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Survey 2009

UNIFIED COMMUNICATION
E BUSINESS COLLABORATION
NELLE AZIENDE ITALIANE

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La parola ai protagonisti


Gianfranco Ulian - Head Pre Sales&Engineering
Venerdì 11 Giugno 2010

Gianfranco UlianSiemens Enterprise è una società che appartiene alla storia delle telecomunicazioni e le cui ultime innovazioni la pongono tra quelle che guidano l’evoluzione delle comunicazioni e la convergenza con il mondo office e le reti mobili.

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Massimo Vulpiani - Country Sales Manager per l’Italia
Venerdì 11 Giugno 2010

Massimo VulpianiIl mercato della sicurezza è molto cambiato nel corso degli anni, puntando sempre più sulla prevenzione e, soprattutto, sul controllo e il governo della security aziendale, piuttosto che sulla “semplice” protezione. Rsa è pure cambiata, anticipando queste tendenze nel mantenere una strategia costante: considerare la sicurezza come un fattore di business.

Storicamente, la sicurezza è vista come un costo, ma ormai stanno diventando sempre più le aziende che hanno compreso qual è il rapporto tra innovazione, sicurezza e business. Le imprese stanno cambiando approccio, partendo da subito a valutare le soluzioni di Risk Governance e Compliance.

Anche in Italia vediamo confermati i risultati che ci arrivano a livello internazionale dal “Security Business Innovation Council”, un’iniziativa lanciata da Rsa qualche anno fa e che consiste nella produzione di un rapporto annuale sul binomio innovazione-sicurezza da parte di un “consiglio” di top manager e CIO.

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Andrea Scaietti, Country business manager di HP ProCurve
Venerdì 11 Giugno 2010

Andrea ScaiettiL’elemento che contribuisce più di tutti a definire e abilitare il mondo della Unified Communication è rappresentato dall’infrastruttura di rete, che costituisce il substrato su cui si realizzano le necessarie condizioni di convergenza tra voce-dati e tra fisso-mobile che rendono possibile la transizione verso il futuro della comunicazione. Sulla rete si appoggiano le applicazioni orientate alla comunicazione unificata e alla business collaboration e, pertanto, è necessario che l’infrastruttura di networking sia, nel contempo, efficiente, flessibile, affidabile e sicura.

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Andrea Scaietti - Business Country Manager per l’Italia
Venerdì 11 Giugno 2010

Andrea ScaiettiSicurezza e networking costituiscono un binomio ormai indissolubile reso centrale nelle strategie aziendali dall’esigenza di disporre di un’infrastruttura di rete a supporto di ogni attività di business. Questo binomio rappresenta anche un crocevia, nel processo di convergenza tra IT e business, che segna il definitivo riconoscimento dell’infrastruttura di rete come elemento critico per il successo aziendale e, in quanto tale, da rendere intrinsecamente sicura.

Ecco perché la sicurezza si colloca ora tra i temi centrali da affrontare nel predisporre un’infrastruttura di rete moderna, accanto agli aspetti di affidabilità, prestazioni, convergenza e mobilità.

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Paolo Maina, Converged Communications Offering Manager
Venerdì 11 Giugno 2010

Paolo MainaLa migliore referenza che IBM è in grado di portare a supporto dell’efficacia delle proprie soluzioni di comunicazione e collaborazione unificata è IBM stessa. Stiamo parlando, infatti, di una realtà tra le prime al mondo che conta 400mila persone e che, per scelta strategica, si pone come sperimentatore e testimonial dell’efficacia di queste tecnologie e processi.

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Riccardo Rutili - General Manager Italia
Venerdì 11 Giugno 2010

Riccardo RutiliLa sicurezza del business dipende in modo biunivoco dalla sicurezza delle macchine su cui girano i programmi applicativi e questo, a sua volta, richiede che l’ambiente che ospita le macchine sia affidabile e rispetti le caratteristiche richieste dagli apparati. Il problema è che garantire l’alimentazione elettrica e il raffreddamento degli apparati può risultare molto dispendioso. Servono apparati per realizzare un’infrastruttura che non solo garantisca l’assoluta continuità operativa delle applicazioni business, ma lo faccia anche in modo dinamico, aumentando o riducendo il consumo energetico e il condizionamento in base alle effettive esigenze. Inoltre, non tutti i rack presenti in un data center sopportano il medesimo carico di lavoro nello stesso istante e, di conseguenza, non tutti hanno contemporaneamente uguali esigenze energetiche e di condizionamento.

