La digital transformation è solo all’inizio

Le percentuali di adozione delle tecnologie emergenti considerate “disruptive”, sono ancora basse, Avaya è tra le imprese che stanno sviluppando soluzioni innovative che cambieranno il business

Artificial intelligence, realtà aumentata, machine learning sono tra le frontiere tecnologiche  della digital transformation, che stanno preparando una nuova era per il business, basta osservare il volume di servizi digitali che quasi quotidianamente prendono piede. La disponibilità di dati e dispositivi, pensiamo ai big data derivanti dall’IoT e alle capacità di analisi dei sistemi computazionali di ultima generazione, lasciano intendere che grandi novità si stanno affacciando sul mercato.

Novità accomunate dall’integrazione fra servizi, dispositivi e persone, che, come affermano gli analisti di Gartner rappresenta il 60% dello sforzo necessario per costruire una piattaforma digitale.

Altri elementi che contribuiscono a delineare la trasformazione in atto sono:

  • Human centric , cioè la capacità di collegare i suddetti elementi in maniera intelligente ai fini di rendere semplice la fruizione del servizio da parte di ciascun individuo;
  • Velocità, perché le persone si aspettano servizi che diano risposte in tempo reale e in mobilità, (ma vale anche in ambito B2B perché le organizzazioni devono rispondere a esigenze che cambiano molto rapidamente);
  • Smart, cioè la capacità di raccogliere grandi volumi di dati da cui estrarre informazioni rilevanti senza perdita di contesto, in modo da realizzare piattaforme digitali intelligenti, che possano, per esempio, automatizzare processi.

Avaya Breeze oltre la comunicazione

Queste caratteristiche sono alla base dell’Extended Enterprise, cioè, nella visione di Avaya di una moderna organizzazione capace di connettere senza soluzione di continuità clienti, soluzioni e servizi in real time, superando silos tecnologici e organizzativi, come spiegano i responsabili della società finora nota per l’innovazione in ambito communication, presentando la piattaforma Breeze come “il cuore e il cervello” di un’architettura siffatta.

Breeze nasce come singolo ambiente integrato, capace di fornire funzionalità che spaziano dal dominio del Team Engagement (UC&C) al dominio del Customer Engagement, ma, sulla richiesta del mercato si è evoluta superando i confini tra le tecnologie, diventando uno strumento sempre più indispensabile in una logica di integrazione in tempo reale.Digital Transformation Con Avaya Breeze

Paolo Bergamini, Avaya Solutions Engineering Director Europe South di Avaya, ci spiega: «Unified Communication e contact center classici non esistono più. Oggi c’è l’esigenza d’integrare elementi fino a ieri esterni a queste tecnologie. Per questo Breeze diventa una piattaforma non “semplicemente” ad alto valore aggiunto, ma necessaria».

Quindi, continua il manager: «Avaya continua ad aggiornare Breeze per renderla più, accessibile, semplice da configurare e leggera anche dal punto di vista dei costi e del licensing».

Use case senza limiti

Se ci soffermiamo alle comunicazioni possiamo osservare la complessità nella gestione di eventi come il Superbowl, ma nel momento in cui si può integrare altri dispositivi l’ambito di sviluppo non ha confini. Per esempio negli Stati Uniti è stato realizzato un servizio per il noleggio di auto di lusso, che monitora vari parametri da remoto. Se il guidatore dimentica le chiavi in auto, il servizio se ne accorge e in automatico blocca l’accesso al veicolo, avvertendo tramite un app il proprietario e contestualmente inviandogli il codice di sblocco. È uno dei possibili progetti di digital transformation.

Servizi avanzati per il noleggio di auto di lusso

«In Avaya stiamo progettando diversi use case, che potranno presto trasformarsi in business case, per esempio nell’ambito della pubblica sicurezza», racconta Bergamini. Si possono collegare le informazioni dei dispositivi wearable indossati dalle persone coinvolte in un incidente e migliorare l’intervento dei medici. Nel caso di un incendio si possono raccogliere le foto che vengono scattate da chi si trova nella zona per comprendere l’entità dell’evento.

Le casistiche sono le più varie: servono dati e sistemi integrati.

Essendo un ambiente di sviluppo completamente integrato, Avaya Breeze fornisce una serie di funzionalità a supporto degli sviluppatori, che, tramite un marketplace, una specie di app store, possono condividere, eventualmente anche a pagamento, componenti software e connettori chiamati Snap-in, contribuendo all’evoluzione della piattaforma.

Di fatto, questo modello disegna un’architettura che facilita la creazione di Snap-In, Business Logic modulari e riusabili, capaci di estendere sia in maniera verticale che orizzontale le capacità della piattaforma, traducendosi in un vantaggio competitivo per tutti i partner.

Inoltre, Avaya mette a disposizione l’ ambiente di sviluppo grafico, Avaya Engagement Designer, che permette di sviluppare graficamente dei “communication enabled workflow” secondo lo standard BPMN (Business Process Model and Notation).

Paolo Bergamini, Avaya Solutions Engineering Director Europe South di Avaya

I servizi di Breeze e gli Snap-in di terze parti sono equivalenti ai fini della loro esecuzione Per garantire il massimo controllo e il massimo livello di ingegneria del codice è poi possibile iniettare codice Java completamente custom all’interno di un workflow disegnato con Engagement Designer. Quest’ultimo, pertanto, acquista la capacità espressiva di un tradizionale ambiente di sviluppo.

Avaya sta facendo uno sforzo di “catalogazione” nel cercare di identificare i diversi use case che sfruttano le similitudini dei processi in mercati verticali più o meno affini tra loro.

Questo anche al fin di aiutare gli Avaya DevConnect Partner (sviluppatori, System Integrator e ISV) a commercializzare gli Snap-in, non solo quelli più “general purpose” ,verso i sistemi terzi più diffusi (CRM, ERP, PLM e così via) in modo da alimentare la digital transformation in più settori.

Gaetano Di Blasio ha lavorato presso alcune delle principali riviste specializzate nell’ICT. Giornalista professionista, è iscritto all’ordine dei giornalisti della Lombardia ed è coautore di rapporti, studi e Survey nel settore dell’ICT. Laureato in Ingegneria.