Panasonic Visual technology per l’arte di Marina Abramović

L’allestimento della mostra «Marina Abramović, The Cleaner» si è avvalsa della tecnologia Panasonic Visual per valorizzare la gran parte di materiale video

C’è la tecnologia Panasonic Visual dietro la mostra organizzata dal museo Moderna di Stoccolma dedicata all’artista e performer serba Marina Abramović. Ben 120 i lavori esposti, tra cui i primi bozzetti e le performance delle realizzate all’inizio della carriera artistica, sono stati presentati in uno spazio di 10mila metri quadri.

L’allestimento ha visto la collaborazione dell’artista stessa con Lena Essling, la curatrice della mostra.

Allestimento che ha richiessto addirittura tre anni di lavoro, per radunare la collezione di opere di colei che viene riconosciuta come la «nonna dell’arte performativa».

Si tratta della collezione a oggi più ampia in in Europa, comprendendo molti video delle performance artistiche. Per questo è stato fondamentale, spiegano i curatori della mostra, individuare una tecnologia in grado di integrarsi nell’allestimento e valorizzarlo, rappresentando fedelmente il materiale originale.

In particolare, Essling ha dichiarato: «La discussione con Marina, che è maniacalmente attenta alla modalità di esposizione dei suoi lavori, ha richiesto molto tempo. Era essenziale individuare gli strumenti giusti per esporre al meglio un corpus tanto importante. Sia per l’artista che per il museo una parte critica del lavoro è stato decidere come presentarlo e quali strumenti utilizzare».

Panasonic Visual al Moderna Museet di Stoccolma

Panasonic Visual al Moderna Museet di Stoccolma

Otto display LCD TH-55LF8 da 55 pollici e 33 proiettori laser ad alta luminosità Panasonic hanno permesso di raggiungere l’obiettivo.

I display professionali TH-55LF8 sono stati scelti per la luminosità che raggiunge i 500 cd/m2 e l’ampio angolo di visione, oltre al design caratterizzato da una cornice di 6,5 mm.

Le immagini in movimento sono state riprodotte da due proiettori PT-RZ770 a laser da 7.000 e da ventinove PT-RZ570 da 5.200 lumen sospesi al soffitto, scelti nella tonalità cromatica più appropriata per armonizzarsi con la varietà di colori di ogni singola sala della mostra.

Tre proiettori PT-RZ570 sono stati usati per riprodurre la performance Balkan Baroque, che è valsa all’artista la vittoria alla Biennale di Venezia nel 1997, la stessa viene ripresa durante futili tentativi di ripulire da sangue e sporcizia un enorme cumulo di ossa di animali, il cui odore viene, tra l’altro, ricreato ad arte nel museo.

Gaetano Di Blasio ha lavorato presso alcune delle principali riviste specializzate nell’ICT. Giornalista professionista, è iscritto all’ordine dei giornalisti della Lombardia ed è coautore di rapporti, studi e Survey nel settore dell’ICT. Laureato in Ingegneria.