Smart Cities: un mercato di oltre 2 trilioni di dollari entro il 2025

Entro il 2050 l’80% della popolazione dei Paesi sviluppati vivrà in Smart Cities. Crearle è un passo obbligato. I suggerimenti di Sirti per come realizzarle

 

La costante urbanizzazione delle società più sviluppate impone un profondo ripensamento di come le città sono organizzate, e di farlo in chiave di Smart Cities. Quello che si evidenzia sempre più è l’esigenza di una regia, di una capacità di progettazione integrata e di una visione di lungo termine per lo sviluppo sostenibile delle smart cities, aree in cui si prevede  che entro il 2050, poco più di una generazione da oggi, finirà con il risiedere l’80% della popolazione dei paesi sviluppati.

«La direzione è chiara: la corsa allo sviluppo delle smart cities è iniziata da tempo ormai e interessa tutto il mondo, anche se la maggior parte dei progetti e degli investimenti si concentrano in USA e Cina. Recenti studi, infatti, dimostrano come il trend sia l’urbanizzazione intelligente», osserva Roberto Loiola, AD di Sirti SpA, società  di primo piano nel panorama nazionale centrata proprio nello sviluppo delle infrastrutture ICT  che costituiscono la base indispensabile e condizione sene qua non per una società ed una economia realmente Smart.

Roberto Loiola, AD di Sirti SpA

Roberto Loiola, AD di Sirti SpA

Peraltro, in nazioni come la Cina, con una popolazione tra le più numerose al mondo, e dove entro il 2025 si potranno contare oltre il 50% delle città intelligenti a livello globale, è stimato che i progetti finalizzati alla realizzazione di smart cities saranno in grado di generare un valore di circa 320 miliardi di dollari. Lo stesso trend è previsto sia in America del Nord sia in quella Latina. Si tratta di un volume di investimenti che agirà da forte  propulsore dell’economia.

Ma l’Europa non è da meno: la Commissione Europea è profondamente attiva in questo senso e gli investimenti in progetti per le città intelligenti raggiungeranno livelli tra i più ragguardevoli al mondo.

L’impatto sull’economia e sul sociale  si prevede molto forte, e con ottime ragioni. Smart City vuol dire in sintesi coniugare sostenibilità ambientale, economica e sociale.

Infrastrutture e servizi pensati mettendo al centro il cittadino e le sue esigenze  ci si aspetta si traducano in un ambiente più sano, vivibile e sicuro, in una burocrazia più veloce, in servizi di mobilità punto-punto, sanità più veloce ed efficace e ovviamente connessione ad alta velocità ovunque.

«Per rispondere a queste esigenze è necessario mettere in moto un meccanismo di profonda trasformazione che richiede sì competenze tecnologiche, ma soprattutto una visione di lungo termine e una progettualità che metta a fattor comune l’obiettivo di generare valore per il cittadino, attraverso la compartecipazione di industria, enti e istituzioni», osserva Loiola.

L’Italia è nel pieno del progetto Banda Ultralarga che porterà la rete in fibra ottica in più di 7000 comuni italiani, e sarà la piattaforma abilitante per la diffusione massiva dell’internet delle cose e di tutti i futuri servizi digitali.

Purtroppo però, a tutta evidenza, vive con difficoltà la sfida della trasformazione digitale, ed è ancora ferma alla dimensione dei piccoli progetti pilota. Quello che serve è in sostanza il maturare la capacità di sviluppare grandi progetti per dare vita alle città del futuro.

«Ci auguriamo che il futuro Governo faccia sua questa priorità, attuando tutte le misure necessarie per favorire la progettualità integrata e una coerente evoluzione dei quadri normativi, in modo da accelerare lo sviluppo e migliorare la competitività del nostro Paese», auspica Loiola, e con lui tutti noi.