Centralino addio, arriva il cloud PBX di NFON

Marco Pasculli apre la filiale italiana del gruppo paneuropeo. Modello economico semplice: “un servizio una tariffa” e una user experience lineare su qualsiasi device

NFON sbarca in Italia portando un approccio dirompente nel mercato della telefonia in cloud, superando il concetto di centralino o PBX e proponendo un modello economico lineare: una singola tariffa per utente (8,80 euro mese) con un numero unico sempre disponibile su fino a nove dispositivi, fissi o mobili.

Altra semplificazione economica riguarda il risparmio pari al 50% del costo di possesso, nessuna tariffa aggiuntiva per le chiamate in tutta Europa e stesse condizioni per qualsiasi filiale in tutto il Vecchio Continente. Per questo Nfon si considera l’unico fornitore “paneuropeo”.

Quella italiana è la quattordicesima filiale inaugurata in Europa dal gruppo tedesco, che intende ampliare la presenza internazionale: «Siamo orgogliosi di poter offrire i nostri servizi cloud in Italia con effetto immediato», afferma Hans Szymanski, Chief Executive Officer e Chief Financial Officer di NFON AG, aggiungendo: «L’Italia, con circa 22 milioni di lavoratori, è tra i mercati europei chiave per la trasformazione e la digitalizzazione, insieme a Regno Unito, Spagna, Francia e Germania. Sfrutteremo questo potenziale per la crescita della telefonia via cloud».

Hans_Szymanski, Ceo e Cfo di Nfon

Hans_Szymanski, Ceo e Cfo di Nfon

Promesse mantenute

A dar peso alle affermazioni del Ceo di NFON sono soprattutto i risultati sin qui dimostrati, con una crescita costante a partire dalla nascita della società a Monaco di Baviera nel 2007, per arrivare oggi a oltre 30mila aziende clienti.

Nel 2018 la quotazione presso la borsa di Francoforte nel listino Prime Standard, che ha permesso l’espansione, con l’acquisizione di Deutsche Telefon Standard AG, all’inizio del 2019, e il lancio del nuovo prodotto di punta: Cloudya.

L’ultimo anno ha portato i risultati attesi dagli investitori e si è concluso, rivela il Ceo, con un 21% di ricavi in più, un 27% di clienti in più e una crescita del 25% dei ricavi ricorrenti (su base mensile) che rappresentano circa l’80% dei ricavi totali. Il tutto per un fatturato di 43 milioni di euro.

Già pianificata la prossima apertura della filiale francese, contando di replicare lo spirito di “startup adulta”, cioè voglia d’innovare e la maturità di 12 anni di storia.

L’obiettivo per il futuro è di continuare a crescere per diventare il numero uno in Europa, dichiara il manager tedesco, che presenta quindi il responsabile della filiale italiana: Marco Pasculli, volto ben noto nel settore della telefonia in Italia, visti i suoi trascorsi presso Nortel Networks, Avaya, Huawei Enterprise Division e Alcatel-Lucent Enterprise.

Marco-Pasculli, managing director di Nfon

Marco-Pasculli, managing director di Nfon

«Marco risponde perfettamente ai requisiti della posizione di Managing Director e conosce il settore come il palmo della sua mano. Siamo entusiasti di poter collaborare con lui e di portare avanti il successo della nostra storia in Europa con l’Italia», conclude Szymanski.

Libertà per la comunicazione aziendale e le soluzioni Premium

Pasculli sottolinea la strategia: «Vogliamo la libertà della comunicazione cioè: una sola tariffa, lo stesso piano per tutte le imprese europee, tutti i servizi inclusi e la possibilità di scindere il contratto ogni mese».

Il cloud abilita questo modello, grazie a due data center in Europa, geo-ridondanti e conformi alle normative internazionali, GDPR incluso, ovviamente,

Un modello di per sé aggressivo, cui si aggiunge la strategia di Nfon che «non si limita alla vendita di telefonia a una qualsiasi azienda italiana, ma sviluppa soluzioni che, svolgono un ruolo essenziale nella modernizzazione delle esigenze di comunicazione all’interno di interi comparti industriali», sostiene ancora Pasculli.

Nhospitality e Ncontactcenter e Neorecording sono alcune delle prime soluzioni offerte da Nfon al 100% attraverso il canale indiretto.

