Lo stato dei Managed Service Provider in Italia

Achab delinea in un suo studio il focus, i trend in atto, le sfide e le previsioni degli MSP per l’anno in corso, e le esigenze a cui devono saper rispondere

 

Quella delineata da Achab (www.achab.it) in un suo studio si propone come  un’istantanea che vuole far luce sullo stato degli MSP in Italia. L’azienda, specializzata nella distribuzione di soluzioni software a valore, lo ha realizzato con l’obiettivo di conoscere dalla voce diretta dei Managed Service Provider il focus, le sfide e le previsioni delle aziende che erogano servizi IT per il 2019.

Trasformazione digitale, automazione, implementazione del cloud, conformità normativa, mobilità e connettività complesse e, oltre a tutto ciò, la messa in sicurezza e la conservazione dei dati sono tra i principali aspetti che oggi, osserva Achab, le PMI sono chiamate a osservare.

Alla luce di questi trend in atto, i temi su cui la piccola media impresa italiana necessita di supporto a livello informatico sono molteplici, e di conseguenza numerose sono le sfide che i Managed Service Provider sono necessariamente chiamati ad affrontare, mettendo in campo competenze diversificate e servizi a valore.

In particolare, lo studio mette sotto la lente uno spaccato della realtà italiana da cui emerge che il mercato di chi eroga servizi IT è composto da realtà medio piccole, riflettendo nel complesso il tessuto imprenditoriale nazionale. Come conseguenza questo si rispecchia sia nel modello di business sia nelle tariffe applicate.

Nonostante le dimensioni ridotte della maggior parte delle realtà degli MSP, tipicamente con meno di 100 clienti e contratti di servizio di durata annuale, la ricerca mette in luce che più del 30% si trova a dover gestire un parco macchine con 500 o più endpoint, numero che richiede un passaggio da una gestione artigianale a una gestione strutturata e organizzata.

Specializzarsi paga

Nel delineare il business dei servizi gestiti, tra i settori principali in cui operano gli MSP, emerge tuttavia una focalizzazione per circa l’80% sulla fornitura di servizi ad aziende di produzione e studi professionali.

Concentrarsi e specializzarsi in un settore può incrementare di molto l’efficienza operativa, poiché si tratta di offrire lo stesso pacchetto di servizi a più clienti. I risultati dello studio confermano che le realtà che si stanno muovendo verso questo modello di business, non solo hanno avuto una crescita nell’ultimo anno, ma prevedono un incremento anche per l’anno in corso”, ha commentato Andrea Veca, CEO di Achab.

Se, da un lato, gli MSP si confermano realtà talvolta legate a un modello di business reattivo, dall’altro più della metà delle aziende ha ormai abbracciato il business dell’erogazione dei servizi gestiti. In particolare, le risposte raccolte evidenziano come l’assistenza presso i clienti stia cedendo il passo a sistemi di controllo remoto e piattaforme RMM.

I problemi a cui rispondere

Tra i problemi e le sfide principali, i Managed Service Provider che hanno preso parte alla ricerca concordano come oltre al recruitment di validi tecnici (61%), ad aumentare l’efficienza dei processi aziendali e dell’help desk (50%), siano soprattutto la mancanza di consapevolezza dei clienti in tema di cybersecurity (74%), la difficoltà a differenziarsi sul mercato (80%), e i lunghi tempi di risposta dei vendor (80%) le criticità principali evidenziati.

La ricerca mette inoltre sotto i riflettori un andamento positivo emerso nello scorso anno, con il 65% degli MSP ha dichiarato un aumento del proprio fatturato. Di questi, quasi la metà lo ha incrementato di oltre il 10% mentre per il 2019, il 71% prevede una crescita ulteriore del proprio fatturato.

È un segno evidente che si tratta di un mercato in fermento e i servizi gestiti sono un modello di business che rende. C’è un vero e proprio trend in atto: un discreto numero di operatori del settore si sta muovendo verso il modello dei Managed Services Provider, anzi, dall’analisi emerge che diversi si sono già mossi da tempo. Si tratta di operatori che, servendosi di processi, strumenti e tecnologie in grado di aumentare l’efficienza e automatizzare determinate attività, forniscono servizi di livello superiore e realizzano quelle economie di scala necessarie per essere competitivi, differenziarsi dalla concorrenza e aumentare il proprio margine”, ha sottolineato Veca.