Oracle accelera sul cloud completando l’offerta con lo IaaS

Crescita a tre cifre di Oracle Italia sul SaaS con molti nuovi clienti e oltre 500mila utenti business attivi. In Europa nuovi data center per l’offerta IaaS.

Analisti, investitori, clienti. L’ecosistema di Oracle premia le strategie della società che punta diretta verso il cloud, perché questo non è una scelta, ma un’ineluttabile punto di arrivo. Fabio Spoletini, country manager italiano di Oracle è tranchant: «Non è questione di se ma di quando si passa al cloud e molti nostri clienti, di cui tanti nuovi, stanno decidendo di farlo prima possibile».

Fabio Spoletini di Oracle Italia

Fabio Spoletini di Oracle Italia

L’Oracle Machine annunciata lo scorso anno sta traghettando molti, ma l’esigenza consolidata sembrerebbe inarrestabile, tanto da lasciare poco tempo all’approccio hybrid. Una tendenza che Oracle ha misurato anche nella recente ricerca “Finance and HR: The Cloud’s New Power Partnership” (realizzata con MIT Technology Review coinvolgendo circa 700 executive), che dimostra i vantaggi di un ambiente cloud unificato, specificatamente nella collaborazione tra il finance e le risorse umane, con il vantaggio di gestire al meglio il percorso di continuo cambiamento aziendale.

Altra ragione per correre verso il cloud riguarda la pressione competitiva, perché le imprese non possono competere, sviluppando tutto in casa, con le startup che nascono in cloud e che adottano approcci collaborativi innovativi.

Proprio sul fronte delle funzioni aziendali, con il marketing in testa, si sviluppa la ricorsa al cloud e si concreta il successo di Oracle. «In Italia stiamo crescendo molto, conquistando nuovi clienti che non sono early adopter ma imprese che portano in cloud processi mission critical», afferma Giovanni Ravasio, Country Leader Applications di Oracle Italia, evidenziando anche che ben 175 partner hanno certificato più di 600 persone su Oracle Cloud.

Spoletini riporta i dati Assinform, che nel cloud conta in parte anche l’outsourcing, la quale parla di una cresca pari al 23%, a fronte di un mercato globale che (su ben altri numeri – ndr), sale del 18%, secondo Gartner.

Un’offerta cloud pubblica end to end

Poiché ciascuno si trova in una propria situazione di partenza, il percorso verso il cloud sarà differente, ma, sempre a detta del country manager di Oracle, il punto di arrivo sarà il cloud pubblico, perché «si devono accettare le regole del cloud e adottare un approccio “vanilla”, evitando le personalizzazioni e, piuttosto, adattando il business alle soluzioni in cloud per sfruttarne al massimo le caratteristiche e lasciare completamente al fornitore l’onere della gestione degli aggiornamenti».

La sfida nel mantenere i clienti dovrà affrontarla il vendor, che si troverà a competere in un mercato sempre più globale, ma sarà bene ricordare un’altra regola del cloud e controllare con attenzione i contratti per evitare situazioni di sostanziali lock-in.

L’offerta cloud di Oracle si è ulteriormente arricchita con l’arrivo della componente IaaS, che si aggiunge al Data as a Service, al Software as a Service e al Platform as a Service, arrivando così a completare un portfolio di servizi cloud end to end, spiega Emanuele Ratti, Country Leader Cloud Infrastructure.

Emanuele Ratti di Oracle Italia

Emanuele Ratti di Oracle Italia

Questi sottolinea anche che Oracle «ha una completezza di modelli unica, che consente di muoversi verso il cloud “con i propri ritmi”. Lo scopo comune è sempre quello di rimuovere la complessità, favorire l’agilità e l’integrazione fra sistemi, liberare risorse da dedicare all’innovazione e alla creazione sempre più rapida di nuove applicazioni e servizi».

Sottolineando l’ingresso di Oracle in molti quadranti di Gartner relativi al cloud, in cui mancava (per esempio Mobile Application Development, all’Enterprise Application Integration as a Service), Spoletini aggiunge: «Questa visione è riconosciuta dal mercato, come dimostrano i dati dell’ultimo anno fiscale, concluso il 31 maggio 2017, che vedono una crescita superiore al 60%, mentre in Italia è stata a tre cifre negli ultimi dodici mesi».

Tutto questo a fronte d’importanti investimenti, compresa l’apertura di vari data center di ultima generazione ad alta affidabilità “incrociata” (ogni polo è composto da 3 data center posti a distanza di una trentina di chilometri). Ce ne sono in Olanda, Regno Unito e, i più nuovi operativi dal prossimo ottobre, in Germania.

Oracle e l’impegno in Italia

Diverse le realizzazioni i con le imprese, tra cui Ravasio cita i casi di Siram, Illy Caffè e alcune aziende del gruppo Ferrovie dello Stato quali Thello e Serfer. Si tratta di soluzioni innovative, in cui si sperimenta il cloud per accrescere la customer experience o si sfruttano le capacità delle soluzioni Oracle cloud in ambito Digital Marketing e Human Capital Management e nell’ERP o l’Enterprise Performance Management.

Lodevole, inoltre, il progetto con il Talent Garden, guidato da Ratti per promuovere l’open innovation e creare “contaminazioni” profittevoli con le startup. A questo si aggiungono anche i progetti di alternanza scuola-lavoro in alcuni istituti superiori.

Gaetano Di Blasio ha lavorato presso alcune delle principali riviste specializzate nell’ICT. Giornalista professionista, è iscritto all’ordine dei giornalisti della Lombardia ed è coautore di rapporti, studi e Survey nel settore dell’ICT. Laureato in Ingegneria.