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Gianpietro Freddi - Amministratore delegato e direttore generale di Selta
Venerdì 11 Giugno 2010

Gianpietro FreddiLa mission di Selta è la realizzazione di Reti che apportino valore ad un’azienda e contribuiscano al suo successo.

 Selta è una società italiana che grazie al suo impegno occupa una posizione unica nel panorama nazionale e molto significativa anche in quello internazionale, nel campo delle tecnologie delle reti.

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Andrea Ghislandi - General Manager di DI.GI. International,
Venerdì 11 Giugno 2010

Andrea GhislandiDI.GI. ha iniziato la propria esperienza di System Integrator nel mondo Unix e Storage, per sviluppare subito dopo anche competenze ed esperienze nel mondo mainframe, fino a diventare nel 1996 Premier Business Partner Ibm.

Tuttora, Il mainframe costituisce uno degli asset IT più importanti nelle infrastrutture dei nostri clienti, soprattutto per le applicazioni, cui devono garantire continuità. Nonostante il porting di molte applicazioni nel mondo open e l’apertura verso quest’ultimo, il mainframe rimane la scelta preferita soprattutto per la business continuity e il disaster recovery, oltre che per l’affidabilità, sia nel sito primario sia in quello remoto. Il Disaster Recovery nel mondo mainframe è sicuramente più economico che in quello open.

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Danilo Ciscato , marketing director per l’area mediterranea di Cisco
Venerdì 11 Giugno 2010

Danilo CiscatoDopo la prima fase in cui Internet ha consacrato la cosiddetta Era dell’Informazione, oggi si assiste a un nuovo fenomeno che investe la sfera sociale molto più che quella tecnologica. È il momento della “Partecipazione”, cioè di una fase che supera la stessa interazione tra persone ed enfatizza quello che Cisco da tempo chiama lo “Human Network Effect”: è il momento in cui gli utilizzatori di Internet e dei servizi veicolati attraverso di essi partecipano alla creazione dei contenuti e dei servizi stessi.

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Mariangela Fagnani - Risk Management Services Leader
Venerdì 11 Giugno 2010

Mariangela FagnaniIbm ha lanciato una sfida: come trattare le informazioni e sfruttare la tecnologia per rendere il Pianeta più intelligente, cioè migliorare i processi delle aziende, come pure migliorare la vita dei cittadini. Ma un Pianeta più intelligente, dove tutto e tutti sono interconnessi e dove crescono ogni giorno i mezzi tecnologici a disposizione, deve essere più sicuro. Questo non significa “semplicemente” proteggere l’IT aziendale, ma realizzare un’infrastruttura sicura e “resiliente”, considerando quindi anche la continuità dei processi e delle operazioni di business.

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Gianni Altamura - Country Manager di Ipanema Technologies
Venerdì 11 Giugno 2010

Gianni AltamuraLa diffusione di infrastrutture di Unified Communication come abilitatrici di un nuovo modo di lavorare, più produttivo, efficiente e in cui il contatto deve essere possibile sempre, ovunque e indipendentemente dal tipo di terminale usato, sta cambiano profondamente la realtà infrastrutturale degli ambienti IT.

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Danilo Ciscato - Marketing Director Mediterranean Area
Venerdì 11 Giugno 2010

Danilo CiscatoCisco è da sempre una delle principali promotrici della convergenza, che, dal trasporto, ha esteso dapprima ai servizi e successivamente alle applicazioni. Oggi, Cisco guida la transizione della rete da mezzo di connessione e trasporto verso il “network as the platform”, attraverso tecnologie che fanno riferimento a tre architetture principali: Borderless Network, Collaboration, Data Center Virtualization.

Da semplice “tubo” per Internet e la connettività, la rete sta evolvendo in una piattaforma che abilita esperienze e facilita la transizione verso un modo di lavorare che consente la diffusione di nuovi modelli di business basati sulla collaborazione, sostenuti dall’offerta di servizi e applicazioni che trasformano la Rete in una human network su cui comunicare, lavorare in team e produrre innovazione senza vincoli di luogo, spazio e tempo.

