Personalizzazione e scalabilità la chiave per l’Industry 4.0

 Nella fabbrica e nell’Industry del futuro ci saranno solo pavimenti, tetto e forse le pareti. Heiner Lang di Bosch Rexroth spiega perché

 

 Per decenni, forse per secoli a partire dalla nascita dell’età industriale in quel di Albione, si è vista la fabbrica come qualcosa di ancorato nel territorio, inamovibile, massiccia, una costruzione che in molti casi per le sue dimensioni e i rumori che ne emanavano incuteva  timore e che sembrava ingoiare  i fiumi di operai e impiegati che la facevano funzionare.

Ma sarà sempre così? Secondo Heiner Lang, Direttore della Business Unit Automation & Electrification Solutions di Bosch Rexroth, le cose nell’Industry potrebbero presto cambiare,

La produzione del futuro, osserva il manager, sarà improntata a cicli di vita del prodotto sempre più brevi, a lotti di dimensioni sempre minori e a prodotti sempre più personalizzati, nella concezione e nelle caratteristiche. Ecco perché il trend volge costantemente verso una produzione sempre più efficiente e flessibile.

La fabbrica del futuro? Sempre più virtuale

La fabbrica del futuro? Sempre più virtuale

Integrare le macchine

Ma da dove parte questa nuova rivoluzione industriale? Tutto può  iniziare da una capillare integrazione di sensori, macchine, impianti e processi, ossia di tutte le informazioni che un ambiente industriale possa fornire. Ed è una realtà giù praticabile.

«Le soluzioni della linea IoT Gateway di Rexroth, sono in grado di integrare l’intera produzione in pochi semplici passaggi, dal sensore sino ai dati macchina, consentendo una “implacabile” trasparenza e sorveglianza sull’intero sistema. Ciò consente inoltre di ottenere soluzioni di Condition Monitoring che, abbinate ad informazioni ambientali, permettono anche efficacissime metodologie di manutenzione preventiva», osserva Lang.

In pratica, le soluzioni di automazione decentralizzate Rexroth consentono di ampliare in base alle necessità in maniera modulare macchine e impianti. La comunicazione avviene mediante standard aperti, quali ad esempio IO-Link, Multi-Ethernet e, sempre più frequentemente, OPC UA, per il trasferimento dati da macchina a macchina.

Postazioni di montaggio intelligenti identificano i vari elementi di montaggio, richiamano gli opportuni piani di lavoro e guidano l’operatore attraverso il processo di montaggio, oppure gli forniscono le istruzioni necessarie, controllano e ottimizzano le fasi operative e la qualità.

In sostanza, grazie ad indicazioni univoche, le macchine possono condurre anche i collaboratori non esperti attraverso un montaggio dalle molte varianti, riducendo i costi degli errori sino al 40%.

Ma non è tutto, spiega il manager. In collaborazione con costruttori di macchine e utenti finali, enti di ricerca e aziende del settore informatico, Bosch e Bosch Rexroth stanno sviluppando i primi Use Cases per il prossimo futuro, che poi non appare tanto prossimo ma  molto vicino.

In tale ottica, giocano un ruolo cruciale i cosiddetti “digital twins”, ossia riproduzioni virtuali di tutti i componenti e di tutti i moduli, nonché di intere catene di valore aggiunto.

«Per consentire l’ingresso nell’integrazione, nell’analisi e nel Condition Monitoring dei dati di produzione, abbiamo sviluppato SCD (Sense Connect Detect), una nuova e conveniente generazione di sensori, particolarmente agevoli da integrare. Tale soluzione, abbinata ad un’app per smart device (iOS o Android), oppure a IoT Gateway, rileva ed elabora ulteriori dati, consentendo una sorveglianza di stato ancora più precisa», ha spiegato Lang.

La fabbrica sarà rimodlelabile

La fabbrica sarà rimodellabile

Già all’orizzonte i nuovi modelli aziendali

In pratica, già in un prossimo futuro, nelle fabbriche, resteranno immutabili soltanto le pareti, il pavimento e i soffitti. Tutte le macchine e tutti gli impianti si potranno configurare molto rapidamente in base a nuove linee e l’intera produzione non avverrà soltanto nell’ambito reale, ma anche, in parallelo, nell’ambito virtuale.

I “digital twins” offriranno infatti riproduzioni e comportamenti assolutamente realistici, ben prima che l’hardware entri in azione. I mezzi di produzione comunicheranno fra loro indipendentemente dai vari livelli – in modalità wireless, tramite il nuovo standard per telefonia mobile 5G, e in tempo reale, tramite OPC UA con TSN.

Da tutto ciò deriveranno nuovi modelli aziendali per costruttori di macchine e per fornitori di automazione, modelli che Bosch e Bosch Rexroth , evidenzia Lang, in collaborazione con alcuni clienti stanno già sviluppando.

E nel giro di pochi anni gli utenti finali finiranno per investire sempre meno in macchinari e sempre più su fornitori chi gestiranno specifiche fasi di processo, sul noleggio di macchine per un delimitato periodo di tempo o sulla disponibilità di impianti come se si trattasse di un servizio.

Che sia la fine dell’epoca industriale come l’abbiamo conosciuta? Staremo a vedere.

Andrà però  posta molta attenzione agli aspetti sociali e non solo economici e di mercato per non trovarsi di fronte non solo all’Industry 4.0 ma anche ad un Luddismo 2.0.