Nico Fischbach, Global CTO di Forcepoint.