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Maurizio Rizzi - Storage platform leader di IBM
Venerdì 24 Ottobre 2008

IBM continua a rafforzarsi nel settore dello storage. Dall'inizio del 2008 due acquisizioni importanti hanno contribuito ad accelerare ulteriormente il nostro impegno su due direzioni importanti: l'area del Web 2.0 e quella della deduplicazione dei dati.
Ai primi di gennaio, con l'acquisizione di XIV, Ibm ha ottenuto un'architettura tecnologica nel campo dello storage che va a indirizzare in modo specifico le aree di Web 2.0, del digital content e dell'archiving. Si tratta di settori fondamentali per affrontare la crescita dei dati destrutturati e che vengono indicati da tutti gli analisti come quelli emergenti. Al di fuori del mercato italiano, questo trend verso l'accentramento dei dati e la condivisione attraverso il Web - si pensi a YouTube - si avverte in misura maggiore, ma si tratta di tendenze che cominciano ad affacciarsi rapidamente anche nel nostro Paese.

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Raffaele Persico - Amministratore Delegato del Gruppo Terasystem
Venerdì 24 Ottobre 2008

L'ottimizzazione del data center. A chi non interessa avere un'infrastruttura più efficiente, dinamica, adattativa, pronta, flessibile, meno costosa e rispettosa dell'ambiente? Sembra una domanda come quelle che faceva Catalano vent'anni fa a "Quelli della Notte". Certo, rimane dello scetticismo, ma se tutti, proprio tutti, i vendor promettono la stessa cosa, ci sarà da crederci. Solo che tra il dire e il fare....
La progettazione o, peggio, la "ristrutturazione" di un data center è un progetto complesso che richiede specifiche conoscenze non solo infrastrutturali, ma legate ai processi, alle applicazioni.
Troppo spesso, però, ci si trova di fronte a voluminosi rapporti di faticosa lettura, preparati da blasonati consulenti, dopo giorni e giorni di analisi portate avanti non di rado da ingegneri neolaureati (che se non sono entrati in un data center per la prima volta, poco ci manca).

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Dario Pardi - Regional Vice President Southern and Benelux di Hitachi Data Systems
Venerdì 24 Ottobre 2008

L'economia sta attraversando una fase di incertezza. Quello che le aziende chiedono ai reparti IT e ai loro manager è di fornire quella flessibilità e quei benefici economici che risultino funzionali al business. In pratica, l'IT deve essere flessibile, con un buon rapporto costi-prestazioni e attento all'ambiente, in modo da apportare non solamente benefici operativi per le applicazioni ma anche per quanto concerne l'infrastruttura, a partire dall'aspetto energetico. Per Hitachi Data Systems quello che si prospetta è quindi un anno in cui si assisterà ad un maggiore utilizzo dell'archiving, la data mobility costituirà un requisito fondamentale, la virtualizzazione sarà un approccio sempre più utilizzato per aggiungere valore alle risorse di storage.

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Server & Storage
Ricerca IBM: creata la mappa 3D più piccola del mondo Stampa E-mail
Scritto da Valentina Civiletti   
Lunedì 14 Giugno 2010 15:19

La mappa 3D è in grado di ridurre i costi e facilitare la creazione di oggetti in nanoscala.

I ricercatori IBM hanno creato una mappa 3D della terra così piccola che mille di queste mappe potrebbero essere inserite in un grano di sale. Questa tecnica di “pattering” apre nuovi orizzonti allo sviluppo di dimensioni nanometriche in settori quali l’elettronica,la tecnologia dei chip del futuro, la medicina e le scienze naturali.

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Con NetApp, Cisco, e VMware un IT che riduce i costi e migliora l’efficienza Stampa E-mail
Scritto da Giuseppe Saccardi   
Giovedì 18 Febbraio 2010 13:14

Antonia FiginiFinalmente una risposta alle esigenze dei responsabili del budget aziendale che si sentono continuamente chiedere nuovi fondi per il reparto IT perché le applicazioni sono sempre più complesse, la virtualizzazione ha ridotto il numero di server ma ha complicato la gestione e si spende sempre più tempo peri test di integrazione, con il risultato di ritardare l’entrata in produzione delle nuove applicazioni e dei nuovi processi aziendali.

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http://www.reportec.it/index.php?option=com_content&view=article&id=443

 
Con NetApp, Cisco, e VMware un IT che riduce i costi e migliora l’efficienza Stampa E-mail
Scritto da Giuseppe Saccardi   
Giovedì 18 Febbraio 2010 13:08

Antonia FiginiFinalmente una risposta alle esigenze dei responsabili del budget aziendale che si sentono continuamente chiedere nuovi fondi per il reparto IT perché le applicazioni sono sempre più complesse, la virtualizzazione ha ridotto il numero di server ma ha complicato la gestione e si spende sempre più tempo peri test di integrazione, con il risultato di ritardare l’entrata in produzione delle nuove applicazioni e dei nuovi processi aziendali.


