Red Hat potenzia il cloud con la OpenShift Container Platform

La piattaforma Kubernetes per le aziende comprende funzionalità di sicurezza e conformità dei container, ed estende applicazioni e servizi al multi-cloud

 Red Hat, fornitore di soluzioni open source, ha annunciato la disponibilità di Red Hat OpenShift Container Platform 3.6, la più recente versione della piattaforma applicativa container Kubernetes.

La soluzione è conseguenza del fatto che organizzazioni di tutto il mondo si stanno indirizzando verso applicazioni cloud-native come percorso verso la trasformazione digitale, ma esigenze IT quali sicurezza, compliance e coerenza dei servizi devono ancora essere soddisfatti.

Red Hat OpenShift Container Platform 3.6 si propone di consentire di affrontare queste sfide con una nuova guida applicativa PCI-DSS e policy e controlli di rete granulari, oltre a nuove funzionalità volte a garantire la coerenza delle applicazioni in ambienti ibridi e multi-cloud.

In pratica, osserva l’azienda, Red Hat OpenShift Container Platform 3.6 offre una piattaforma container enterprise-ready basata su Kubernetes 1.6, Red Hat Enterprise Linux e il docker container runtime integrato.

Associando queste tecnologie open source, Red Hat ha l’obiettivo di aiutare le aziende a rendere disponibili rapidamente nuovi servizi con il supporto di una soluzione container più stabile, sicura e affidabile basata sulla principale piattaforma Linux del mercato.

Tra le nuove funzionalità pensate per estendere le procedure di sicurezza e conformità vi sono::

  • Una guida applicativa PCI DSS che permette alle imprese che accettano, elaborano, archiviano o trasmettono le informazioni delle carte di credito di comprendere come lo standard PCI DSS impatta Red Hat OpenShift Container Platform e quali considerazioni fare quando adottano la piattaforma.
  • Cifratura secret e signature delle immagini che permette di codificare secret at rest nello storage di backend. OpenShift 3.6 offre la possibilità di applicare l’uso delle signature su immagini nei progetti, offrendo maggiori garanzie che i software tenant che girano su sistemi specifici siano autorizzati a farlo.
  • Potenziamento NetworkPolicy (technology preview) per un maggiore controllo sul modo in cui le applicazioni comunicano tra di loro e quali risorse di rete espongono. NetworkPolicy abilita inoltre gli utenti a rendere i servizi disponibili limitando chi può accedere a una determinata applicazione in rete.

«Le applicazioni cloud-native  non sono immuni alle necessità delle applicazioni tradizionali, comprese sicurezza e conformità, e devono affrontare la sfida aggiuntiva legata all’esigenza di fornire un’esperienza developer univoca su diversi footprint  cloud. La più recente versione di Red Hat OpenShift Container Platform offre nuovi tool e risorse che aiutano a soddisfare queste esigenze, compreso il controllo di rete e la capacità di fornire servizi in modo coerente su diverse offerte cloud», ha commentato Ashesh Badani, vice president e general manager OpenShift in Red Hat.