Tre soluzioni definite “Premium”, che rispondono direttamente alle esigenze di molte aziende italiane.

Più in dettaglio, Nhospitality è pensata per soddisfare le esigenze di comunicazione delle strutture alberghiere: circa 33mila hotel e 22mila agriturismo in Italia, evidenzia il manager italiano. Strutture che, che devono rinnovarsi superando le vecchie funzioni integrando nuovi servizi da “hotel 5 stelle”, abbattendo i costi di gestione e manutenzione dei vecchi centralini, per scegliere sistemi as a service semplici, da utilizzare, e una comunicazione aziendale moderna e flessibile, grazie alla quale ottimizzare i processi e ridurre i costi al minimo, spiega Pasculli.

Ncontactcenter permette alle tante imprese che raggiungono la clientela attraverso il telefono di configurare le risorse in maniera dinamica, fronteggiando la scalabilità con un semplice clic per aumentare o diminuire le linee attive.

Neorecording soddisfa le esigenze delle aziende che chiudono le vendite al telefono attraverso la registrazione vocale del contratto. Il servizio è conforme alle stringenti normative sia tecniche sia legali, per la registrazione, fornendo capacità di indicizzazione e archiviazione permanente in storage protetti.

Soluzioni che si rivolgono a specifici mercati, dai quali partiranno gli sforzi delle sette persone che animano la nuova filiale.

Le opportunità della Unified Communication in cloud

Le potenzialità per Nfon sono elevate in generale: secondo la società di ricerca MZA, i numeri di telefono in cloud erano 13 milioni nel 2017 e raddoppieranno entro il 2022. Inoltre, Marcus Krammer, vice president New Product, Merge & Acquisitions di Nfon, sottolinea: «in Europa ci sono 439 milioni di abitanti, 135 milioni di telefoni fissi, 143 milioni di dipendenti nelle piccole e medie imprese e altri 67 milioni nelle medio grandi e grandi aziende. Numeri impressionanti che si abbinano a un momento di trasformazione del mercato che va in direzione del cloud, mentre il tasso di adozione del centralino in cloud in Italia è ancora molto basso».

vecchio centralino

Il vecchio centralino ha fatto il suo tempo

Szymanski, inoltre, mette in risalto««la Germania si sta affermando come nazione molto “cloud-friendly” e NFON sarà uno dei principali attori del processo di digitalizzazione».

Quello che potrebbe apparire un mero slogan è reso concreto dalla semplicità del modello cloud, che si sta affermando dappertutto, e dall’architettura di adottata.

Più in dettaglio, il modello di Nfon prevede l’assegnazione di un numero d’interno a ciascun utente, ma non c’è la connessione fisica al centralino, poiché il Cloud PABX virtualizza il collegamento. Il numero è una sorta di identificativo, al quale possono essere abbinati, come accennato fino a 9 nove dispositivi, attivabili dall’utente. Per esempio, spiega Szymanski, «posso indirizzare le chiamate che arrivano al fisso sulla scrivania in ufficio verso il cellulare, quando sono in vacanza e nessuno potrà accorgersi che non stia rispondendo dall’ufficio, ammesso, che sia una buona idea “portarsi” il telefono aziendale in vacanza».

Cloudya: anytime, anywhere, any device

La soluzione plug and play Cloudya adotta il tipico approccio delle applicazioni in cloud: semplicità tipo plug and play, in qualsiasi luogo, momento e con ogni dispositivo, che sia facile da gestire, affidabile e sicura, come precisa Krammer:«Sono queste le caratteristiche che il cloud PABX deve garantire, permettendo di scalare senza problemi: per esempio aggiungendo linee con un semplice clic on demand per fronteggiare le attività di picco, per poi eliminare i numeri aggiunti appena terminano di servire».

Il provisioning è automatico, il che consente un’istallazione immediata, evidenzia ancora Krammer, che ci mostra in una demo, il rapido accesso alle funzioni di Unified Communication e il facile utilizzo di Cloudya.

Questa, tra l’altro, permette di configurare softphone per android, Windows e Apple, su browser Google Chrome, Safari, Mozilla Firefox.

Gaetano Di Blasio ha lavorato presso alcune delle principali riviste specializzate nell’ICT. Giornalista professionista, è iscritto all’ordine dei giornalisti della Lombardia ed è coautore di rapporti, studi e Survey nel settore dell’ICT. Laureato in Ingegneria.