Ridurre il budget all’IT, o perlomeno non doverlo continuamente incrementare, ma senza ridurre la sicurezza e la flessibilità nell’erogazione delle applicazioni core business è l’obiettivo che, con la definizione della architettura “Secure Multi-tenancy” si sono date tre delle principali aziende del settore: NetApp, Cisco e VMware.
L’obiettivo dell’accordo che hanno siglato, che è destinato a cambiare profondamente il modo in cui si affronta il la gestione dei sistemi IT in ambienti virtualizzati e cloud, ha già dato il via ad una collaborazione pratica che si è concretizzata in soluzioni già a disposizione delle aziende ed ha portato alla definizione di una architettura “omnicomprensiva” che permette di rendere più efficienti, dinamici e sicuri i propri data center.
Per “omnicomprensiva”, che corrisponde a quanto di solito riferito con il termine anglosassone “end-to-end”, i tre partner intendono una soluzione che comprende in un unico insieme tutto quanto necessità per realizzare il supporto elaborativo delle applicazioni business, da quelle di office a quelle amministrative, data base, SAP, email, eccetera.
Di solito, per poter far girare queste applicazioni serve dotarsi di una rete trasmissiva, di server, di storage e di software per creare un ambiente virtualizzato per le applicazioni.
Inutile parlare delle complicazioni che derivano dal dover realizzare progetti e gare per dotarsi delle tre singole componenti, fare i test di integrazione e certificazione, approntare sale di test, impianti pilota e quant’altro. Per non parlare poi degli aggiornamenti che bisogna apportare ogni volta che una sola di queste parti ha modifiche hardware o software che costringe a rifare i test di interoperabilità.
In queste condizioni è comprensibile perché oltre il 70-80% del budget faticosamente ritagliato dai margini aziendali per l’IT se ne vada per la sola gestione invece che in nuovi progetti.
“Con la soluzione ora disponibile la cosa cambia profondamente, e a tutto beneficio delle aziende clienti ”, evidenzia Antonia Figini, country manager di NetApp Italia. “Con l’approccio ideato tutto quanto necessario alle applicazioni e a far funzionare uffici e produzione viene fornito in un unico insieme già preconfezionato e testato e su di esso è sufficiente calare le applicazioni business per essere subito operativi, con un risparmio molto consistente di risorse e budget”.

 

Una facile attribuzione di costi

Ma disporre di una soluzione integrata è solo uno dei vantaggi che si offrono agli utilizzatori.
Un secondo beneficio non meno importante è costituito dal fatto che si tratta di una architettura che permette, sulla medesima infrastruttura, di supportare più utilizzatori. E’ quello che in letteratura è indicato con terminologia anglosassone, di certo familiare agli informatici ma forse meno nelle altre direzioni aziendali, come “Multitenant”. In sostanza, non servono più sotto reti, server o storage dedicati alla singola unità aziendale, divisione oppure ad una delle aziende del gruppo o di quelle che fanno capo ad un unico centro servizi.
Basta un unico centro e risorse condivise che vengono assegnate ai richiedenti (uffici, divisioni, reparti di produzione, di sviluppo e test prodotti, eccetera) in base alla richiesta e all’esigenza del momento; inoltre con la soluzione Cisco, NetApp e VMware le risorse che vengono assgnate agli utilizzatori pur essendo fisicamente condivise, sono virtualmente divise in  modo da garantire una  completa  sicurezza.
I benefici in termini di economia di scala e di personale di gestione sono, se non enormi, perlomeno molto consistenti e diventa anche immediato attribuire chiaramente ad ogni entità che ne fruisce il costo dell’utilizzo delle risorse IT.
Chi chiede un nuovo server oppure più storage o maggiore capacità di rete sa a questo punto che il tutto gli può essere fornito immediatamente (così non ha scuse per i ritardi nei processi e nell’workflow) ma il relativo costo non confluirà più nelle spese generali, elettricità compresa, ma verrà direttamente dedotto dal suo budget o attribuito al suo centro di costo.
Cosa che peraltro permette di premiare le entità più virtuose, attente a come si usano le risorse aziendali e all’impatto in termine energetico sull’ambiente.
Per mutuare quanto si sta da tempo dibattendo in politica, ma decisamente con maggior tempismo, diventa possibile attuare una politica di “federalismo” dei costi in sostituzione di un oramai inaccettabile rimborso a “piè di lista”.

