Il parallel I/O è la nuova frontiera della virtualizzazione che permette di ottimizzare  le applicazioni  intensive

 

Il Parallel I/O ed il software che lo concretizza si prefigura come un consistente passo avanti nello sfruttare le capacità elaborative di una soluzione IT. Si inquadra nel costante processo di virtualizzazione delle risorse ma spostandolo su un piano molto più avanzato a livello prestazionale.

Se si fa riferimento al concetto di Software-Defined Data Center (SDDC), si nota che tutti gli elementi dell’infrastruttura (compresi rete, capacità di calcolo, server e storage) sono visti in modo virtualizzato ed erogati come servizio. In particolare, la virtualizzazione a livello di storage e di server è un elemento critico nel percorso verso l’SDDC, dato che maschera agli utilizzatori la complessità intrinseca dell’hardware sottostante e permette di aumentare notevolmente la produttività grazie all’automazione software e all’agilità che ne consegue.

Ma certe volte il diavolo si nasconde nei dettagli e i problemi derivano da esigenze che possono svilupparsi anche in modo imprevisto, come nel caso di grossi volumi di dati che afferiscono al sistema generati da soluzioni IoT e che devono essere elaborati in tempi molto rapidi, o nel caso si debba esaminare data lake di grosse dimensioni per prendere decisioni operative.

Il parallel I/O permette di sfruttare completamente le capacità dei core

Il parallel I/O permette di sfruttare completamente le capacità dei core

Un punto fermo su cui l’adesione è unanime è che le esigenti applicazioni moderne, specialmente all’interno di ambienti virtualizzati, necessitano di storage a elevate prestazioni in modo da tenere il passo con la velocità di acquisizione dei dati e con l’imprevedibile richiesta dei carichi di lavoro aziendali.

Problemi prestazionali fanno si che le esigenze delle applicazioni aziendali critiche quali database SQL, Oracle e SAP siano rimaste largamente insoddisfatte e in questo il principale collo di bottiglia è il più delle volte costituito dalle prestazioni dell’I/O.

L’incremento delle prestazioni I/O può essere perseguito attraverso la “parallelizzazione” dell’I/O, una tecnica che sfrutta la capacità della virtualizzazione di disaccoppiare i miglioramenti del software dalle innovazioni hardware.

E’ un approccio reso possibile dalla trasformazione dei processori da singolo core a multicore, che nei server di ultima generazione sono oramai la norma, utilizzando software che gestisce l’I/O in parallelo in modo da sfruttare tutti i core disponibili.

Il punto chiave è che i server offrono già funzionalità multiprocessore con un ottimo rapporto prezzo/prestazioni, ma la maggior parte di queste non vengono sfruttata e rimangono disponibili solo a livello potenziale

Sfruttando completamente la potenza di calcolo offerta dai server multicore, il software di I/O parallelo si prefigura la chiave di volta che trasforma in realtà queste potenzialità inespresse e lo fa evitando qualunque collegamento fisico che impedisca di godere dei benefici della virtualizzazione.

 

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