La video conferenza as a service di Avaya

Software e ingegno italiano nelle soluzioni per sale riunioni grandi e piccole, progettate in base alle esperienze dei clienti

Le nuove soluzioni Avaya IX Huddle per la videoconferenza, basate su standard aperti e progettate sulle esigenze espresse dai clienti, sono state ideate nel centro di ricerca e sviluppo di Ancona, uno dei due centri europei della multinazionale statunitense.

Il primo rilascio riguarda sale riunioni di piccole dimensioni, a basso costo.

«Basta un piccolo televisore, per “trasformarlo” in un sistema flessibile e intelligente di collaborazione, con capacità di audio e video e condivisione di applicazioni e dati», ci spiega Claudio Panini, responsabile del centro R&D Avaya di Ancona.

Il manager anticipa anche che a cavallo dell’estate saranno pronte nuove soluzioni per una roadmap che si estenderà nel 2020.

Claudio Panini, responsabile centro R&D Avaya di Ancona

Claudio Panini, responsabile centro R&D Avaya di Ancona

“Come accennato, le nuove soluzioni sono state progettate con l’obiettivo di rinnovare l’esperienza utente legata ai meeting aziendali e ridurre i costi legati all’utilizzo di sistemi di video conferenza, senza penalizzare la qualità”, del resto, sottolinea Panini: «Siamo i primi utilizzatori di queste soluzioni, che hanno una collocazione ideale nell’ambito dello smart working e dell’unified communication e senza le quali non potremmo collaborare con gli altri centri di sviluppo e uffici di Avaya nel mondo, né potremmo ottenere gli alti livelli di produttività che raggiungiamo».

La soluzione, pronta a un approccio as a service

Entrando nel dettaglio della nuova offerta, Avaya IX Huddle comprende videocamere ad alta qualità e Avaya IX Collaboration Unit, una soluzione di collaborazione aperta “all-in-one” di nuova generazione. A tal riguardo, la soluzione sfrutta tecnologie UCC consolidate e tecnologie d’intelligenza artificiale. Queste ultime, in particolare, consentono di migliorare la qualità identificando i volti delle persone, localizzando l’interlocutore attivo e finanche rilevando le espressioni e i gesti, per permettere l’azionamento di comandi gestuali.

Anche le applicazioni per il controllo dei terminali Android e IoS sono sviluppate ad Ancona.

Avaya IX Collaboration Unit

Si tratta di un dispositivo all-in-one che non occorre collegare a un computer portatile, quindi, come evidenziano in Avaya, permette facilità di avvio, affidabilità e qualità elevata e costante. Il dispositivo è collocato sulla parte superiore dello schermo video, dispone di microfoni integrati e offre un ampio campo visivo, caratteristica importante per l’utilizzo in spazi ridotti che, in genere, non sono particolarmente profondi ma possono essere molto ampi.

Avaya IX Collaboration Unit fornisce integrazione con piattaforme UCC, interoperabilità con infrastrutture video basate su standard e consente agli utenti di eseguire e condividere applicazioni cloud. È il primo dispositivo all-in-one che porta tutti i vantaggi del cloud in spazi ridotti e con modalità adatte ad aziende di tutte le dimensioni.

L’unità sviluppata dal team italiano «Unisce alle prestazioni richieste a un sistema Unified Communication di gruppo la flessibilità, versatilità e integrabilità richieste a un sistema cloud centrico. Un sistema in grado di supportare più applicazioni e interagire facilmente con i partecipanti ai meeting», afferma Panini, che sottolinea come il sistema sia facile da usare e installare, mantenendo però i requisiti di sicurezza, gestione e, configurazione richiesti da grandi organizzazioni.

«Queste caratteristiche rendono la soluzione Avaya adatta a una vastissima platea di utilizzatori. Dalle piccole e medie aziende che richiedono soprattutto semplicità d’uso e facilità di gestione, alle grandi organizzazioni con dipartimenti IT evoluti e grande attenzione alla sicurezza e alla centralizzazione dei servizi e del supporto, chiosa il manager italiano».

 Una soluzione attesa

La soluzione risponde a esigenze sempre più pressanti: secondo gli analisti di Frost and Sullivan, infatti, entro il 2023 la percentuale di meeting in sale riunioni di piccole dimensione passerà dal 12% al 70% del totale di tutte le videoconferenze.

Non è, dunque un caso che Avaya punti a trasformare le piccole sale riunioni chiamate huddle room, a segnalarne l’affollamento, in strumenti avanzati di comunicazione e collaborazione. Oggi, sostengono sempre gli analisti, ci sono oltre 32 milioni di huddle room, di cui una piccolissima percentuale già dispone di tecnologie di collaborazione video.

Per avvantaggiare ulteriormente i clienti, in Avaya hanno impostato un’offerta as a service, “spostando” le sale meeting in cloud, sulla base di un modello di abbonamento mensile “Huddle as a Service” inizialmente disponibile solo negli Stati Uniti.

Intanto, la nuova soluzione ha già raccolto il consenso del mercato. Afferma, infatti Pierfrancesco Coluzzi, CEO di VideoGecom: «Siamo entusiasti di poter offrire ai nostri clienti le soluzioni Avaya di nuova generazione per le huddle room”. Secondo la nostra esperienza, questa è di gran lunga la soluzione più semplice da configurare e utilizzare».

Al riguardo, Massimo Palermo, Country Manager di Avaya, aggiunge: «Siamo orgogliosi di portare sul mercato mondiale un prodotto di eccellenza sviluppato in Italia ma soprattutto che ben si adatta alle esigenze del mercato italiano che è costituito in gran parte da PMI dinamiche e di successo. Avaya IX Collaboration Unit è una soluzione “tutto-in-uno” semplice da usare e da integrare, ad un prezzo estremamente competitivo, disponibile in cloud per rendere davvero il lavoro più smart e collaborativo per tutti. Avaya e i suoi Partner puntano all’arricchimento della customer experience attraverso una migliore collaborazione».

Gaetano Di Blasio ha lavorato presso alcune delle principali riviste specializzate nell’ICT. Giornalista professionista, è iscritto all’ordine dei giornalisti della Lombardia ed è coautore di rapporti, studi e Survey nel settore dell’ICT. Laureato in Ingegneria.