 

Un unico punto di contatto

Per semplificare l’adozione della soluzione e l’accesso ai servizi di supporto le tre società costituiscono tre singoli punti di contatto, ognuno in grado di fornire sia l’intera architettura in termine di apparati che di servizi di installazione, supporto e manutenzione postvendita
Il singolo centro diventa in questo caso il punto di collezione delle esigenze del cliente e di convogliamento dei problemi, che si fa carico di risolvere anche se il problema stesso è dovuto ad una parte della piattaforma non di propria produzione. Ad esempio, il punto di contatto di NetApp è in grado di farsi carico h24 anche di problemi attinenti la rete dati e il software di virtualizzazione, rispettivamente di Cisco e di VMware.
“Con la soluzione Secure Multi-tenancy, NetApp e i suoi partner forniscono alle aziende di qualsiasi dimensione e settore una piattaforma IT assolutamente innovativa, sicura ed in grado di supportare con il minimo dei costi le esigenze in termini di flessibilità e dinamicità delle applicazioni aziendali”, evidenzia Antonia Figini.

 

 
NetApp semplifica la strada verso l’’IT as a Service’ Stampa E-mail
Scritto da Giuseppe Saccardi   
Lunedì 21 Settembre 2009 09:46

Ricardo MatèI momenti di crisi possono tramutarsi in momenti di opportunità per le aziende che hanno una visione chiara e una strategia in linea con le necessità espresse dal mondo industriale e dai settori pubblici. E’ questo il caso di NetApp, uno dei maggiori attori nel settore dello storage, che in un momento economico non particolarmente felice sta ottenendo risultati di mercato sostanzialmente soddisfacenti e che sono la diretta conseguenza di una innovativa strategia di prodotto e di modalità di proposizione sul mercato centrata su partner e system integrator.



“Abbiamo concluso in aprile l’ultimo anno fiscale, che include sei mesi nel mezzo della crisi. Nonostante questo siamo stati però capaci di crescere, cosa che non può essere detta di molti dei nostri competitor. Ciò è dovuto sostanzialmente al fatto che abbiamo dimostrato di essere caratterizzati da dinamismo, capacità di visione e da un portafoglio di offerta con soluzioni molto valide che rispondono alle esigenze di efficientamento e razionalizzazione delle piattaforme Data Center. Ora siamo i terzi in termini di market share e molto vicini alla seconda posizione ma, se consideriamo il numero di terabyte consegnati, siamo già il numero due”, ha affermato Ricardo Maté, Region Director EMEA di NetApp per l’area mediterranea.
Va osservato che nel posizionamento di NetApp sul mercato un ruolo primario lo assume anche la sua strategia di partnership, che la società intende continuare a rafforzare.
“La nostra strategia sarà ulteriormente centrata sui partner, sul canale e sui system integrator per fornire soluzioni sempre più evolute atte a realizzare data center dinamici, fornire piattaforme per il cloud enterprise e per la fruizione delle infrastrutture sotto forma di ‘IT as a Service’. Si tratta di una strategia globale che è realizzata contemporaneamente in tutte le nazioni in cui Netapp è presente”, ha evidenziato Maté.


