Intel dai chip ai dati per guidare l’innovazione digitale

La cornice di Smau per il Summit di Intel, il cui country manager, Maurizio Riva, fa il punto dell’evoluzione tecnologica e delle tendenze in atto, con il contributo di IDC

Leggi Intel e pensi ai processori, ma Maurizio Riva, country manager di Intel Italia afferma con decisione che, oggi, Intel «è una data company».

In effetti le soluzioni disponibili presso la società statunitense sono tra le più disparate e comprendono sistemi finiti, oltre alla componentistica, la cui integrazione permette la realizzazione di soluzioni di ogni tipo. Soluzioni e dispostivi che generano continui flussi di dati. Tecnologie, esperienze e connettività che alimentano un “circolo virtuoso” di crescita, facendo leva sui dispositivi, da un lato, e sui data center, dall’altro.

Per rimarcare la varietà e la portata delle proprie soluzioni Intel ha portato sul palco quattro casi di successo che vedono protagoniste, anche all’estero, altrettante realtà italiane.

Venendo ai dati di IDC, presentati da Fabio Rizzotto, Head of Local Research and Consulting in IDC Italia, ci sono da registrare soprattutto conferme alla trasformazione in atto, con cloud, mobility, social business e big data e analytics, che sanciscono la progressiva affermazione della Terza Piattaforma, accelerando l’innovazione.

Una piattaforma che si va allargando e che si accompagna a una complementarietà dei paradigmi tecnologi, quali stampa 3D, robotica (droni compresi), artificial intelligence e sistemi cognitivi, virtual reality e realtà aumentata, Internet of things.

Complementarietà dei paradigmi

Tanta innovazione che risponde ai bisogni usuali: ridurre i costi e aumentare i profitti. Rispetto a un recente passato, in cui prevaleva il risparmio, il prossimo futuro promette anche un aumento del business, dovuto principalmente all’aprirsi di nuove modalità d’interazione con i clienti, da un lato, e dallo sviluppo di nuove attività e soluzioni, dall’altro.

Più precisamente, IDC identifica tre spinte a innovare, con percentuali ricavate dalle risposte dei manager italiani coinvolti nell’IDC European DX Survey 2017:

  • il 46% innova per migliorare l’interazione con i clienti attraverso la digital experience;
  • il 30% innova per per acquisire maggiore efficienza operativa grazie ad automazione e processi digitali;
  • il 24% innova per generare nuove fonti di fatturato, attivando modelli di business digitali.

Intel intende supportare l’evoluzione digitale attraverso le proprie tecnologie e soluzioni, investendo prioritariamente nelle seguenti aree: cloud (& data center), artificial intelligence, e network, memory, FPGA (Field Programmable Gate Array), 5G, data rich things e device. Quindi certamente processori scalabili e soluzioni che ottimizzano l’elaborazione in base al workload, le reti, lo storage. Il tutto rendendo più semplice la messa in opera, sempre per soddisfare le diverse esigenze, grazie alla settima generazione di processori core e alla Intel Optane memory.

Aspettando l’ottava «progettata per quello che deve ancora arrivare», afferma Riva, mostrando quello che all’apparenza sembra una batteria di un cellulare, grande quanto una carta di credito solo un po’ più spessa, che in realtà è un potente pc. La miniaturizzazione sta portando l’intelligenza computazione all’edge, dove con analytics di ultima generazione si trasformerà sempre più in intelligenza artificiale.

Prima di lasciare la parola ai casi realizzati dai clienti, Riva annuncia le priorità strategiche per il prossimo futuro: la crescita nei data center e quanto c’è a corollario, continuo sviluppo del business sui client, crescita nei dispositivi IoT, massima concentrazione sul fronte memory e FPGA.

Gaetano Di Blasio ha lavorato presso alcune delle principali riviste specializzate nell’ICT. Giornalista professionista, è iscritto all’ordine dei giornalisti della Lombardia ed è coautore di rapporti, studi e Survey nel settore dell’ICT. Laureato in Ingegneria.