I server di fascia media sono ancora la spina dorsale dell’IT per la maggior parte delle aziende italiane

 

Nell’era digitale in cui tutto è connesso le realtà aziendali di piccole e medie dimensioni hanno l’opportunità di accedere a risorse tecnologiche che si avvicinano molto a quelle a disposizione delle realtà enterprise.

Merito anche di una costante evoluzione tecnologica del server le cui prestazioni e caratteristiche sono state chiamate a evolvere costantemente per rispondere alle nuove esigenze.

Le nuove generazioni di server di fascia media puntano a fornire anche alle azienda più piccole la capacità elaborativa e le funzionalità necessarie a far fronte alle nuove richieste applicative, all’elaborazione di carichi di lavoro sempre più eterogenei, all’esigenza di effettuare analisi dei dati di tipo evoluto, di predisporre strategie per accelerare il time to market e, ancora, di sviluppare servizi e prodotti personalizzati.

D’altra parte i modelli di business attuali impongono di essere in grado di sfruttare finestre di business che si aprono e si chiudono in breve tempo. Per questo i server devono consentire di individuare in tempo reale le nuove opportunità di business; si tratta di un compito tutt’altro che banale perché, per realizzarlo, le informazioni a valore vanno estratte da dati sempre più “big” e destrutturati. Altrettanto rapide devono poi essere le azioni di intervento che potrebbero richiedere la possibilità di riconfigurare in modo dinamico e rapido i server.

Si comprende allora perché la virtualizzazione a livello server che, per un certo periodo di tempo è stata proposta prevalentemente come metodo per realizzare politiche di consolidamento ovvero per ridurre i costi operativi e ottimizzare lo sfruttamento del risorse, debba essere considerata alla luce di nuovi obiettivi. Anche il server di fascia media deve poter supportare funzionalità di virtualizzazione spinta per consentire ai processi aziendali di adattarsi in fretta alle mutevoli dinamiche di mercato e prevedere gestione e integrazione spinta a livelli superiori rispetto al passato.

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Budget piccoli per pensare in grande

Mano a mano che i nuovi trend tecnologici come cloud computing, big data e mobile si fanno strada anche all’interno delle aziende di media dimensione cresce l’impatto sull’adizione di piattaforme server e questo non fa che fornire un forte impulso competitivo tra i principali produttori all’insegna di nuovi design e aggiornamenti tecnologici.

I server di nuova generazione devono anche garantire maggiore produttività e sicurezza dei dati per ridurre il rischio dei tempi di inattività che sono una fonte di costo e che rappresentano una grande preoccupazione per i responsabili IT. Per questo motivo l’offerta server di fascia media insegue il miglioramento delle prestazioni richieste da parte delle imprese più piccole, punta su processori ricchi di funzionalità, prevede il supporto per la virtualizzazione, include dotazioni applicative non solo sempre più ampie ma anche pre integrate e testate e non da ultimo a funzionalità di gestione tanto avanzate quanto semplificate.

La medie aziende, a fronte di un’esigenza di pensare in grande per competere su vasta scala, di utilizzare nuovi approcci commerciali e strategie di business sofisticate, si trovano però a dover affrontare queste sfide con budget limitati e tempi sempre più ristretti e preoccupazioni circa la complessità e l’affidabilità.
La scelta dei server aperti verso questi nuovi modelli e nello stesso tempo adatti alle specifiche esigenze aziendali diventa perciò un tassello cruciale e fondante per il necessario ripensamento dell’infrastruttura IT in chiave sempre più gestibile, flessibile, sicura,  convergente e virtualizzata.

 

Verso il cloud

La promessa del cloud è quella di mettere a disposizione risorse flessibili a piacere e acquistabili con modelli pay per use senza dover sostenere il costo di acquisto e mantenimento dell’infrastruttura IT. Una promessa che sembrerebbe appetibile soprattutto per le aziende più piccole che fanno fatica non solo a trovare il budget ma anche le risorse.

Il futuro potrebbe andare in questa direzione ma attualmente, soprattutto nel mercato polverizzato italiano, i professionisti IT che operano all’interno delle aziende del settore midrange continuano a fare affidamento sui server hardware tradizionali nonostante l’ascesa delle nuove piattaforme tecnologiche.

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Probabilmente perché tutto ciò che promette il cloud, per essere efficace a livello di business, richiede alle PMI non solo dotarsi di tecnologie adeguate ma anche di reimpostare i propri processi: un passaggio che le aziende italiane stentano ancora a compiere, soprattutto in un momento come quello attuale in cui tutti gli sforzi sono concentrati verso la redditività.

È il tipico scenario da cane che si morde la coda: serve innovazione per diventare competitivi, ma trovare il budget per finanziare l’innovazione riporta le aziende a concentrarsi a breve termine sui modelli di business tradizionali. In ogni caso le aziende nell’acquisto dei loro server non potranno fare a meno di tenere conto delle previsioni sulle esigenze future in termini di cloud e virtualizzazione.

 

Un mercato in crescita

In ogni caso, la buona salute dei server hardware è confermata dagli ultimi numeri a livello globale forniti da IDC nel suo report IDC Worldwide Quarterly Server Tracker relativo al terzo trimestre 2014 che evidenzia un mercato in ripresa.

Più precisamente, IDC riporta che nel terzo trimestre del 2014 il mercato mondiale dei server è cresciuto del 4,8 percento rispetto allo stesso periodo del 2013, stimando il valore complessivo di questo segmento in oltre 12 miliardi di dollari. In termini numerici la crescita dei server è stata del 5,7 percento per un numero complessivo di 2,38 milioni di unità legata in buona parte all’espansione dei data center aziendali.

IDC prevede ulteriori margini di crescita a livello globale legati alle esigenze di ammodernamento dell’infrastruttura IT: un trend che si protrarrà plausibilmente per diversi anni a venire.

I sistemi a volume sono cresciuti del 8,8 percento nel terzo trimestre 2014 e quelli oltre il 18 percento sempre secondo IDC. Nel settore medio l’offerta si presenta sempre più diversificate per rispondere a tutte le possibili esigenze aziendali. Con l’aiuto dei fornitori di managed service, i professionisti IT possono quindi investire in server disponibili in configurazioni e costi adatti a soddisfare gli obiettivi di un’azienda in crescita, indipendentemente dal tipo di settore in cui opera.