Una strategia vincente confermata dalle soluzioni


La strategia centrata sulle soluzioni volta ad abilitare un Dynamic Data Center e sulla implementazioni di infrastrutture Enterprise Cloud, già in atto da tempo, si è poi ulteriormente rafforzata, ha illustrato Roberto Patano, Business Development Manager di NeApp Italia, con il rilascio di una nutrita serie di prodotti che integrano il recente rilascio del sistema operativo Data ONTAP 8. Quest’ultimo, nella vision strategica di NetApp, è destinato a costituire la base per le infrastrutture cloud attuali e future e consentire di passare rapidamente ad un modello dove l’informatica possa essere gestita come un servizio in accordo ad un approccio ITaaS (acronimo di IT as a Service), in modo da poter affrontare facilmente i necessari cambiamenti al modo in cui i data center sono stati sino ad oggi progettati.
“Le esigenze dei clienti stanno mutando, i data center stanno drasticamente cambiando e le imprese sempre più fruiscono di applicazioni, infrastrutture e piattaforme sotto forma di servizio. Con la sua strategia di prodotto e la vision architetturale, NetApp rappresenta il candidato ideale per supportare un’azienda nell’approntare una infrastruttura dinamica di cloud enterprise", ha osservato Roberto Patano.
Si tratta di un’evoluzione non futura ma già in divenire. Va infatti osservato che clienti di livello enterprise, system integrator e i fornitori di servizi stanno già usando le piattaforme Data ONTAP esistenti come fondamenta per una vasta gamma di implementazioni cloud interne ed esterne.
Nello specifico, Data ONTAP 8 aggiunge a quelle già esistenti nella piattaforma NetApp nuove funzionalità per ambienti virtualizzati e infrastrutture condivise, compresa la mobilità dei dati senza interruzione del servizio, la crescita dinamica in modalità scale-out e il supporto di implementazioni di storage delle dimensioni di multipetabyte. Un ulteriore beneficio è che Data ONTAP 8 riunisce Data ONTAP 7G e Data ONTAP GX in un codice unico, con un approccio graduale che è stato pensato per consentire di sfruttare sia le capacità di scale-up e scale-out dei dispositivi storage.
Tra quelle che sono state pensate proprio per favorire una evoluzione verso l’Enterprise Cloud vi sono, in particolare, le funzioni di:
* Secure Multi-Tenancy: si basa sulla tecnologia NetApp chiamata MultiStore ed abilita la realizzazione di una infrastruttura condivisa tra gruppi separati di utenti o clienti enterprise.
* Transparent Data Motion: è una funzione che permette di disporre di un accesso non disruptive ai dati anche durante gli shutdown obbligatori o gli aggiornamenti di sistema in modo da supportare in modo trasparente le fasi di deployment single e multi-site. In pratica, provvede in modo automatico a spostare i dati da una o più unità disco su cui si deve intervenire ad altre di riserva, per poi ripristinare la situazione iniziale una volta terminato l’intervento. Oltre a questo può essere utilizzata anche per migrare in modo trasparente i dati da una piattaforma obsoleta ad una nuova piattaforma.
* Service Automation: sono una serie di funzioni basate su regole per la gestione dei dati e di strumenti che permettono di misurare il grado di utilizzo dell’infrastruttura storage e consentire la fatturazione del servizio ai diversi reparti aziendali.
* Storage Efficiency: sono un insieme di funzioni e di modalità tecnologiche che permettono di migliorare il ROI connesso all’acquisto di storage e ridurre lo spazio, l’alimentazione e il raffreddamento richiesto a livello di data center.

Al nuovo sistema operativo e alle funzionalità pensate per l’Enterprise Cloud si aggiungono anche nuove implementazioni tecnologiche e architetturali.

 

Performance Acceleration Module
E’ la seconda generazione del Performance Acceleration Module, una famiglia di moduli cache basati su tecnologia flash. Permette di migliorare dal punto di vista produttivo le prestazioni senza sovraccaricare l’infrastruttura esistente. Test condotti da NetApp con un carico di lavoro OLTP hanno evidenziato, osserva Patano, che è possibile aumentare il throughput dell’I/O di circa il 78% e velocizzare il tempo di risposta di circa il 30%. Il risultato è enfatizzato dal fatto che si tratta di risultati ottenuti sfruttando meno dell'1% di potenza in più e nessuno spazio addizionale nei rack per i dischi.

 

NetApp Dynamic Data Center (NDDC) Solution
Rappresenta la soluzione NetApp per il data center dinamico ed è costituita da tre componenti. La prima è una infrastruttura orientata al servizio che si basa sulle tecnologie storage NetApp. E una architettura standardizzata che consente di utilizzare e distribuire storage, rete e risorse di calcolo in modo ripetibile al fine di ridurre i costi e aumentare i livelli di servizio. NetApp fornisce queste risorse condivise come fossero dei servizi (IaaS). La seconda componente comprende un cruscotto di gestione del servizio che fornisce processi e best practices che supportano, dove possibile, nel gestire l'infrastruttura e ridurre i costi fissi. La terza componente è una metodologia di realizzazione che sfrutta i Professional Services di NetApp e le competenze dei partner che operano come system integrator per realizzare le infrastrutture ITaaS.
Oltre ai prodotti, alle soluzioni e ai servizi già citati, NetApp ha rilasciato anche la piattaforma DS4243 disk shelf, un sottosistema di dischi SAS/SATA che consente alle aziende di livello enterprise di ridurre l’impronta dello storage grazie all’estrema densità (24TB in 4U), in modo da poter utilizzare in modo più efficiente le risorse dei data center.

 

 
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